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Cessione del quinto e abuso creditizio: redditi dimezzati anche del 50% per il 49% dei pensionati

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Pensione di 846,65 euro con doppia cessione del quinto si riduce a 409 euro mensili. Prima cessione pari a 14.813 euro importo rata pari a 242,51 per 82 rate e doppia cessione per 11 mila euro per una rata pari a 184 euro per 80 rate. Entrambe le cessioni con tasso fisso al 9% e TAEG al 9,73%. Federcontribuenti: ”Gli intermediari devono assicurare che i clienti siano indirizzati verso forme di finanziamento coerenti con le loro condizioni economico-finanziarie altrimenti si parla di abuso creditizio”. Conviene davvero la cessione del quinto della pensione o dello stipendio? Come tutelarsi?

Nel caso di questo pensionato abbiamo una cessione pari a 14.813 mila euro che diventano 19.809 nel giro di 82 rate (circa 7 anni) più una doppia cessione, a distanza di circa 12 mesi, pari a euro 11.040 euro che diventano 14.825 euro in 80 rate. Tra costi e interessi a questo pensionato toccherà versare 8,790 euro in più e una doppia assicurazione una sulla vita e una sulla protezione del credito del valore di circa 3 mila euro su un prestito totale erogato pari a 23 mila euro. ”Gli intermediari guadagnano su ogni contratto fatto firmare dal consumatore importanti provvigioni e questo crea un conflitto di interessi poiché viene meno il principio di tutela che deve evitare il sovraindebitamento’‘.

Quali rischi corrono i consumatori e come difendersi? I rischi maggiori riguardano il sovraindebitamento e la totale assenza di informazioni sui reali costi del prestito. Attenzione anche a chi promette rimborsi dei costi maturati per estinzione anticipata: ”queste società fanno firmare mandati che possono mettere ulteriormente a rischio i consumatori. Anche laddove non chiedono anticipi ma una percentuale sul recuperato esasperano i consumatori fino a fargli estinguere anticipatamente il debito – creandogliene di nuovi – pur di avere una parte del denaro recuperato”. Gli intermediari devono adottare schemi tariffari semplici e chiari, anche in termini di numero e denominazione delle commissioni facilmente comprensibili a tutte le tipologie di clientela, inclusa quella connotata da un basso livello di alfabetizzazione finanziaria.

Informazioni numerose, minute e non standardizzate risultano di difficile comprensione e valutazione da parte del cliente e possono rappresentare un ostacolo alla confrontabilità delle diverse offerte. Sui consumatori gravano oneri non sempre giustificati, che sono anche il frutto di scelte organizzative e operative non efficienti. È stata osservata in alcuni casi un’attività di sollecitazione da parte delle reti alla conclusione di operazioni di estinzione e rinnovo anticipato, poco attenta alle reali esigenze finanziarie dei clienti e motivata dalle rilevanti commissioni incassate in anticipo sui finanziamenti.

Cosa fare se ci si trova nella situazione di questo pensionato?

”Questo pensionato che si ritrova a dover vivere con un’assegno praticamente dimezzato verrà assistito dallo studio legale dell’Associazione: ”in questo caso il signore non è in grado di estinguere anticipatamente la doppia cessione del quinto e non ha interesse a recuperare eventuali somme che comunque sarebbero inferiori ai 2 mila euro. Quel che potrà ottenere è una rinegoziazione del debito, una rata che rispetti la sua capacità reddituale e un’attenta analisi dei costi e degli interessi applicati per individuare eventuali violazioni”.

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