Roma, 9 giugno 2026 – La nuova frontiera della riscossione digitale rischia di colpire direttamente i flussi finanziari di imprese, artigiani e professionisti prima ancora che tali somme entrino nella loro effettiva disponibilità. È questo il nodo sollevato da Federcontribuenti dopo il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 153611/2026 del 22 maggio 2026, che consente di rendere disponibili ad Agenzia delle entrate-Riscossione i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture emesse, nei sei mesi precedenti, da debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati verso lo stesso soggetto. Per Federcontribuenti si tratta di un passaggio rilevante nella digitalizzazione della riscossione coattiva. L’efficienza dell’azione pubblica è un obiettivo legittimo, ma quando l’esecuzione incide sui flussi economici ordinari dell’attività produttiva occorre un equilibrio rigoroso tra recupero del credito erariale, proporzionalità dell’intervento e continuità aziendale.
Il punto critico riguarda soprattutto microimprese, artigiani e professionisti. Mentre stipendi e pensioni sono assistiti da limiti legali di pignorabilità, i crediti commerciali e professionali verso clienti e committenti non beneficiano di una soglia equivalente di salvaguardia, pur rappresentando spesso la provvista necessaria per pagare retribuzioni, contributi, fornitori, canoni, imposte correnti e costi essenziali dell’attività.
«La capacità dello Stato di riscuotere quanto dovuto è un presidio di equità», dichiara Federcontribuenti. «Ma una riscossione resa più tempestiva dall’accesso ai dati economici dei contribuenti deve essere accompagnata da garanzie altrettanto tempestive. Non si può ignorare che, per molte partite IVA, il pagamento di un cliente non è un surplus aggredibile senza conseguenze: è la liquidità necessaria per continuare a lavorare, pagare dipendenti, fornitori, contributi e imposte correnti».
La questione deve essere letta anche alla luce della sentenza Ferrieri e Bonassisa c. Italia, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo l’8 gennaio 2026, con la quale è stata accertata la violazione dell’articolo 8 CEDU in relazione all’accesso e all’esame dei dati bancari dei contribuenti da parte dell’Amministrazione finanziaria nell’ambito delle verifiche fiscali.
La Corte non ha escluso la legittimità dei poteri di controllo dell’amministrazione fiscale, ma ha censurato l’insufficienza del quadro di garanzie previsto dall’ordinamento interno, rilevando l’assenza di una disciplina sufficientemente chiara sui presupposti, sulla portata e sui limiti dell’accesso ai dati bancari, nonché la mancanza di garanzie procedurali e di un controllo giurisdizionale o indipendente effettivo.
Per Federcontribuenti, quel principio assume rilievo anche nella nuova fase della riscossione digitale: quando l’amministrazione utilizza dati economici e finanziari per orientare l’azione fiscale o esecutiva, la disponibilità informativa non può tradursi in automatismi privi di ponderazione. Servono regole chiare, verifiche preventive, controlli effettivi e strumenti rapidi di interlocuzione, soprattutto quando l’esecuzione può incidere sui flussi indispensabili alla sopravvivenza dell’attività economica.
Prima dell’avvio dell’esecuzione presso terzi, secondo Federcontribuenti, occorre assicurare una verifica puntuale di pagamenti già intervenuti, sospensioni efficaci, contenziosi pendenti, piani di rateizzazione regolarmente in corso e situazioni in cui il blocco dei crediti possa determinare un pregiudizio immediato alla continuità aziendale o professionale.
«Il tema non è sottrarre il contribuente alla riscossione», prosegue Paccagnella. «Il tema è impedire che la digitalizzazione produca un’esecuzione cieca. Una riscossione moderna deve essere efficace, ma anche proporzionata, verificabile e rispettosa delle garanzie fondamentali».
Federcontribuenti chiede l’apertura di un tavolo istituzionale presso il Ministero dell’economia e delle finanze, con Agenzia delle entrate, Agenzia delle entrate-Riscossione e rappresentanze delle categorie produttive, per valutare criteri applicativi, strumenti di interlocuzione preventiva e misure di salvaguardia dei flussi indispensabili alla continuità aziendale e professionale.
In tale prospettiva, Federcontribuenti istituisce, l’Osservatorio nazionale sulla riscossione digitale e sulla sostenibilità delle procedure esecutive, diretto dall’avv. Dalila Loiacono, quale presidio permanente di analisi, raccolta di casi, documentazione tecnica e proposta normativa, affinché l’evoluzione digitale della riscossione si sviluppi entro un quadro di proporzionalità, trasparenza amministrativa e tutela effettiva del contribuente.