Roma, 25 maggio – Federcontribuenti e Associazione Difesa Consumatori e Utenti (Adicu aps) esprimono forte attenzione rispetto alle ipotesi di riforma della medicina territoriale attualmente oggetto di confronto istituzionale tra Governo e Regioni, con particolare riferimento alle possibili ricadute sulla Pediatria di Libera Scelta e sulla continuità assistenziale dei minori. Lo evidenzia in una nota l’avv. Dalila Loiacono a nome di tutte e due le associazioni dei consumatori la quale sottolinea come nei giorni scorsi “numerosi Pediatri di Famiglia, riuniti in un Comitato spontaneo nazionale, hanno rappresentato diffuse preoccupazioni in merito agli effetti organizzativi che potrebbero derivare dall’attuale impianto della riforma.
Pur riconoscendo la necessità di rafforzare la medicina territoriale e le Case della Comunità – sottolinea Dalila Loiacono – si ritiene indispensabile che ogni intervento normativo tenga conto della specificità della presa in carico pediatrica, che non può essere assimilata ai modelli organizzativi della medicina dell’adulto”.
Particolare preoccupazione, rilevano le due Associazioni, desta l’ipotesi di incremento del massimale degli assistiti per ciascun pediatra fino a 1.500 pazienti, in un contesto già segnato dalla crescente carenza di professionisti e dall’aumento delle fragilità pediatriche, neuroevolutive e relazionali. “Il rischio concreto – fa presente Loiacono – è quello di comprimere i tempi di ascolto, prevenzione e monitoraggio clinico, indebolendo quel rapporto fiduciario continuativo tra pediatra, minore e famiglia che rappresenta uno dei pilastri del sistema sanitario territoriale italiano”.
La Pediatria di Famiglia svolge una funzione strategica di prevenzione primaria, intercettazione precoce delle fragilità e accompagnamento delle famiglie, si legge nella nota, “qualsiasi riforma deve garantire standard assistenziali adeguati e preservare la continuità della relazione di cura.
Federcontribuenti e ADICU APS chiedono pertanto l’apertura immediata di un tavolo tecnico nazionale, affinché il percorso di riforma possa svilupparsi attraverso criteri di sostenibilità, appropriatezza organizzativa e piena tutela del diritto alla salute dei minori, costituzionalmente garantiti”.