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Esodati:” 30 miliardi di euro dalla modifica della riforma Fornero”

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I soldi per gli esodati ci sono, basta mettere mano proprio nella sgangherata Legge di Stabilità.

” I primi 30 miliardi di euro – spiega Paccagnella di Federcontribuenti -, si nascondono nel mancato emendamento non inserito nella riforma Fornero e riguarda gli oltre 200 titolari di super pensioni. Basterebbe imporre, alla Super Inps, l’erogazione di pensioni minime da 1000 euro e massime di euro 6000, con effetto retroattivo, valevole per ogni politico, manager pubblico, ufficiale delle forze armate. Se a questa semplice manovra aggiungiamo un tetto massimo per gli stipendi, le entrate supererebbero le uscite senza condannare alla povertà migliaia di cittadini. Sarebbe assurdo per questi ministri continuare a guadaganare come degli emiri e pretendere obbedienza dai contibuenti”. La questione degli esodati potrebbe diventare, per Federcontribuenti, il cavallo di Troia ideale per svelare le debolezze di una riforma pensionistica assurda e gli alterini dell’Inps.

La confluizione degli istituti previdenziali dentro l’INPS di fatto non ha cambiato nulla: le sigle abolite ora parlano a nome dell’ INPS. Il rapporto con il contribuente è peggiorato, i costi sono aumentati e chi era Indap deve oggi, pur avendo diritto alla pensione, pagare cifre pazzesche per vedersi riconosciuta la pensione. Un’idea che sembra come un deterrente: ” non provate a chiederci la vostra pensione o vi costerà cara!” È difficile fare chiarezza sulla situazione dell’Inps soprattutto per via dei dati che non pervengono a nessuna commissione bicamerale. L’Ente e il suo presidente custodiscono gelosamente dati ed informazioni che per dovere e diritto dovrebbero essere resi pubblici. Per esempio: come è possibile che l’Inps finanzi ben 7 progetti sperimentali a Bologna e Ferrara? Con un debito che oscilla sugli oltre 10 miliardi di euro non è possibile continuare con il secretare i dati della gestione e del bilancio dell’Inps.

Da un lato abbiamo una nuova gestione Inps nella quale confluiscono: incentivi concessi con troppa facilità ad aziende che licenziano o delocalizzano; finanziamenti esosi dati senza averne una sicura traccia; vecchi prestiti dati dall’Inpad e Inps come fossero delle banche e nulla si sa sulle perdite e sui guadagni di queste ”elargizioni”; la cassa integrazione a carico dell’ente previdenziale e i soldi trattenuti nelle casse per le pensioni negate perchè prive di esose ricongiuzioni.

 

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