Roma, 11 luglio – Federcontribuenti sbatte i pugni sul tavolo e lancia un duro atto d’accusa contro l’ennesimo, vergognoso rinvio della riforma delle concessioni balneari. Il demanio marittimo è un bene comune, non il feudo privato di una casta che da decenni sfrutta un patrimonio pubblico speculando a scapito dell’interesse collettivo.
“Siamo di fronte a un furto di futuro e di risorse – attacca senza giri di parole il presidente Marco Paccagnella –. Il settore balneare macina miliardi di fatturato privatizzando i profitti, mentre allo Stato rimangono le briciole di canoni ridicoli, un insulto alla dignità dei contribuenti. È uno squilibrio intollerabile: mentre il resto d’Europa applica le regole, garantendo gare trasparenti e concorrenza, l’Italia si piega alle lobby difendendo un sistema feudale di proroghe e incertezze”.
Federcontribuenti indica chiaramente da che parte stare, applaudendo chi ha avuto il coraggio di spezzare questo cerchio magico: “Comuni come Bacoli dimostrano che, se c’è la volontà politica, i privilegi si possono smantellare. Lì le spiagge sono state liberate e restituite a chi appartengono davvero: i cittadini”.
Paccagnella è un fiume in piena: “Dobbiamo finirla con la favola dei diritti acquisiti. Sulle spiagge non esiste alcun diritto di usucapione o di dinastia. Esistono contratti temporanei scaduti da un pezzo. Chi lavora seriamente e investe non ha paura di misurarsi sul mercato; chi invece vive di rendite di posizione e regalie della politica ora deve tremare. La pacchia è finita”.
L’associazione si rivolge a Governo e Parlamento con un ultimatum chiaro: serve una riforma radicale che azzeri i privilegi attuali. Le richieste sono stringenti: gare pubbliche immediate e senza paracadute per i furbi; canoni drastici ancorati al reale valore commerciale; tutele solo per chi ha investito davvero e per i lavoratori sfruttati; e, soprattutto, la liberazione di quote massicce di litorale da destinare a spiagge libere e gratuite. I proventi dei nuovi canoni dovranno essere blindati e usati esclusivamente per ripulire il mare e difendere le coste dal cemento.
“Le spiagge non sono proprietà privata di pochi eletti – conclude Federcontribuenti –. Ogni centesimo regalato ai balneari storici è un furto legalizzato ai danni dei cittadini italiani. La legalità e la concorrenza non sono trattabili: chi si oppone alle gare è fuori dalla storia e fuori dalla legge”.
L’associazione annuncia infine che monitorerà e denuncerà ogni singola amministrazione comunale che proverà ancora a ignorare le sentenze della giustizia amministrativa e le direttive europee pur di difendere gli interessi di bottega.
AIUTACI AD AIUTARE
Abbiamo rifiutato da sempre i finanziamenti pubblici previsti per le grandi Associazioni perché, la nostra politica, prevede di sedere al tavolo
dei cittadini e non dei politici. Oltre all'assistenza e alla tutela in tutte e le sedi per quanto riguarda il diritto bancario,
fiscale, tributario, commerciale verso contribuenti, utenti e consumatori il nostro impegno é anche di dotare i nostri iscritti di servizi importanti nel
pieno rispetto del Codice del Consumatore.
Entra in Federcontribuenti e troverai un mondo di servizi, tutela e offerte senza sorprese.
Sostienici → Iscriviti →