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Mentre a Roma i Casamonica violano i sigilli di Stato restando ad abitare nelle loro case sequestrate, ville frutto di estorsioni, usura e violenza, a Monza la sezione Nazionale Magistrati lamenta una ”eccessiva pressione mediatica” sul caso Bramini fallito per 4 milioni di euro di credito con lo Stato. Federcontribuenti ”Questo stallo politico straziante non grava sui mafiosi ma su chi non ha niente, su chi è vittima di una ingiustizia, su chi attende da anni un diritto negato, su chi sopravvive a banche e fisco che si sono accanite non sul privilegiato ma sul debole. Uscita dall’euro? Richiesta di annullare il debito pubblico? Ma la lotta alle mafie? La riforma fiscale e bancaria? Il diritto ad un lavoro pagato il giusto? Questi temi dovevano rappresentare la svolta, la mobilitazione nazionale e politica”. Dopodomani l’imprenditore Bramini verrà sfrattato, quando butteremo via la mafia dalle nostre case, dai nostri palazzi di potere?

Qualcuno distratto dirà che questi argomenti insieme cozzano, che non c’entrano l’uno con l’altro che si fa populismo spicciolo eppure a questo serve un governo, una forza politica a capo di un Paese: a risolvere le ingiustizie. A porre fine ai pericolosi intrecci tra entità opposte e contrapposte come dovrebbero esserlo la legalità e l’illegalità. Non manca solo un governo, ma manca una idea di governare ed è inutile girarci intorno. Quindi o si assumono finalmente la responsabilità di governare o torniamo al voto, oppure ci pioveranno giù aumenti tra Iva e accise che contribuiranno ad aumentare la povertà anche perchè di governo ne parla chi non ha problemi. Attendiamo un intervento concreto i Mattarella, ultima diga contro lo sfacelo.

La politica ha perso il controllo, quanto segue è l’effetto di tale e profonda distorsione.

Mentre a Roma i Casamonica vivono di usura, estorsioni, violenze e ricatti oltre agli abusi edilizi e alle minacce ai giornalisti e ai cittadini, si permettono anche di beffeggiare lo Stato violando le ordinanze di sequestro alle ville a loro confiscate e non sentiamo l’indignazione da parte della magistratura come invece l’abbiamo sentita sul caso del signor Bramini.

Ricordiamo che l’imprenditore Monzese Sergio Bramini ha fallito perchè lo Stato non lo ha saldato per 4 milioni di euro.

Scrive la sezione della magistratura di Monza: “Non possiamo accettare che i singoli giudici siano oggetto di pressioni mediatiche volte a ostacolare il regolare corso del processo attraverso campagne denigratorie, che ledono la libertà personale del singolo e offendono l’intera magistratura monzese”.

L’associazione nazionale magistrati ribadisce infine “la regolarità delle procedure attuate dagli uffici preposti all’esecuzione”, aggiungendo “che tutti i magistrati, e in particolare quelli che si occupano delle esecuzioni forzate, son ben consapevoli dei drammi umani di coloro che si trovano a subire l’esproprio della propria abitazione a causa di eventi sfortunati”, ma che “non possono sottrarsi al dovere di applicare la legge”.

Peccato che il signor Bramini non è stato vittima di ”un evento sfortunato ” ma non è stato pagato dallo Stato per cui ha svolto dei lavori; in che modo, chiediamo all’associazione nazionale magistrati, non intendono sottrarsi al dovere di applicare la legge, perchè per noi è lo Stato in questo caso a non aver rispettato la legge non adempiendo al proprio dovere.

Gli effetti di questa politica deviante e forviante, priva di contenuti e forza stravolgono le regole della civiltà, devastano principi morali e legali conquistati in secoli di storia.

Dei criminali continueranno a violare leggi e sigilli mentre un cittadino qualunque subirà lo sfregio più orribile, la persecuzione di uno Stato insolvente.

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