ROMA – Rendere le tecnologie avanzate accessibili ai contribuenti e alle piccole e medie imprese, con particolare attenzione alla gestione del debito, alla comprensione delle norme e alle opportunità di sviluppo. È il tema di questo confronto con Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, dopo il convegno nazionale “Governare l’algoritmo”, promosso con ADICU APS e svoltosi il 7 ottobre nella sede del CNEL a Villa Lubin.
Presidente, perché un’associazione che tutela contribuenti e consumatori dedica tanta attenzione all’intelligenza artificiale?
Perché la tutela deve seguire i cambiamenti che incidono sulla vita delle persone. Le tecnologie stanno modificando il modo in cui lavoriamo, acquistiamo servizi, accediamo alle informazioni e gestiamo le imprese. Il contribuente deve poter comprendere questi strumenti e utilizzarli con consapevolezza. Il nostro interesse nasce da qui: capire come l’innovazione possa aiutare concretamente cittadini e aziende ad affrontare problemi che spesso sono complessi e costosi.
Quale indicazione vorrebbe sviluppare dopo il confronto al CNEL?
Portare il confronto sul terreno delle esigenze quotidiane. Un imprenditore vuole sapere se uno strumento gli permette di organizzare meglio il lavoro, ridurre gli errori o comprendere più rapidamente una documentazione. Una famiglia vuole orientarsi tra comunicazioni, contratti e scadenze. Dobbiamo partire da questi bisogni e valutare le tecnologie in base alla loro utilità effettiva, mantenendo sempre una responsabilità umana sulle decisioni.
Per le piccole e medie imprese, da dove si dovrebbe cominciare?
Da un problema preciso. Una piccola azienda può avere difficoltà a seguire le scadenze, raccogliere i documenti o controllare entrate e uscite. Prima di acquistare un sistema occorre capire quali attività migliorare, quali dati sono disponibili e chi controllerà i risultati. Anche il costo deve essere proporzionato al beneficio. La trasformazione digitale funziona quando l’imprenditore e i suoi collaboratori riescono a governarla.
Uno dei temi centrali è la ristrutturazione del debito. Quale contributo potrebbe offrire l’intelligenza artificiale?
Potrebbe aiutare a mettere ordine nelle informazioni: distinguere le diverse posizioni debitorie, organizzare scadenze e documenti, confrontare scenari di pagamento sulla base di dati verificati. Questo lavoro preliminare può rendere più chiaro il confronto con i professionisti. La scelta di un percorso di ristrutturazione richiede però un esame giuridico ed economico individuale. Nessun sistema può promettere la cancellazione automatica dei debiti o indicare una soluzione valida per tutti.
Perché è importante intervenire prima che la situazione diventi insostenibile?
Perché conoscere per tempo una difficoltà permette di valutarla con maggiore lucidità. Un’impresa può continuare a lavorare e, contemporaneamente, accumulare squilibri che non riesce a leggere. Avere informazioni ordinate aiuta a formulare le domande giuste: quali impegni sono sostenibili, quali documenti mancano, quali decisioni richiedono assistenza. La tecnologia può favorire questa consapevolezza, purché i dati siano completi e le valutazioni vengano controllate.
Le norme cambiano e il linguaggio amministrativo è spesso difficile. Come si può aiutare il contribuente?
Rendendo comprensibili le informazioni senza perdere precisione. Una prima spiegazione può aiutare una persona a capire il contenuto di una comunicazione e a preparare i documenti per una consulenza. Ma ogni indicazione normativa deve essere verificata rispetto alle fonti ufficiali, alla data e al caso concreto. Una risposta convincente nella forma può contenere un errore: per questo il controllo professionale resta essenziale.
L’innovazione può aiutare anche a conoscere bandi e opportunità per le aziende?
È un ambito sul quale vale la pena lavorare. Molte piccole imprese hanno poco tempo per cercare opportunità e leggere documentazioni lunghe. Strumenti ben progettati potrebbero facilitare una prima selezione dei bandi e l’organizzazione dei requisiti. Occorre poi verificare l’ammissibilità, i costi e gli obblighi del progetto. Individuare un finanziamento potenzialmente interessante è soltanto il primo passaggio.
Quali attenzioni servono nei settori più delicati, come fisco, credito e patrimonio?
Bisogna sapere quali dati vengono utilizzati, chi può accedervi e come sono protetti. Documenti fiscali e bancari contengono informazioni che richiedono particolare cura. È altrettanto importante poter ricostruire il percorso di una valutazione e correggere eventuali errori. Il cittadino deve avere un interlocutore responsabile, soprattutto quando una decisione può incidere sulla sua attività o sulla sua famiglia.
Quanto conta la formazione?
Conta moltissimo. Mettere uno strumento a disposizione non significa rendere una persona capace di usarlo. Servono spiegazioni chiare, esempi pratici e la possibilità di chiedere assistenza. Dobbiamo accompagnare anche chi ha meno familiarità con il digitale, altrimenti rischiamo di ampliare il divario tra chi dispone di competenze e chi resta escluso.
Qual è, quindi, l’obiettivo che vorrebbe indicare per Federcontribuenti?
Far sì che l’innovazione diventi una possibilità concreta anche per chi ha meno risorse. Un piccolo imprenditore deve poter conoscere gli strumenti utili alla propria attività; un contribuente deve poter capire un problema e trovare l’assistenza adatta. La qualità del nostro impegno si misura in questo: persone più informate, aziende meglio organizzate e decisioni prese con maggiore consapevolezza.
C’è qualcosa che La preoccupa guardando al futuro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale?
Mi preoccupa quando la tecnologia viene sviluppata al riparo dal controllo pubblico e trasparente, in particolare in ambito militare e con programmi top secret. Fin da giovane, guardando film come Terminator, ho riflettuto sul fatto che il cinema spesse volte finisce per anticipare scenari reali. La finzione ci mostra cosa può accadere quando si delega la sicurezza o la difesa a sistemi autonomi senza una supervisione umana etica e responsabile. Se nell’economia quotidiana il nostro obiettivo è governare l’algoritmo al servizio delle persone, a livello globale la vera sfida sarà evitare che l’innovazione tecnologica sfugga al controllo della politica, delle istituzioni democratiche e della coscienza umana.
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