Roma, 4 luglio 2026 – “I cittadini pagano il canone Rai attraverso la bolletta elettrica, ma non possono seguire gratuitamente l’intera Coppa del Mondo di calcio. È una circostanza che impone una riflessione seria sul rapporto tra risorse pubbliche, missione del servizio pubblico radiotelevisivo e diritto degli utenti a un’offerta sportiva di effettivo interesse generale”. Lo afferma l’avv. Dalila Loiacono, Segretario Generale di Federcontribuenti.
“La Rai trasmette in chiaro 35 partite sulle 104 previste dal torneo, comprese la gara inaugurale, le eliminazioni, le semifinali e la finale. Si tratta certamente di una selezione significativa, ma che lascia comunque fuori gran parte della competizione e costringe gli appassionati che intendano seguirla integralmente a ricorrere a servizi a pagamento”.
Federcontribuenti, sottolinea l’avv. Loiacono “non rivendica un diritto automatico alla gratuità dell’intero torneo, né ignora le dinamiche economiche che regolano l’acquisizione dei diritti sportivi. Tuttavia, ritiene pienamente legittimo domandarsi se una televisione pubblica, finanziata in misura rilevante dal canone versato dai cittadini, debba assicurare una copertura più ampia di uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Il punto non è soltanto la quantità delle partite trasmesse, ma la qualità della funzione pubblica esercitata dalla Rai. Il canone non può essere percepito dai cittadini come un prelievo privo di una corrispondente attenzione alla fruibilità, all’accessibilità e al valore collettivo dell’offerta televisiva.
In una fase in cui le famiglie devono già sostenere costi crescenti per accedere a contenuti, piattaforme e servizi digitali, la televisione pubblica dovrebbe rappresentare un presidio di inclusione, capace di rendere realmente accessibili i grandi eventi che uniscono il Paese”.
Federcontribuenti chiede pertanto che Rai, Governo e Commissione parlamentare di Vigilanza aprano un confronto trasparente sul modello di copertura dei grandi eventi sportivi, sull’impiego delle risorse provenienti dal canone e sugli strumenti necessari per rafforzare l’accessibilità dell’offerta pubblica. “I contribuenti non chiedono privilegi: chiedono che il contributo obbligatorio versato ogni anno sia coerente – conclude la rappresentante dell’associazione – con una programmazione di qualità, realmente universale e adeguata alle aspettative del pubblico”.
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