Roma 8 settembre – “La tutela del cittadino e del contribuente passa anche attraverso il diritto a una corretta informazione e alla salvaguardia della propria reputazione. Negli ultimi tempi si assiste a un dibattito sempre più acceso sulle inchieste giornalistiche d’informazione pubblica, come quelle condotte da Sigfrido Ranucci a Report, sottoposte a un costante vaglio critico, politico e giudiziario. Al contempo, si nota un’evidente disparità di attenzione nei confronti di altri format televisivi che, pur schermandosi dietro la formula del “tg satirico”, svolgono un vero e proprio ruolo di accusa mediatica”. E’ quanto scrive Federcontribuenti che intende porre l’attenzione sul rischio che le cosiddette “inchieste satiriche”, come quelle storicamente proposte da Striscia la Notizia, possano trasformarsi in vere e proprie sentenze anticipate senza le adeguate garanzie del contraddittorio. “Nel corso degli anni, diverse persone e piccole realtà imprenditoriali – ricorda Federcontribuenti – sono state travolte da accuse televisive rivelatesi poi infondate o ridimensionate nelle sedi opportune, subendo danni d’immagine ed economici incalcolabili prima ancora di qualsiasi pronunciamento della giustizia ordinaria.
Non possono esistere due pesi e due misure nel panorama mediatico nazionale», dichiara Federcontribuenti. Per l’associazione dei consumatori “quando il giornalismo di approfondimento viene costantemente sotto posto al microscopio, è doveroso che anche la satira e i format d’assalto assumano la piena responsabilità dell’impatto sociale ed economico che i loro servizi generano sulle vite delle persone. La reputazione di un cittadino non può essere sacrificata sull’altare dell’audience o dell’intrattenimento”.
   Federcontribuenti chiede maggiore attenzione da parte delle autorità garanti e degli organi competenti “affinché vengano rafforzati gli strumenti di tutela e di immediato risarcimento per tutti i cittadini ingiustamente etichettati o danneggiati da sviste ed errori televisivi”.