ROMA – «Sento di essere diventato un fantasma». Comincia così la lettera di un associato a Federcontribuenti, che affida all’organizzazione il racconto delle difficoltà economiche della propria famiglia e la richiesta di portarle all’attenzione delle istituzioni. Al centro dello sfogo, diffuso da Marco Paccagnella, ci sono il costo della vita, il peso del fisco e la sensazione di appartenere a una fascia sociale rimasta senza protezioni.
L’autore, il cui nome è noto all’associazione, descrive una condizione nella quale lavorare e aver sempre rispettato gli obblighi fiscali non sembrano più sufficienti a garantire tranquillità. «Non sono un evasore, non ho mai chiesto sussidi e ho sempre pagato ogni singola tassa fino all’ultimo centesimo», scrive, rivendicando il proprio contributo e la fiducia riposta, negli anni, nella possibilità di costruire un Paese migliore.
La parte più concreta della testimonianza riguarda le rinunce quotidiane. L’associato racconta il progressivo taglio delle spese: dalle cure mediche private, alle quali riferisce di dover rinunciare a fronte delle attese nel servizio pubblico, alle attività dei figli, fino all’attenzione crescente per ogni acquisto al supermercato. Un arretramento del tenore di vita che descrive come lento e continuo: «Ci spengono un pezzo alla volta».
Nelle sue parole emerge soprattutto il disagio di chi ritiene di trovarsi fuori dai sostegni economici senza disporre più delle risorse necessarie per affrontare serenamente le spese familiari. «Siamo ritenuti “troppo benestanti” per accedere a qualsiasi aiuto o bonus statale, ma siamo diventati troppo poveri per sopravvivere con dignità», sostiene nella lettera.
All’apprensione economica si accompagna una delusione politica dichiarata. L’autore riferisce di aver sempre votato per il centrodestra, riconoscendosi nei valori della libertà d’impresa, del merito e del lavoro. Oggi contesta al Governo e alle politiche economiche che si sono succedute di non aver tutelato il ceto medio, esprimendo la sensazione di essere stato abbandonato proprio da chi prometteva di rappresentarlo.
La testimonianza si chiude con una richiesta precisa a Federcontribuenti: dare voce a questo disagio e sollecitare un intervento strutturale. L’associato chiede una riforma fiscale capace di restituire margini a chi lavora, giudicando insufficienti i bonus occasionali e le misure una tantum.
Uno sfogo personale che richiama un tema di interesse pubblico: la distanza tra il reddito percepito, le spese necessarie e la possibilità di mantenere una vita familiare dignitosa. La richiesta affidata all’associazione è che questa condizione venga ascoltata e trovi risposte nelle scelte delle istituzioni.
Foto di repertorio iconica – il personaggio non è l’autore della letteraAIUTACI AD AIUTARE
Abbiamo rifiutato da sempre i finanziamenti pubblici previsti per le grandi Associazioni perché, la nostra politica, prevede di sedere al tavolo
dei cittadini e non dei politici. Oltre all'assistenza e alla tutela in tutte e le sedi per quanto riguarda il diritto bancario,
fiscale, tributario, commerciale verso contribuenti, utenti e consumatori il nostro impegno é anche di dotare i nostri iscritti di servizi importanti nel
pieno rispetto del Codice del Consumatore.
Entra in Federcontribuenti e troverai un mondo di servizi, tutela e offerte senza sorprese.
Sostienici → Iscriviti →