Nati per affrontare emergenze, gestire la ricostruzione e accelerare le grandi opere infrastrutturali bloccate dalla burocrazia, i commissari straordinari in Italia rischiano di trasformarsi in una struttura parallela e permanente della Pubblica Amministrazione. È quanto emerge da un recente report di Federcontribuenti, che chiede con urgenza un censimento nazionale delle strutture commissariali in attività. Ad oggi, infatti, non esiste un quadro unico e chiaro per verificare quanti commissari siano effettivamente operativi, quanti collaboratori abbiano, quali siano i costi reali e, soprattutto, quali risultati concreti abbiano prodotto. Le stime ufficiose parlano di circa 250-270 strutture commissariali per una spesa complessiva compresa tra i 70 e i 100 milioni di euro all’anno, cifre indicatrici che richiedono una verifica ufficiale da parte delle istituzioni. Il nodo principale non risiede soltanto nei singoli compensi, ma nei costi dell’intera macchina organizzativa: dirigenti, personale di supporto, esperti, consulenze, indennità di missione e spese di funzionamento. Casi documentati in sede parlamentare mostrano come una singola struttura possa arrivare a costare fino a 3,7 milioni di euro all’anno compresi dirigenti e 22 funzionari, mentre in altri contesti gli oneri si attestano intorno a 1,65 milioni annui, senza contare l’impatto dei sub-commissari previsti dalla legislazione più recente sui quadri economici delle opere. L’aspetto economico si intreccia poi con l’efficacia degli interventi: secondo i dati di monitoraggio della Camera aggiornati a novembre 2025, su un sistema di infrastrutture strategiche da circa 210 miliardi di euro, il 47% dei costi per le sole opere commissariate fa ancora riferimento a interventi fermi alla fase di progettazione. Come evidenziato dal presidente di Federcontribuenti, Marco Paccagnella, lo strumento straordinario è accettabile se serve a risolvere rapidamente un’emergenza o sbloccare un cantiere, ma nessun commissario deve diventare eterno trasformando una gestione eccezionale in una seconda burocrazia finanziata a spese dei contribuenti senza una reale verifica dei risultati.