Roma 25 settembre – E così può accadere che chi ha la liquidità per acquistare l’auto senza finanziamento non ottenga necessariamente il prezzo più conveniente. È il paradosso di un mercato nel quale il finanziamento rischia di diventare il vero prodotto da vendere e l’automobile quasi il pretesto per collocarlo.
Il problema non è il finanziamento, che può rappresentare uno strumento legittimo e utile, ma il fatto che in alcuni casi il finanziamento sembra diventare il vero prodotto da vendere, mentre l’automobile finisce quasi per essere il pretesto attraverso cui collocarlo. Il fenomeno emerge già dal modo in cui vengono presentate le offerte. Il consumatore vede un cartello con la scritta “A partire da 199 euro al mese”, ma un’automobile non costa 199 euro al mese. Il costo reale è dato dall’insieme di anticipo, rate, interessi, commissioni, assicurazioni, servizi, eventuale maxi-rata finale ed eventuale riscatto. Per questo Federcontribuenti chiede perché non indicare direttamente quanto costa l’automobile e perché trasformare il prezzo in una rata, spostando l’attenzione dalla spesa complessiva alla somma che il consumatore ritiene di poter sostenere ogni mese. La rata, infatti, abbassa psicologicamente la percezione del prezzo e può rendere più semplice accettare un impegno finanziario che, sommato nel tempo, può diventare molto più consistente di quanto inizialmente percepito. Il rischio è che la domanda non sia più quanto costa realmente una vettura, ma quanto si riesce a pagare ogni mese. Sono due prospettive profondamente diverse: la prima riguarda il prezzo del bene, la seconda la capacità del consumatore di indebitarsi.
Il tema diventa ancora più rilevante considerando che una concessionaria può ottenere remunerazioni non soltanto dalla vendita della vettura, ma anche dalla vendita di prodotti finanziari o assicurativi collegati. Questo non significa, sottolinea Federcontribuenti, che ogni concessionaria o ogni finanziamento siano scorretti. Significa però che il consumatore deve sapere con esattezza quale prodotto sta acquistando e soprattutto quanto gli costerà complessivamente.
L’Antitrust è già intervenuta sul settore automobilistico contestando, in diversi procedimenti, modalità di comunicazione ritenute poco trasparenti riguardo ai prezzi e alle condizioni delle offerte finanziarie e di leasing. Per Federcontribuenti, il fatto che dopo anni si continui a discutere di prezzi pubblicizzati, finanziamenti e costi effettivi dimostra che la trasparenza non può essere considerata un elemento secondario. A questo si aggiunge un cambiamento più ampio nel rapporto degli italiani con l’automobile.
Finanziamenti, leasing, formule con maxi-rata e contratti che prevedono restituzione o riscatto stanno progressivamente spostando l’attenzione dal possesso del bene alla sostenibilità della rata. L’automobile rischia così di diventare il bene attraverso cui viene venduto credito, mentre il consumatore è portato a valutare prima la propria capacità di sostenere un pagamento mensile e solo dopo il costo effettivo della vettura.
Per Federcontribuenti è necessario intervenire proprio sulla comunicazione delle offerte commerciali. Se un’automobile costa 25.000 euro pagando immediatamente e 30.000 euro attraverso un finanziamento, il consumatore deve poter vedere entrambe le cifre subito, prima di ascoltare spiegazioni, firmare un contratto o scoprire l’eventuale presenza di una maxi-rata. Il prezzo in contanti deve essere chiaramente indicato e, accanto, deve comparire il costo totale effettivo del finanziamento.
Non è la dimensione della rata, secondo l’associazione, a dover guidare la scelta del consumatore, ma l’entità del conto finale. Da qui anche una questione che Federcontribuenti definisce economica e politica: se per vendere un’automobile bisogna necessariamente convincere il cliente a finanziarla, occorre interrogarsi su quale sia diventato il vero oggetto della vendita. E se il consumatore che dispone della liquidità viene indirizzato verso un finanziamento perché il prezzo promozionale è collegato alla sottoscrizione del credito, è necessario interrogarsi seriamente su questo modello commerciale.
Federcontribuenti ritiene quindi che il consumatore debba poter scegliere liberamente tra acquisto immediato, finanziamento e leasing sulla base di prezzi e costi realmente comparabili, senza essere attirato esclusivamente dalla dimensione della rata. Il principio, per l’associazione, è semplice: non si può chiamare “prezzo dell’auto” una cifra che il consumatore può ottenere soltanto accettando di indebitarsi. L’automobile deve tornare a essere il prodotto. Il debito non può diventare il prodotto nascosto dietro l’automobile.
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