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Infortuni sul lavoro. Un settore da riformare a cominciare dall’INAIL

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175 morti sul posto di lavoro da inizio 2016. Chi deve fare prevenzione sui luoghi di lavoro? Chi è il medico competente? 2 milioni di lavoratori denunciano problemi di salute causati dal lavoro in 17 milioni denunciano la presenza di almeno un fattore di rischio per la salute. Il ruolo mancato dell‘INAIL.

Il Testo Unico in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro è composta da 306 articoli e 51 allegati. Un datore di lavoro è chiamato a versare per ogni dipendente una somma all’INAIL, ente pubblico non economico, a coprire infortuni sul lavoro, ma chi si fa carico della prevenzione? Nel 2010 l’INAIL assorbe varie funzioni, (legge 30 luglio 2010, n. 122), diventando Polo della salute in materia di prevenzione, sicurezza e ricerca, allora perchè il datore di lavoro deve assumere per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro anche il medico competente? Lo prevede sempre la normativa italiana. ”I medici competenti dovrebbero essere assunti dall’INAIL e non dai datori di lavoro, che del resto già pagano l’Ente”. Cosa ci guadagnerebbe il SSN?

”In Italia ci sono circa 30 milioni di lavoratori se per ognuno di loro i datori di lavoro versassero, invece di assumere anche un medico competente, 100 euro all’anno a titolo di contributo per le spese relative alla sorveglianza sanitaria, si raggiungerebbe la somma di circa 3 miliardi di euro all’anno, di cui neanche un terzo verrebbe impiegato per pagare gli stipendi dei medici impiegati in questo settore – diciamo circa 10.000 in tutta Italia e degli altri operatori di laboratorio e amministrativi impiegati”.

Il medico competente è un professionista privato e lo sceglie il datore di lavoro. Oltre a istituire ed aggiornare una cartella medica per ogni dipendente, il medico visita gli ambienti di lavoro, partecipa alla valutazione dei rischi presenti e relaziona sull’esito degli accertamenti sanitari, evidenziando le eventuali anomalie riscontrate. Molto spesso il datore di lavoro si rifiuta di intervenire sulle criticità per motivi che vanno dalla superficialità alle difficoltà economiche. Per gli stessi motivi capita addirittura che preferisca avvalersi della collaborazione di consulenti che si limitano a rilasciare attestati di idoneità e documentazione relativa alla sicurezza per pochi euro e senza sottoporre a visita medica i lavoratori o verificare lo stato degli ambienti di lavoro mediante sopralluogo. Si tratta di liberi professionisti o organizzati in Società di Servizi, a volte addirittura “convenzionati” con le Associazioni Datoriali, e quindi praticamente da queste imposti agli associati, e svolgono la loro attività consistente nel redigere un documento contenente soltanto delle informazioni generiche, configurandosi in tal modo i caratteri della vera e propria truffa, perseguibile tuttavia solo a querela della parte lesa. ”La legge lascia ampi spazi a questi improvvisatori che si limitano a produrre certificati senza mai aver effettuato un sopralluogo o una visita medica, pur di far figurare il rispetto delle disposizioni di legge”.

Gli Organi di Vigilanza sono le ASL, gli uffici di Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e l’Ispettorato del Lavoro, che provvedono ad accertare il rispetto della normativa inviando i loro Ispettori. Tutte queste figure, numerose e costose, appaiono nella pratica slegate dall’INAIL. Il primo responsabile di un infortunio resta il medico che in realtà non ha poteri di azione. ”Nono solo l’INAIL ha il monopolio nel settore, ma non garantisce le primarie funzioni in fatto di prevenzione e sicurezza intervenendo solo in caso di infortunio già successo”. Considerata la normativa al datore di lavoro conviene pagare una eventuale sanzione di tanto in tanto, che spendere le somme necessarie per tenersi in regola.

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