Roma 7 OTT 2026 – Comprendere l’intelligenza artificiale, governarne gli effetti e trasformarla in una risorsa per il lavoro, le imprese e i cittadini. È il messaggio emerso dal convegno nazionale “Governare l’algoritmo”, promosso da Federcontribuenti e ADICU APS, che si è svolto nella mattinata di mercoledì 7 ottobre nella sede del CNEL, a Villa Lubin, a Roma, con partecipazione in presenza e collegamento in streaming.
Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca, delle professioni e delle imprese attorno al tema “Intelligenza artificiale, lavoro e società: trasformazioni produttive, diritti sociali e responsabilità umana”. Al centro dei lavori, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e la necessità di accompagnarne l’impiego con competenze, consapevolezza e tutela della persona.
Gli interventi hanno composto, nel loro insieme, un vero e proprio puzzle di conoscenze e prospettive, offrendo ai partecipanti gli strumenti per orientarsi in una materia di grande interesse e in continua evoluzione. Le diverse letture — economica, giuridica, sociale, scientifica ed etica — hanno contribuito a delineare un quadro articolato, collegando le potenzialità dell’IA alle questioni concrete che riguardano la vita quotidiana, l’organizzazione del lavoro e il futuro delle nuove generazioni.
«I lavori sono stati caratterizzati dalla voglia di approfondire la materia», ha commentato il presidente di Federcontribuenti, dottor Marco Paccagnella. «Siamo noi a dover governare l’algoritmo e abbiamo la responsabilità di studiare queste tecnologie, senza averne paura e senza farne un uso eccessivo o improprio. Bisogna trovare il giusto equilibrio e trasmetterlo soprattutto alle nuove generazioni. Sono materie che vanno studiate e comprese, perché possono costituire una risorsa, anziché qualcosa da temere».
Paccagnella ha richiamato anche l’impegno dell’associazione nel tradurre l’innovazione in strumenti utili: «Federcontribuenti è sempre in prima linea per l’innovazione, con l’obiettivo di fornire ai nostri iscritti soluzioni alle numerose criticità che ogni giorno i contribuenti sono chiamati ad affrontare. Anche per questo abbiamo il dovere di approfondire e comprendere i cambiamenti in corso».
L’apertura dei lavori ha visto i saluti del segretario generale del CNEL, Massimiliano Monnanni, e delle associazioni promotrici, rappresentate da Marco Paccagnella per Federcontribuenti e Camillo Bernardini per ADICU APS. Il quadro istituzionale è stato arricchito dagli interventi dell’onorevole Tiziana Nisini, di Serafino Sorrenti, capo della segreteria tecnica del sottosegretario Alessio Butti, e del senatore Antonio Trevisi.
La dimensione etica e antropologica è stata affrontata nella sessione dedicata alla Santa Sede, sul tema “La persona non è un output digitale, libertà e responsabilità nell’era algoritmica”, con monsignor Renato Tarantelli Baccari, monsignor Giovanni Fusco e monsignor Gennaro Fusco. Un contributo che ha posto al centro del dibattito il valore della persona e il rapporto tra libertà, responsabilità e processi decisionali sempre più influenzati dalle tecnologie.
Le professoresse Mirella Pellegrini, della LUISS Guido Carli, e Assunta Viteritti, dell’Università degli Studi di Roma Sapienza, hanno approfondito gli scenari di produttività e trasformazione occupazionale, introducendo alcuni dei nodi sviluppati nel corso della mattinata.
Il panel “Produttività per chi? IA, professioni e distribuzione del valore” ha affrontato l’impatto economico dell’intelligenza artificiale, la riqualificazione delle competenze e il divario tra piccole e grandi imprese. A questo confronto hanno contribuito Stefano Menghinello, direttore del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’ISTAT; Giulio Prosperetti, giudice emerito della Corte costituzionale; il professor Alfonso Celotto, dell’Università degli Studi Roma Tre; il professor Roberto Veraldi, dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara; il professor Daniele Damele, presidente FASI; e il professor Antonio Pileggi, dell’Università di Roma Tor Vergata.
Con “Chi decide quando decide l’algoritmo?”, l’attenzione si è spostata sui diritti, sull’organizzazione del lavoro, sulla sorveglianza e sui confini della decisione umana. Il panel ha riunito l’avvocato Gianni Dell’Auto; il professor Vittorio D’Orsi, vice segretario nazionale della Federazione STEM; Claudio Fratocci, CEO di Engageoering; Daniele Cagiocco, dirigente di ricerca del CNR; e Valentina Ferri, responsabile del gruppo di ricerca INAPP “Tecnologie e Intelligenza Artificiale: lavoro, professioni, formazione e competenze”. Hanno contribuito al confronto anche il professor Mario Midiri, dell’Università LUMSA di Roma, e l’ingegner Massimiliano Vizzino, con un approfondimento sulla gestione delle informazioni sovrabbondanti.
La dimensione europea è stata al centro della sessione “European Policy Dialogue: il 2026 come anno di svolta”, dedicata all’AI Act, al Quality Jobs Act e alla governance algoritmica del lavoro. Il dialogo ha coinvolto Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili; il professor Stefano Da Empoli, presidente dell’Istituto per la competitività I-Com; il professor Danilo Canniminello, dell’Università Sapienza; il professor Demetrio Panariello, della Link Campus; e Davide Bisi, del CNEL.
Nello stesso ambito, Valentina Bianchi, founder di VB FOR DIGITAL, ha portato il contributo “PMI a servizio di altre PMI: il network è essenziale”, richiamando il valore delle relazioni e della collaborazione tra imprese nell’affrontare la trasformazione digitale.
La parte conclusiva dei lavori, dedicata al passaggio “Dalla teoria all’azione”, ha posto l’attenzione sul percorso dei “Principi di Villa Lubin per la governance partecipata dell’IA nel lavoro”. La moderazione, le conclusioni e la sintesi finale sono state curate dall’avvocata Dalia Loiacono, segretaria nazionale di Federcontribuenti.
Dalla mattinata è emersa l’esigenza di rendere la conoscenza delle tecnologie sempre più accessibile, favorendo un confronto capace di unire innovazione e responsabilità. Un impegno che riguarda le istituzioni e le imprese, ma anche i cittadini e soprattutto i giovani, chiamati a vivere e lavorare in una società nella quale l’intelligenza artificiale avrà un ruolo crescente. Soddisfazione è stata espressa dagli autorevoli e qualificati intervenuti. Paccagnella, dal canto suo ha ringraziato tutti per l’ottimale riuscita dei lavori.

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