GREENWASHING: VERGANI, DAL 27 SETTEMBRE STOP A ETICHETTE ECO INGANNEVOLI
ROMA, 18 SET – “L’era dei claim ecologici di facciata e dell’autoproclamazione verde è definitivamente terminata. Dal prossimo 27 settembre le regole del mercato cambiano radicalmente, mettendo al centro la trasparenza informata e la tutela effettiva dei consumatori”. Lo dichiara il direttore generale Stefano Vergani, commentando il chiarimento pubblicato dalla Direzione Generale Giustizia e Consumatori della Commissione Europea sull’imminente entrata in vigore della Direttiva europea 2024/825 contro il greenwashing. Il provvedimento, che integra le norme sulle pratiche commerciali sleali e sui diritti dei consumatori, introduce paletti e divieti stringenti per tutte le comunicazioni pubblicitarie e commerciali rivolte ai cittadini. “Per troppi anni i consumatori sono stati disorientati da un’anarchia di marchi di sostenibilità, bollini autoprodotte dalle stesse aziende e definizioni vaghe come ‘amico della natura’, ‘verde’ o ‘sostenibile'”, sottolinea Vergani. D’ora in avanti, infatti, gli slogan generici saranno vietati se non supportati da schemi di certificazione ufficiali e indipendenti, come l’EU Ecolabel o sistemi conformi alle norme ISO. La stretta più severa riguarda la compensazione delle emissioni di carbonio: “Viene finalmente messo al bando uno dei vettori principali di greenwashing, ovvero definire un prodotto ‘a impatto zero’ o ‘carbon neutral’ solo perché l’azienda ha acquistato crediti di carbonio o finanziato progetti ambientali altrove. È un messaggio ingannevole che fa credere al consumatore che il bene acquistato non generi emissioni durante la sua produzione”, precisa Vergani, evidenziando che i progetti di compensazione potranno essere menzionati solo nella reportistica societaria e mai sull’etichetta del singolo prodotto. La direttiva introduce inoltre l’obbligo di fornire informazioni chiare sulla durabilità e riparabilità dei beni, contrastando l’obsolescenza precoce e i limiti artificiali alla vita dei prodotti. Vergani richiama infine l’attenzione delle imprese sulle tempistiche di adeguamento: “La data del 27 settembre 2026 rappresenta uno sbarramento insuperabile e non ci sarà alcun periodo di tolleranza per lo smaltimento delle merci o degli imballaggi non conformi già presenti sugli scaffali. Dal giorno successivo scatteranno i controlli e sanzioni proporzionate al fatturato. Sollecitiamo tutte le aziende a revisionare da subito etichette e campagne promozionali: la vera sostenibilità non è uno slogan, ma una responsabilità misurabile”.
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