Macerata, 10 luglio – L’Ordinanza n. 273 prevede la possibilità, per i soggetti che hanno presentato il progetto entro il 31 dicembre 2024 e che, alla data del 31 dicembre 2025, non siano riusciti a perfezionare la procedura relativa al Superbonus 110%, di accedere a un contributo integrativo destinato a coprire le opere non rendicontate entro il 31 dicembre 2025. L’accesso a tale misura avviene mediante la presentazione di una variante sul portale GE.DI.SI., secondo le modalità previste dall’Ordinanza. Un elemento fondamentale della disciplina è rappresentato dal fatto che possono beneficiare del contributo esclusivamente le pratiche per le quali non sia stato ancora liquidato il SAL finale. È quanto scrive, in una nota, Maria Teresa Nori, segretaria di Federcontribuenti Marche.
“L’associazione che rappresento – spiega Maria Teresa Nori – ha recentemente seguito un caso che rientra pienamente in questa fattispecie. Non essendo stato possibile completare entro il 31 dicembre 2025 la procedura relativa al Superbonus 110% e non risultando, alla data odierna, liquidato il SAL finale, è stata regolarmente presentata l’istanza di variante sul portale GE.DI.SI., nel pieno rispetto delle disposizioni contenute nell’Ordinanza n. 273. Dopo circa 15-20 giorni senza alcun riscontro da parte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR), è stato richiesto e ottenuto un incontro con i competenti uffici. Nel corso della riunione è stato comunicato che, allo stato attuale, non sono disponibili le risorse finanziarie necessarie per finanziare le domande presentate ai sensi dell’Ordinanza n. 273 e che un’eventuale copertura potrebbe essere reperita soltanto nel corso del 2027”.
“Questa situazione – fa presente la segretaria di Federcontribuenti Marche – genera una grave criticità sotto il profilo operativo, amministrativo ed economico. Da un lato, la chiusura della pratica con la liquidazione del SAL finale comporterebbe la perdita del diritto ad accedere al contributo integrativo previsto dall’Ordinanza; dall’altro, il mancato perfezionamento della pratica espone i committenti a possibili contestazioni da parte delle imprese esecutrici e dei professionisti incaricati, che attendono il pagamento delle competenze relative al SAL finale. È evidente il paradosso che si è venuto a creare: una norma riconosce un diritto e individua le modalità per esercitarlo, ma la sua concreta applicazione risulta di fatto impedita dall’assenza delle necessarie risorse finanziarie. A questo punto, le istituzioni e la politica che fa?”
Federcontribuenti Marche “ritiene questa situazione inaccettabile e chiede alle istituzioni competenti di chiarire con urgenza tempi e modalità di finanziamento delle istanze già presentate, evitando che cittadini, imprese e professionisti restino bloccati in un limbo amministrativo che rischia di compromettere il regolare completamento degli interventi di ricostruzione post-sisma. Non è più tollerabile che provvedimenti formalmente vigenti rimangano privi della necessaria copertura economica, scaricando sui cittadini – conclude la nota – le conseguenze di una programmazione finanziaria insufficiente e generando ulteriore incertezza in un percorso già particolarmente complesso”.
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