Nuovo codice del turismo

 NUOVO CODICE DEL TURISMO, OVVERO UNA LEGGE INUTILE CHE NON TUTELA I CITTADINI CADUTI NELLE TRAPPOLE DEL MERCATO DELLE MULTIPROPRIETA’

 Qualche mese fa, sulla Gazzetta ufficiale n. 129, del 6 giugno 2011, supplemento n. 139, è stato pubblicato il D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79, avente come oggetto: “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio”. In pratica si tratta del cosiddetto Nuovo Codice del turismo, all’interno del quale, all’art. 2, sono contenute le nuove norme in materia di multiproprietà.

A tutti pareva una buona notizia: finalmente, prima il Governo, nelle vesti del Ministro per il turismo, Vittoria Brambilla, poi il legislatore, ossia il Parlamento – come richiedeva da tanto tempo Federcontribuenti – avevano adeguato il nostro ordinamento alla direttiva 2008/122/CE emanata dalla UE, che contemplava anche altre tipologie contrattuali, quelle che tutt’oggi, di fatto, dominano nel particolare mercato delle multiproprietà e che tanti danni hanno fatto a milioni di cittadini europei. Ma le cose non stavano così e terminata l’estate, primo banco di prova di questa legge, Federcontribuenti denuncia: “Il nuovo codice del Turismo è, nei fatti, inutile”.

“L’ennesima patacca sfornata da questo Ministro e da questo Governo – attacca Marco Paccagnella, vicepresidente di Federcontribuenti – perché, come appare evidente fin dall’inizio, le norme introdotte per le nuove tipologie contrattuali ammesse riguardano i contratti veri e propri di multiproprietà, i contratti relativi ai prodotti per le vacanze a lungo termine e quelli di rivendita e di scambio. Dove sono, per esempio, i “time-sharing”, ossia i contratti di associazione che di fatto costituiscono il 99% del mercato e che hanno “fregato” migliaia di consumatori che si rivolgono a noi per uscire dai loro incubi?”. Un’opinione, quella di Paccagnella, condivisa anche da tutte quelle associazioni, che come Federcontribuenti, in questi anni hanno preso le difese di tantissimi consumatori entrati nel “girone infernale” delle multiproprietà. E del resto, questo era prevedibile dal momento che nella compilazione di questa legge nessuna di queste associazioni, meno che meno Federcontribuenti, è stata interpellata per fornire la propria esperienza al fine di rendere il Nuovo Codice, veramente incisivo su questo problema.

“Il risultato – prosegue Paccagnella – è che migliaia di consumatori continuano a rimanere senza nessuna tutela specifica, perché ripeto, le maggiori vendite che vengono effettuate al giorno d’oggi riguardano i certificati di associazione (quelli per intenderci che, centinaia di consumatori che agganciati telefonicamente con la favola di aver vinto una vacanza, finiscono, con l’inganno, ad acquistare ogni fine settimana in qualche sala d’hotel della penisola) che prevedono, a parole, la possibilità di fare una settimana all’anno in qualche residence, associandosi, a prezzi assolutamente fuori mercato, a dei particolari club con spesso sede in qualche paradiso fiscale. Questi contratti non sono assolutamente contemplati nel Nuovo Codice del Turismo e la conseguenza è che, trattandosi alla fine di associazioni, la legge che li regolamenta continuerà ad essere proprio quella che riguarda quest’ultime”.  Ma a questo, bisogna aggiungere un’ulteriore beffa. “Già – conclude Paccagnella – perché non tutti sanno che la vendita di certificati associativi è esente da IVA. Per esempio nella vendita di un vero contratto di multiproprietà (che tra l’altro, dall’ultima volta che ne ho visto uno nuovo saranno passati cinque/sei anni) l’IVA è del 21% sulla quota d’immobile e del 10% sul mobilio. Stesso discorso per i contratti di locazione a lungo termine dove l’IVA è al 21%. Ma sui certificati associativi, i famigerati time-sharing che hanno inguaiato tanta gente, l’imposta è pari allo zero. Vale a dire che abbiamo un governo che, da un lato, quest’estate aumentava l’IVA di un punto percentuale a tutti i cittadini, dall’altro lato, continua a ignorare quelle losche figure, che settimanalmente spacciano certificati associativi a qualche club con sede in qualche paradiso fiscale. Insomma: se sei un cittadino che campa nel rispetto delle regole, ti aumentiamo l’IVA, se invece truffi, ti lasciamo stare. Un bel segnale, non c’è che dire…”

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