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I lavoratori autonomi coprono il 63% di tutte le imprese e solo il 27% ha le carte in regola per chiedere più di 25 mila euro

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25 mila euro per le ditte individuali e piccole partite Iva rimborsali in 72 comode rate a circa 346 euro al mese. Le micro imprese rappresentano l’80% di tutta la forza lavoro in Italia e 25 mila euro per coprire 2 mesi di mancato fatturato; le scadenze fiscali pregresse e future, incluse i debiti rateizzati; per coprire finanziamenti in essere o i mutui non bastano. I soli lavoratori autonomi coprono il 63% di tutte le imprese italiane e solo il 27% di loro ha le carte in regola per chiedere un maggior prestito a garanzia. Federcontibuenti: ”perché lo Stato continua a indebitarsi e a far indebitare le nostre imprese quando lo stesso Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena afferma che la nostra idea di lanciare il Lirabond è non solo giusta, ma fattibile e sacrosanta? Non intendiamo uscire dall’Europa, ma pretendiamo di farci valere dentro e fuori casa nostra!”. 

Per qualcuno sentir parlare di oltre 400 miliardi di euro, più 350 del cura Italia, a sostegno di famiglie e lavoratori è stato come sentir gridare al miracolo, ” questi miliardi non esistono. Sono debiti che lo Stato garantisce virtualmente, ma che saranno saldati dalle nostre imprese e se queste non li salderanno sarà lo Stato a farlo sempre cacciandoli dalle tasche dei contribuenti: a quali tassi di interesse non è dato saperlo. Una incognita. Tra l’altro per ottenere linee di credito superiori ai 25 mila euro ci sarà lo scoglio dei tempi lunghissimi e della valutazione del rischio di impresa da parte delle banche”.

Federcontibuenti insiste sul Lirabond.

”Leggendo l’articolo 128 del Trattato di Lisbona troviamo che solo le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche aventi corso legale nell’Unione. Il riferimento è, appunto, alle banconote, non ai biglietti di Stato”. Il Lirabond sarebbe una forma di biglietto emesso dallo Stato italiano. ”L’articolo 117 della nostra Costituzione ci riserva la potestà legislativa in materia di moneta. L’Italia, non ha mai – ceduto – la propria sovranità monetaria. All’articolo 3 di Maastricht, la Ue ha la sola esclusiva in materia di politica monetaria con riferimento alla moneta EURO, ecco perché molti Stati hanno potuto mantenere la doppia moneta, mentre l’Italia è stata la meno lungimirante e la più fessa tra tutti gli Stati membri, ma possiamo e dobbiamo aggiustare la rotta”.

Possiamo emettere da subito il Lirabond.

”Questa alternativa permetterebbe subito di dare liquidità vera, e non presunta, alle famiglie e a tutte le imprese, escluso l’export, dell’intero territorio Nazionale, accettato dallo Stato anche per il pagamento delle imposte e usare l’EURO solo per l’economia internazionale. In questo modo scoppierebbe in positivo il debito pubblico e potremmo condonare una intera Repubblica distrutta da politiche economiche suicide”. Se lasciassimo tutto così come intendono procedere, ”fra 18 mesi, quando alle imprese verrà chiesto di rientrare da questo finanziamento, dal mutuo di casa sospeso, dalle scadenze fiscali, dagli affitti da rimborsare scoppierà una bolla speculativa peggiore di quella dalla quale stavamo appena uscendo prima di questa pandemia”.

Finanziamenti superiori a 25 mila euro.

Per le PMI, anche individuali o Partite Iva l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia, ma questo Fondo, non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente. Tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc., sono lasciati alla contrattazione tra le parti.

Le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia sono le seguenti:

Per i finanziamenti di piccole e medie imprese sono corrisposti, in rapporto all’importo garantito, 25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno. Sia chiaro, la garanzia di Stato è rilasciata entro il 31 dicembre 2020 e solo se, al 31 dicembre 2019 l’impresa non rientrava tra le esposizioni deteriorate della banca e il rimborso del finanziamento partirà dopo il diciottesimo mese.

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