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Il solo Alfano e nella sola Vicenza ha debiti per 1 milione e 800 mila euro. Una cosa da niente!

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ragioneria dello statoIl ministro Alfano ha un debito di circa 1 milione e 800 mila euro nei confronti di soli 9 imprenditori e nella sola Vicenza. Chissà a quanto ammontano i debiti sommando tutti gli imprenditori di Italia che hanno lavorato per lui e per altri ministri. La Corte dei Conti saprà a quanto ammontano i debiti contratti dai vari enti e ministeri dello Stato nei confronti dei lavoratori e contribuenti italiani? E la Ragioneria dello Stato? Due istituzioni che ci costano un occhio della testa, con simili compiti e anche inadempienza visti i risultati!

Nove imprenditori nel settore del soccorso stradale, ognuno di loro vanta un credito di 200 mila euro circa a testa, per recuperi stradali eseguiti per conto della prefettura che fa capo al ministero di Alfano. Soldi mai incassati dagli imprenditori, che oggi si trovano con una serie di difficoltà: dipendenti e tasse da pagare, DURC negativi che non gli permettono di concorrere per appalti pubblici, Equitalia alle calcagna. “Chiediamo – dicono i nove imprenditori – di incassare quello che ci spetta: facendo un calcolo medio, solo dal 2011 ad oggi siamo creditori di circa 200mila euro a testa. Più gli arretrati. Dopo diverse lotte siamo riusciti, nel 2011, ad incassare una piccola parte dei crediti che avevamo accumulato dal 2007, ma c’è chi, tra di noi, ha ancora insoluti di fatture del 1994. Nel 2007 il ministero degli Interni aveva aperto una gara d’appalto per i servizi relativi ai veicoli sottoposti a sequestro o fermo. Noi abbiamo deciso di partecipare insieme, suddividendoci la copertura del territorio vicentino. Pensavamo che qualcosa sarebbe cambiato, e invece le cose continuano a peggiorare – dicono ancora i nove imprenditori -. Ci siamo rivolti alla prefettura per chiedere la compensazione dei nostri crediti con le tasse che ogni anno dobbiamo pagare (anche se non incassiamo nulla per il nostro lavoro) e la prefettura ci ha risposto che il ministero non ha aperto alcun capitolo di spesa per i nostri pagamenti”. “Noi garantiamo un servizio 24 ore su 24, questo ci porta ad avere almeno due dipendenti a cui dobbiamo pagare lo stipendio. In più chiedere la compensazione significa, per noi, rinunciare in media al 30/40 percento di quello che la prefettura ci deve: per compensare i nostri crediti, infatti, dobbiamo aspettare che Equitalia ci invii la cartella esattoriale per le tasse non pagate. Una cartella maggiorata della mora e delle spese di notifica che incidono, appunto, per il 30/40 percento sul totale. Quello che ci chiediamo è perché dobbiamo essere costretti a pagare una multa su debiti che abbiamo contratto a causa degli stessi enti dello Stato  che non ci hanno pagato”. La legge prevede che i veicoli sequestrati vengano demoliti o venduti entro 90 giorni dalla data di sequestro: noi a quel punto dovremmo fatturare le spese di rimozione e deposito alla prefettura che dovrebbe provvedere al saldo. In molti casi, invece, queste vetture restano parcheggiate nei nostri autocentri anche per diversi anni, al costo di deposito di 3 euro al giorno. Questo fa schizzare alle stelle il costo del servizio, che noi dobbiamo mettere a bilancio”. “Idiozia pura” il commento di Paccagnella presidente di Federcontribuenti, che aggiunge: “Abbiamo deciso di non chiedere più al governo di farsi carico di queste situazioni, modificando la legge o intervenendo sui regolamenti per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Quello che chiediamo, oggi, è che il ministro Alfano, il vice ministro e i sottosegretari si mettano in mora per un paio di mesi e che, con i soldi recuperati dai loro stipendi e dalle loro spese, si provveda a pagare il conto dei debiti che la prefettura ha contratto con questi lavoratori”.

Ecco i nomi dei nove imprenditori: Autofficina Bernadele Giuseppe; Autocarrozeria Daf, Bassanese carrozzeria; Autofficina e carrozzeria Coras; Carrozzeria Scremin Basso; Sperotto carrozzeria; Autodemolizione Zolin; Autocarrozzeria Rondon; Autocentro Sambo e Artuso demolizioni.

 

 

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