ROMA/TARANTO 11 settembre – Una filiera strategica nazionale che muove un valore commerciale lordo stimato in circa 2,50 miliardi di euro all’anno, garantendo stabili utili operativi ai colossi dell’energia e costanti introiti fiscali da royalties alla Regione Basilicata, continua a scaricare sulla Provincia di Taranto l’intero peso logistico, ecologico e infrastrutturale a costo zero.
È l’asimmetria macroeconomica e distributiva al centro dell’“Istanza di Sollecito Operativo e Riconciliazione” che Federcontribuenti ha ufficialmente notificato oggi, contemporaneamente, a tutti gli attori coinvolti: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Eni S.p.A., TotalEnergies, i Governatori delle Regioni Puglia e Basilicata, l’Autorità Portuale e gli enti locali jonici.
L’iniziativa assume una forte rilevanza politica e civile grazie alla firma del promotore del dossier, Cosimo Lucaselli, Rappresentante di Interessi dell’associazione presso la Camera dei Deputati e cittadino della provincia jonica.
«Parlo oggi da rappresentante nazionale ma anche da cittadino di questa terra, dove l’inflazione e i rincari record delle bollette di gas e benzina stanno stringendo in una morsa le famiglie, alimentando ansia per i bilanci domestici – spiega il delegato di Federcontribuenti –. Taranto offre un servizio logistico e di raffinazione insostituibile che genera miliardi di euro, ma i nostri cittadini sono costretti a pagare l’energia a prezzo pieno di mercato, subendo il danno ambientale e la beffa del caro-vita. Riconosciamo il valore strategico di Eni e Total per il Paese, ma la responsabilità sociale d’impresa impone di dare risposte tangibili e immediate al territorio attraverso l’estensione del Bonus Gas e della Card Carburante. Non è più tempo di rinvii o di tollerare disparità economiche territoriali».
L’azione di Federcontribuenti punta a una distribuzione equa dei profitti delle grandi compagnie, introducendo un parallelismo amministrativo basato sui recenti accordi interregionali di confine.
«Il caso del Frecciarossa Metaponto-Taranto – aggiunge Lucaselli – dimostra che le istituzioni applicano tariffe rigorose di mercato: la Basilicata chiede alla Puglia il 28% del costo totale di compensazione (1,5 milioni di euro all’anno) per un treno passeggeri. Di contro, la nostra richiesta di destinare il 15% delle royalties lucane al territorio di Taranto brilla per moderazione ed equilibrio. L’oleodotto che collega Basilicata e Puglia attraversa le nostre terre, impone vincoli e svaluta i beni dei nostri contribuenti a costo zero: si tratta di una violazione dell’Articolo 1 del Protocollo 1 della CEDU, che protegge il diritto al pacifico godimento dei propri beni. Taranto rappresenta uno snodo insostituibile per la filiera del petrolio: Eni e Total devono comprendere che questa proposta è un atto di profonda equità contrattuale che richiede un dialogo immediato e rispettoso».
Nel dossier tecnico allegato all’istanza, Federcontribuenti evidenzia come i costi stimati per la bonifica profonda del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Taranto ammontino a circa 3 miliardi di euro: una cifra enorme per le casse pubbliche, ma equivalente ad appena 14 mesi di produzione lorda del petrolio lucano in transito. L’associazione chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto, confidando nella lungimiranza dei vertici societari, per l’applicazione di tre pilastri economici ritenuti essenziali e non più negoziabili:
Welfare Energetico Diretto: L’estensione strutturale a Taranto e provincia del “Bonus Gas” (azzeramento della materia prima in bolletta) e della “Card Carburante” a totale carico dei bilanci privati delle compagnie, ricalcando il modello già operativo in Basilicata.
Reciprocità sui Proventi: Lo storno permanente del 15% delle royalties e delle accise di competenza lucana a favore di un Fondo di Solidarietà gestito dalla Provincia di Taranto per il potenziamento dei servizi sanitari ed epidemiologici.
Contributo Ambientale: L’applicazione di una tariffa speciale pari a 0,50 euro per barile di idrocarburi movimentato nello scalo jonico per finanziare le opere di bonifica del SIN e la transizione ecologica delle aree costiere.
«Confidando nella disponibilità al dialogo delle società energetiche – conclude il delegato di Federcontribuenti, rinnovando l’approccio collaborativo – siamo certi che i vertici di Eni e TotalEnergies sapranno cogliere il valore di questo Protocollo. Non cerchiamo lo scontro, ma un’alleanza matura. In virtù del quadro normativo e internazionale condiviso, la comunità di Taranto chiede soltanto che la Responsabilità Sociale d’Impresa, già applicata in Basilicata, diventi lo standard comune per garantire benessere, equità ed efficienza energetica a tutte le famiglie del nostro territorio».
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