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Il Covid accelera la fuga dalle multiproprietà in Italia e all’estero. Spese di sanificazione, o paghi o non si entra

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Federcontribuenti: ”dopo la notizia del multiproprietario cacciato dalla Sardegna siamo stati contattati da alcuni multiproprietari italiani con diritto turnario alle Canarie. Ci hanno spiegato di aver ricevuto lo stesso trattamento giunti presso la reception della struttura turistica e di essere stati costretti a pagare in loco. Dei multiproprietari non è mai fregato niente a nessuno, ancor meno alla nostra legislazione. Questi consumatori vengono fatti oggetto di cyberbullismo, attaccati quando espongono il loro problema, rei di avere una multiproprietà e quindi visti come ricconi quando sono soltanto vittime di un mercato spregiudicato”.

A corto di soldi e di mercato le società che gestiscono le multiproprietà stanno chiedendo all’arrivo soldi per la sanificazione oltre a presunti arretrati. Il consiglio è ”non pagate senza visionare la contabilità ”.

Al telefono il signor R. di Roma ci racconta del suo arrivo a Palma di Maiorca presso una nota struttura turistica, lui è proprietario di due settimane ad agosto: ”appena arrivati ci hanno chiesto i soldi per la sanificazione dei locali, premetto che non ho arretrati con l’amministrazione contabile. In passato ho avuto problemi di arretrati con le spese di gestione, situazione risolta quando una società di recupero crediti italiana mi ha ingiunto al pagamento con tanto di spese legali esagerate. Perché quando devo pagare si fa fede al codice civile italiano, quando chiedo un diritto mi si rimanda al codice spagnolo! Ho domandato loro perché la sanificazione doveva essere a carico mio visto che pago annualmente tutte le spese di gestione mi è stato risposto che la società così ha deciso. O pagavo o non mi davano le chiavi di casa! Non solo, quando ho fatto presente che volevo trasferire il mio certificato di associazione – diritto turnario – mi sono sentito rispondere che mi conveniva vendere ad un parente o ad un amico anche al prezzo simbolico di 1 euro!”

Il mercato è saturo.

”Se fosse così fico avere una multiproprietà non avremmo un numero infinito di siti web e società legali che promuovono la vendita o la permuta promettendo agli utenti di liberarsi della multiproprietà. Non è l’idea della multiproprietà ad essere sbagliata, è ciò che si cela dietro. Società che puntano al massimo guadagno possibile rendendo poco trasparenti i bilanci e la gestione economica dei residence, con richieste di spese di gestione ordinaria e straordinaria poco chiari. Molti residence sono ormai in uno stato di semi abbandono pur mandando continue richieste di denaro – soprattutto nelle zone di montagna. Un’altra anomalia riguardante la gestione di queste strutture è che l’amministrazione contabile è slegata dalla società che gestisce sul posto la struttura. Questo significa che le originali condizioni presenti all’atto di vendita vengono sommariamente cambiate senza l’approvazione del multiproprietario che si trova raggiunto da intimazioni di pagamento per spese di gestione aumentate e poste con formula retroattiva. Queste richieste sono illegittime ma vanno contestate in sede civile. ”.

Se si è in possesso di un rogito notarile occorre necessariamente passare da un notaio, ma se si ha solo un certificato associativo?

Su 100 contratti esteri 99 sono stati firmati in Italia ed è legittimo per il multiproprietario cedere liberamente a terzi il certificato di associazione acquistato senza ulteriori costi. Ci sono oltre 200 mila famiglie italiane che hanno una qualunque forma di multiproprietà in Italia e all’estero e solo 20 mila di loro si son potute liberare da questi contratti affrontando complesse pratiche legali.

In Spagna la tutela verso i consumatori italiani resta poco attenta mettendo a rischio di truffa migliaia di turisti italiani proprietari di un diritto turnario. Infatti è una cosa assolutamente inventata che occorre pagare le spese per il trasferimento del certificato associativo. Il punto è che le società che subentrano nella gestione di queste strutture fanno ricadere sui vecchi multiproprietari i debiti acquisiti dalla vecchia società inventandosi spese di manutenzione ordinaria o straordinaria prive di qualunque documentazione trasparente.

Liberarsi della multiproprietà è legalmente possibile ma lasciate perdere l’idea di guadagnarci, richiamate su di voi solo l’attenzione morbosa di società spregiudicate e truffaldine.

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