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Ogni famiglia italiana spende in Iva sui consumi all’anno 3.700 euro. Conte ha ragione

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Federcontribuenti: ”Tutto il peso dell’IVA ricade sul consumatore finale mentre i soggetti intermediari la detraggono o la evadono. Chi evade l’IVA? Le società fittizie con prestanomi e nel commercio elettronico troviamo i circa 40 mld di IVA evasa ogni anno. Resta il fatto che le aliquote hanno raggiunto valori insostenibili per il periodo fragile e precario che ci ha investito”. 3.700 euro di Iva a famiglia è un obbrobrio da cancellare ora più che mai.

Non dimentichiamo che l’IVA il consumatore la paga anche sulle bollette di luce, acqua, gas, telefonia e paytv: ”L’IVA, è applicata al costo complessivo di tutti i corrispettivi in bolletta con il 10% per fornitura domestica e il 22% per le attività lavorative, – perché mai si debba pagare il 12% in più in un ufficio o in negozio o altro resta un altro grande misfatto – facendo aumentare il costo per il consumatore del 15%. ”Pensare di aumentare ulteriormente l’IVA è da folli e masochisti, ricordiamo che ad esempio il carburante a causa dell’IVA già ci costa un euro in più a litro”.

IVA, aumentarla, abbassarla e il nodo dell’evasione fiscale

”Quando un consumatore acquista un servizio per 100 pagherà in tutto 122 euro. Per quanto riguarda le imprese, si chiama IVA a debito quella sulle vendite e IVA a credito quella sugli acquisti. Quella a debito deve essere versata periodicamente allo Stato facendo una sottrazione, esempio: IVA a debito per euro 1.425 meno IVA a credito per euro 1.308 uguale IVA da versare allo Stato 117 euro”. Il commerciante per lo Stato è davvero il soggetto passivo d’imposta?

Controlli a monte da estendere alle multinazionali e grandi aziende

Lo scontrino telematico e la fatturazione elettronica mettono direttamente in comunicazione la cassa dell’imprenditore con l’erario. Indipendentemente dall’uso del contante o bancomat per il consumatore, ogni singolo incasso viene automaticamente registrato dell’Agenzia delle Entrate. Si calcola un introito di 6,5 miliardi di euro in più nelle casse dello Stato e sarà obbligatorio dal prossimo primo luglio.

”Abbiamo stabilito che, l’IVA applicata sui consumi ha eroso i redditi familiari rimasti ai minimi storici causando un crollo verticale dei consumi; abbiamo specificato che i negozianti fisici e i piccoli imprenditori hanno un controllo a monte, sull’evasione, difficile da valicare e che, anche per loro, il carico fiscale risulta insostenibile anche visionando i report sugli indebitati tra banche e rateizzazioni varie con il fisco. Allora chi sono i grandi evasori? Contro chi il governo deve agire?

”C’è chi non dichiara l’IVA pur emettendo regolare fattura. L’omessa dichiarazione può avvenire anche nella fase intermedia e parliamo sempre di false fatturazioni dove non viene dichiarata l’IVA. Un altro metodo per l’evasione dell’IVA è la creazione di società fittizie riconducibili a prestanome. Lo scopo è quello di acquistare prodotti e rivenderli evadendo completamente l’imposta, nascono e muoiono entro i 3 anni evitando i controlli fiscali. I prodotti vengono acquistati all’estero e rivenduti in Italia generando un danno colossale allo Stato e una concorrenza sleale nei confronti dei commerciati onesti. In questo caso è soprattutto la lentezza della giustizia ad avvantaggiare questi geni della truffa. Passiamo all’e-commerce. Dietro tutta questa convenienza è facile trovare la mancata dichiarazione dell’IVA. Il venditore acquista la merce all’estero e la rivende in Italia senza dichiarare l’imposta sul valore aggiunto, in questo modo abbatte i prezzi sventrando il mercato. Nel web è pieno di truffe, di fughe di capitali che spesso abbiamo noi stessi denunciato. Ora attendiamo la giustizia, intanto però i capitali son stati fatti sparire.

Conclusioni

”La lotta all’evasione fiscale non deve passare né sui consumatori e né sui nostri piccoli imprenditori, non si capisce perché gli attuali sistemi di controllo a monte non vengono estesi ai colossi del commercio e alle grandi aziende o multinazionali. Conte deve percorrere assolutamente la strada del taglio dell’IVA sui consumatori finali. Abbiamo bisogno di risorse economiche per tagliare l’IVA e rilanciare i consumi però teniamo bassi gli stipendi e pensiamo addirittura di aumentare l’IVA. Questi ragionamenti a spirale ci butteranno nel baratro mancando del tutto di logica e previsione a medio e lungo termine. Ora l’emergenza è non far fallire le famiglie italiane anche per limitare sussidi e bonus fiscali che sono soldi dei contribuenti dati a fondo perduto, senza investimento; dobbiamo rimettere in circolo il denaro per dare nuovo impulso al sistema economico del Paese e colpire contemporaneamente i big della finanza e della industria che ci utilizzano solo per avere il marchio made in Italy ma, che hanno sede legale estera; dobbiamo rendere più veloce le indagini e i processi per le grandi fughe di capitali che sottraggono miliardi di euro all’Erario. Siamo già in deficit, ora si deve osare oculatamente di più per evitare il tracollo”.

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