La decisione del Governo di accedere a risorse a debito fino a 14,9 miliardi di euro nell’ambito dello strumento finanziario europeo SAFE per l’acquisto di nuovi armamenti riaccende il dibattito sulle priorità economiche del Paese in una fase di spiccata incertezza finanziaria. Federcontribuenti ha espresso una netta e forte preoccupazione nei confronti di questo piano: pur trattandosi di prestiti europei a tassi agevolati, tali somme rappresentano a tutti gli effetti un nuovo indebitamento destinato a gravare sulle future generazioni, in un quadro nazionale che vede già il debito pubblico italiano superare la soglia dei 2.900 miliardi di euro (pari a circa il 135% del PIL) e la spesa militare italiana attestarsi oltre i 30 miliardi di euro annui verso il target NATO del 2%. Secondo l’associazione di tutela dei contribuenti, a fronte di una pressione fiscale complessiva che sfiora il 42,5%, dei costi dell’energia ancora elevati per famiglie e PMI e dei tagli che interessano settori chiave come la Sanità pubblica, le priorità della finanza statale dovrebbero orientarsi verso investimenti idonei a rafforzare la competitività industriale, tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, modernizzare le infrastrutture e promuovere l’innovazione e la sicurezza energetica. Destinare ulteriore debito alla corsa al riarmo in Europa rischia invece di sottrarre risorse preziose alla crescita economica reale, motivo per cui Federcontribuenti chiede al Governo la massima trasparenza, sollecitando la pubblicazione dettagliata dei programmi da finanziare, dei criteri di scelta adottati e delle stime sulle reali ricadute industriali ed occupazionali sul territorio nazionale, affinché il Parlamento e i cittadini possano valutare con cognizione di causa l’opportunità di tali impegni finanziari, nella consapevolezza che la vera sicurezza di una Nazione si fonda su una solida coesione sociale, su un’economia sostenibile e su una diplomazia orientata al dialogo internazionale.