(appena trova qualcuno disposto a prestarle i soldi)
Ultim’ora, gente: l’intelligenza artificiale è diventata così potente, così spaventosamente superiore a noi, che rischia di annientare l’umanità intera. Lo dicono report allarmati, lettere aperte, ex dipendenti che si dimettono con thread strazianti su X. Tremate, umani: la macchina sta per prendere il controllo.
Peccato che, nel frattempo, la stessa macchina fatichi a trovare chi le paga la bolletta della luce.
Partiamo da Oracle, che negli ultimi mesi ha scoperto l’ebbrezza del debito estremo: oltre 100 miliardi di dollari già sul groppone, flusso di cassa libero negativo per quasi 24 miliardi nell’ultimo anno fiscale, e un piano che prevede di raccoglierne altri 45-50 miliardi tra debito ed equity solo nel 2026 per continuare a costruire data center. Il titolo, giusto per gradire, ha perso oltre un quinto del suo valore da inizio anno. E qualche giorno fa Oracle ha dovuto notificare una “forza maggiore” su un campus in New Mexico legato a un mega-progetto per OpenAI, perché la corrente elettrica per farlo funzionare, semplicemente, non c’è. Il robot che ci conquisterà il pianeta, insomma, sta ancora aspettando l’allaccio Enel.
Nel frattempo OpenAI ha rinunciato ad ampliare uno dei suoi siti più celebrati, quello di Abilene in Texas, perché nel tempo necessario a costruirlo le schede grafiche dentro sono già considerate vecchie. Immaginate di costruire una centrale nucleare e scoprire, a cantiere aperto, che il modello di reattore è già superato: ecco, l’apocalisse robotica cammina a questa velocità.
E le grandi IPO, quelle che dovevano incoronare l’era dell’intelligenza superumana sui mercati? Rimandate. Anthropic ha spostato il proprio debutto da ottobre a novembre per “presentare risultati migliori”, che tradotto dal linguaggio della finanza significa: prendiamo tempo. OpenAI, dal canto suo, ha spostato la propria quotazione addirittura al 2027. Due aziende che, a sentire certi titoloni, dovrebbero governare il destino della specie umana, e che intanto litigano con analisti e obbligazionisti su come coprire il conto della corrente.
Aggiungeteci decine di progetti di data center bloccati da comitati di cittadini incavolati per il consumo d’acqua e di energia — decine di miliardi di dollari fermi solo nel secondo trimestre di quest’anno — e il quadro è completo: non è Skynet, è un cantiere edile che aspetta il permesso del Comune.
Allora la domanda vera non è “l’intelligenza artificiale ci ucciderà?”. La domanda è: chi le paga il mutuo?
Perché ogni volta che un ex dirigente pubblica un lungo post su quanto l’IA sia pericolosa per l’umanità, in qualche ufficio finanziario qualcuno sta disperatamente cercando di piazzare altre obbligazioni per finire un capannone pieno di GPU già vecchie prima ancora che arrivi la corrente per accenderle. Il vero rischio esistenziale, cari miei, non è che le macchine si ribellino: è che smettano di ricevere bonifici.
Fonti: Bloomberg, CNBC, Reuters (via Analytics Insight), Data Center Dynamics, The Information/Wall Street Journal (via The Decoder e Forbes), documenti SEC 8-K/10-K di Oracle Corporation, Data Center Watch.
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