Multiproprietà: i Tribunali accertano la nullità del contratto e condannano le società finanziarie. Pronto nuovo esposto

Multiproprietà. I Tribunali di Padova, Bologna e Verona, accertano la nullità del contratto di compravendita e condannano le società finanziarie al pagamento delle spese processuali nonché a restituire ai consumatori le ingenti somme versate ratealmente. Federcontribuenti ha pronto un nuovo esposto contro entità prive di P. Iva e sconosciuta natura giuridica.

La Federcontribuenti avanza come un carro armato sul territorio delle Multiproprietà, inclusi i contratti di compravendita o prodotti similari – tra cui i certificati di associazione a club turistici- ed i collegati contratti di “finanziamento”, spesso erogati da noti Istituti di Credito.

In tutti e tre i tribunali i consumatori sono stati rappresentati dall’Avv. Zanetti che ha ottenuto importantissimi risultati.

Nel caso di Bologna, il consumatore aveva stipulato con la Holiday Network Srl un contratto di compravendita di un non meglio specificato “certificato di associazione”, tale “Club Castillo Beach” a Fuerteventura per la “modica” cifra di € 10.174,20, in parte pagati direttamente alla società e 8.262,32 euro mediante finanziamento in 48 rate mensili, con l’allora Finemiro Stile Spa, già Intesa San Paolo Personal Finance Spa, ora Accedo Spa, per un totale effettivo di € 11.188,53.

Nel caso di Padova, è stata invece la Holiday Srl a vendere il certificato di associazione al “Club Mediterranean cala Pi” alla malcapitata coppia di coniugi- che ricevevano incomprensibilmente un certificato del “Club Estela Doreda”- per l’importo di € 15.440,00, finanziati per € 9.100,00 dalla Carifin Italia Spa, oggi in liquidazione, con 60 rate mensili, con un costo totale di € 12.100,00 oltre naturalmente all’anticipo già versato alla stessa venditrice!

Cambiano i soggetti coinvolti, ma le vicende restano simili fra loro: i consumatori, con la scusa del ritiro di un premio, si ritrovavano in lussuosi alberghi e venivano indotti, con vari raggiri, ad affiliarsi ai Club turistici sopra menzionati, acquistando altresì a dire dei venditori, un imprecisato diritto su immobili situati in ambite località turistiche.

Nella realtà dei fatti, e come accertato dai Giudici, tali contratti non chiariscono affatto cosa venga effettivamente venduto ai consumatori e proprio per tale motivo sono nulli, al pari dei contratti di finanziamento creati “ad hoc” per il pagamento.

L’ “affare della vita” si rivela essere nient’altro che un bluff: i consumatori pagano ingenti somme sia alla società venditrice dei “certificati”, sia alla società finanziaria, senza di fatto riuscire mai a godere di quanto promesso. Senza considerare la difficoltà/impossibilità di liberarsi della multiproprietà, nonostante le rassicurazioni iniziali dei venditori e gli esborsi annuali, a titolo di “spese di manutenzione” da parte di società gestione, spesso difficilmente individuabili e non chiaramente collegate ai soggetti indicati nei contratti, aventi sedi in paradisi fiscali.

A tal proposito, si segnala che la battaglia di Federcontribuenti continua anche su altri fronti.

Il Presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella, è in procinto di presentare un esposto, proprio in riferimento alla vendita dei certificati al “Club Mediterranean Cala Pi”, sia per la ricezione, da parte dei consumatori, del diverso certificato al “Club Estela Dorada”, sia perché i pagamenti delle cosiddette “spese di gestione” vengono richiesti ed effettuati a favore di entità, prive di p. iva, di sconosciuta natura giuridica – tra cui “La dorada”, “Gruphotel”, “Onagrupsenza l’emissione di alcuna fattura.

Si rammenta a chi è caduto in questa rete ed ha stipulato un finanziamento, di prendere contatto con l’associazione Federcontribuenti, per la verifica del caso e per evitare di incorrere in decadenze e/o prescrizioni che renderebbero più difficoltoso il recupero delle somme versate alla finanziaria.