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Artigiani, commercianti, lavoratori: evasori per coprire enormi buchi di comodo

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TasseBefera intende per semplificazione delle imposte sul lavoro un metodo di raggruppamento delle stesse in una sola voce. Il complesso quadro fiscale che aggredisce il lavoro non va sfoltito, come ipotizzato da Befera, ma rivisto totalmente. La propaganda dell’eccezionale evasione fiscale è un’arma di distrazione di massa, la verità è che con questa strategia non si parla mai di controlli sui bilanci delle grandi società, degli istituti finanziari, delle assicurazioni, degli amici degli amici dei partiti e della politica, l’evasione fisiologica dei piccoli nel privato, sono dentro ai canoni europei, tutto il resto no! Befera sa benissimo come funziona questo gioco, quando ha dichiarato la mancata riscossione di 545 miliardi, forse per questo vorrebbe usufruire dei software della Cia? Inoltre tutte le varie voci che compongono il quadro fiscale rendono quasi impossibile, per chiunque, essere in regola con le scadenze, mantenere una vita dignitosa e avere l’impressione di vivere in un Paese normale.

Abbiamo il dovere morale di salvare la categoria degli artigiani, di lasciare in pace i commercianti e di aiutare le imprese ad assumere e non a creare disoccupazione o a fallire. Oggi tutte queste categorie vengono etichettate come i peggiori evasori fiscali quando è noto che, in Italia, essere un lavoratore privo di scranno significa essere dei coraggiosi eroi di altri tempi. Un artigiano per portarsi a casa uno stipendio pari a 1.500 euro deve guadagnarne, mensilmente 3 mila euro, deve quindi avere una grande bottega con tanti impiegati e più commesse: 36 mila euro l’anno di cui 3.187,52 di contributi Inps, 88,00 euro di quota iscrizione presso la Camera di Commercio; 873,45 euro di Inail. L’irpef da 8.557,43 euro; l’Irap 944,00. Cosa rimane all’artigiano a fine anno: 18.016,40 euro. Il restante non è al netto, dallo stipendio vanno tolte tutte quelle imposte dirette e indirette come la Tarsu, Tia, accise carburante, etc. L’artigiano versa all’anno tra imposte e contributi previdenziali ed assistenziali 17.983,60 euro.
Pari ad euro 1.498,63 mensili di sole tasse che non conteggiano l’affitto della bottega e molto altro.

Quanto guadagna un dipendente? Su una ipotetica retribuzione pari a euro 35.998,80, i contributi a suo carico saranno di circa 3.661,92 euro. L’irpef netta sarà pari ad euro 7.850,03. Gli addizionali (regionale e comunale) 614,40 euro. Ogni mese paga di tasse 1.010,53 euro.

Quanto costa un operaio muratore ad una impresa?

Supponiamo una retribuzione media mensile pari ad euro 1.482,75. Contirbuti INPS carico della ditta euro 569,58. Contributi Cassa Edile 276,00. Contributi INAIL 216,65. Totale costo mensile 2.544,98. Totale annuale: 30.539,76. Non dimentichiamoci lo studio di settore che dice che se non raggiungi i 36 mila di fatturato devi pagare l’Iva sulla differenza.

Veniamo ad un commerciante con reddito lordo di 50.000,00, tasse da pagare:
Irpef 13.235,00 saldo; Irpef 5.241,06 acconto; Add.Reg. 956,00; Add.Comun. 236,00; Add.Comun. 71,00 acconto ; Camera Comm. 88,00; Irap 1.689,00; Irap 797,15 acconto; Inps 7.191,00; Inps 3.779,72 acconto.
Totale da pagare 33.417,07.

La verità è che si lascia evadere chi crea enormi quantità di voti.
La semplificazione, le manovre per rabbonire gli animi illudono e basta, come la scomparsa del modello sugli studi di settore per le imprese che falliscono, o la spettinata per il quadro RU di Unico che ospita i crediti d’imposta, o, ancora, le semplificazioni per le comunicazioni anti eveasione. Qui si tratta di capire a cosa serva obbligare
le imprese ad anticipare l’Iva, ad esempio, a cosa servono tutte queste mille vocine se non a mettere in ginocchio chi lavora. Le semplificazioni da fare devono servire a mantenere in vita negozi e botteghe, permettere agli impiegati di avere 10 euro in tasca da spendere e mantenere in piedi solo quelle tasse che effettivamente servono, eliminando quelle che fanno ingrassare la PA.

Inoltre si denuncia la concorrenza sleale di gruppi di potere riunitesi in cooperative o consorzi che oltre a portar via lavoro hanno un sistema fiscale di grande favore.

 

 

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