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Frena la fiducia nelle banche, calano gli obbligazionisti e si premia il materasso

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1.329 miliardi di euro è il contante presente sui conti correnti degli italiani, il dato è di Banca d’Italia, Federcontribuenti: ”altrettanti si trovano nei materassi perchè tirarli fuori è pericoloso”. Soldi che non fruttano altro denaro ma la colpa è di chi ha generato il panico tra i correntisti italiani. Oggi le 100 mila lire del 1990 hanno un valore lordo pari a 60 euro e un potere di acquisto che scende a 40 euro.

Dopo i troppi scandali bancari gli italiani non si fidano più delle banche e lasciano sui conti correnti la liquidità che non genera valore; crolla il numero degli obbligazionisti e si preferisce il materasso alla banca. ”Ho più di cinquantanni, – l’esempio è del presidente Paccagnella, – quindi potrei avere risparmi ereditati dai miei genitori o gruzzoletti messi via e poi dimenticati e se li tirassi fuori oggi potrei subire una vera e propria inquisizione fiscale! Potrei subire un processo penale per evasione, potrei patire le pene dell’inferno perchè non accetterebbe, lo Stato fiscale, il racconto del risparmio accantonato nel corso di una vita e non potrei nemmeno portarlo in banca perchè resterebbe il problema: come li hai avuti questi soldi?”. Non si tratta di capitali milionari sottratti, ma di poche decine di migliaia di euro messi via nel corso degli anni, ”non crediamo sia difficile con gli attuali strumenti individuare un evasore seriale da un risparmiatore finito nel tritacarne”.
Il problema dei soldi lasciati nelle case riguarda il 50% della popolazione, ”fino a pochi decenni fa le leggi erano più morbide, i risparmi si accumulavano anche sottraendo soldi dai redditi o dalle pensioni e si mettevano in un cassetto; quanti di noi hanno 20, 50 mila euro risparmiati dai nonni o dai genitori dentro la scatola dei biscotti? Soldi che possono essere usati a sgoccioli e non per acquistare una casa o una macchina, come giustificare l’acquisto? Sarebbe fuori reddito!”
Si sono inasprite di colpo le leggi senza tener conto del regresso. Hanno tenuto conto degli evasori e dei contribuenti ma non dei risparmiatori e così abbiamo soldi fuori dal circuito che frenano e non producono.
Un problema originato dalla tempesta fiscale e da un sistema bancario che non tutela i risparmiatori.
Tutto nasce dal governo Monti, ereditario dello sfacelo berlusconiano quando l’Italia sembrava spacciata e prossima al collasso finanziario perfetto e il Sole24ore titolava – Fate Presto -.
Partono immediate le misure di Austerity, la caccia al denaro nascosto, i risparmi vengono indicati come bottino di guerra fonte di evasione e aggrediti senza dare il tempo di allinearsi alle nuove norme. I risparmiatori si impauriscono e nascondono quanto di liquido tengono in casa. Fine della storia. ”Oggi che non siamo più davanti al crollo dobbiamo rivedere quelle norme che hanno fatto ritrarre gli investitori e i risparmiatori, dare loro la possibilità di rientrare nei circuiti dopo che questi siano stati messi in sicurezza”. I soldi sono dei risparmiatori, dei lavoratori – non dimentichiamolo mai!

Federcontribuenti, le cose da fare per ridare valore ai risparmi.
”In primis leggi severe sulla tutela del risparmio affidato alle banche, i piccoli risparmiatori non possono e devono subire furti e truffe dal sistema bancario così ritroverebbero fiducia nelle banche. Il Fisco deve varare norme che diano la possibilità di depositare la liquidità presente nelle case senza subire tassazione o altro e vanno inasprite le indagini e le condanne sulla vera evasione fiscale da ricercare soprattutto negli apparati industriali mafiosi sparsi sul Paese”.

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