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Crisi di governo per 100 miliardi ipotecati. Perché il PD dovrebbe di nuovo assumersi il rischio sulla finanziaria?

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Crisi di governo e la paura di affrontare la finanziaria. Federcontribuenti: ”da subito avevamo denunciato la pericolosità di questo governo gialloverde, soprattutto l’azzardo di quota 100 e rdc, senza aver prima realizzato una opera di revisione della spesa pubblica con l’obiettivo di ridurre il rapporto fra spesa corrente e PIL e di aumentare la spesa per gli investimenti. Oggi la crisi di governo si apre perché nessuno dei tre leader in carica ha voluto assumersi la responsabilità e la paternità delle scellerate manovre propagandistiche”. Da marzo 2018 persi più di 100 miliardi di euro. Scongiurare un Monti bis? E perché il PD dovrebbe, di nuovo, prendersi la grana di risolvere i guai economici di altri?

Per mantenere quota 100 e il reddito di cittadinanza come scritto nel Def, occorrono oltre 113 miliardi in tre anni e 38 miliardi entro pochi mesi, ”la storiella dei pugni sul tavolo della UE come ogni altra fandonia sponsorizzata sui social dai leader di questo governo ha lasciato credere ai cittadini di stare al sicuro mentre per questo autunno prevediamo oltre all’aumento IVA anche il taglio di molte agevolazioni”.

Cosa fare per salvare i conti pubblici?

”Nei prossimi mesi bisognerà fare i conti con tutte le scadenze di fine anno. Per evitare l’aumento Iva servono 23 miliardi di euro che non ci sono; o questo governo si assume la responsabilità di sospendere il rdc o l’aumento ci sarà e sarà non strutturale ma lineare e andrà quindi a colpire, come sempre, le fasce più deboli. Ricordiamo e specifichiamo che un governo in carica per l’ordinaria amministrazione non potrebbe disinnescare le clausole mettendo in crisi i già deboli consumi”.

L’Alternativa proposta dalla Federcontribuenti

”Il monte di tutte le agevolazioni concesse dallo Stato, sono circa 600 voci, e senza i dovuti controlli, costano 55 miliardi di euro. Tutte queste agevolazioni, vale a dire, sconti fiscali, deduzioni, bonus ect non sono altro che mance elettorali che drenano denaro pubblico senza incidere concretamente sul disagio di una larga fetta di popolazione italiana. Bloccare subito queste agevolazioni per evitare l’aumento IVA”.

L’irresponsabilità di entrare al governo con l’idea di sconfiggere il clientelismo senza aver per prima cosa studiato tutte le ruberie passate.

Lo Stato non sa neanche quanto spende in agevolazioni nazionali e locali e quindi non ha idea di quanto denaro ha a disposizione eppure, questo governo, appena entrato, ha ipotecato oltre 100 miliardi in misure che non hanno contrastato la povertà perché non hanno inciso sulla disoccupazione e sulla diseguaglianza”.

Per 195 spese fiscali (su 468, cioè il 42%) è stato impossibile quantificare l’impatto economico. Ovvero lo Stato non sa a quanto gettito rinuncia a causa di queste misure.

Lo scandalo vero e proprio è che per la gran parte di queste misure coloro che ne beneficiano sono pochissimi, ”circa 12 mila contribuenti di fascia medio alta. Chi succederà a questo governo si assumerà la responsabilità di individuare tutte queste ruberie al fine di cancellarle definitivamente.”

Conclusioni.

La memoria che non ci interessa. ”Monti subentra per risolvere i conti pubblici e in modo spietato attacca i contribuenti, applica misure di riscossione senza precedenti; il tessuto industriale ne esce distrutto con gravi ripercussioni sull’occupazione dove il precariato annienta gli ultimi diritti dei lavoratori con pace dei sindacati. Tutto questo mentre i vecchi e gravi problemi, ritenuti erroneamente secondari, finiscono nel dimenticatoio. La ricostruzione delle zone terremotate, la messa insicurezza delle nostre scuole; nuovi tagli alla sanità e le pensioni basse sempre più insufficienti. La dimenticanza e l’egoismo di chi corre alle urne sono la vera piaga di questo Paese”.

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