Roma, 3 novembre – Federcontribuenti esprime forte preoccupazione per le disposizioni della Legge di Bilancio 2027 relative alla commercializzazione dei libri scolastici in formato digitale, con prezzi inferiori di almeno il 50% rispetto alle corrispondenti edizioni cartacee. “Siamo favorevoli – afferma il presidente Marco Pacca all’innovazione digitale e a ogni iniziativa volta a ridurre il costo dei libri per le famiglie, ma non possiamo ignorare le pesanti ricadute economiche che questa misura potrebbe avere sulle piccole e medie case editrici scolastiche. Mentre i grandi gruppi editoriali dispongono di risorse finanziarie e strutture tecnologiche adeguate, i piccoli editori rischiano di dover affrontare investimenti insostenibili, una riduzione dei ricavi e, in alcuni casi, la chiusura delle proprie attività”. Il rischio, secondo l’associazione, è anche quello di accentuare la concentrazione del mercato, impoverendo il pluralismo culturale e didattico della scuola italiana. Federcontribuenti propone pertanto l’istituzione di un Fondo nazionale per la transizione digitale dei piccoli editori scolastici, attraverso contributi pubblici a fondo perduto destinati agli investimenti tecnologici, alla digitalizzazione dei cataloghi, all’adeguamento delle piattaforme e allo sviluppo dei contenuti digitali. “Chiediamo inoltre al Governo e al Parlamento – e’ la richiesta di Paccagnella – l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze degli editori e l’introduzione di un periodo transitorio che consenta alle piccole imprese di adeguarsi senza rischiare l’esclusione dal mercato delle adozioni scolastiche. Ridurre il costo dei libri è un obiettivo condivisibile, ma non può significare mettere in ginocchio le piccole imprese che producono cultura, conoscenza e strumenti per la formazione delle nuove generazioni”.