Roma 5 maggio-Federcontribuenti esprime forte preoccupazione per il nuovo scenario della riscossione coattiva, profondamente modificato dall’automazione dei controlli fiscali e dall’incrocio dei dati finanziari con le fatture elettroniche. L’associazione denuncia il rischio che l’accelerazione delle procedure di pignoramento – sia dei conti correnti sia dei crediti commerciali – possa produrre effetti sproporzionati su famiglie, lavoratori autonomi e imprese, in assenza di adeguate garanzie preventive.
Pignoramenti automatici dei conti correnti: “Misura sproporzionata e pericolosa”
Il blocco automatizzato dei conti correnti, reso possibile dai nuovi sistemi di analisi algoritmica, rappresenta per Federcontribuenti un pericolo concreto per la stabilità economica dei contribuenti.
«Il blocco del conto corrente senza un controllo giurisdizionale preventivo espone famiglie e imprese a un rischio gravissimo: ritrovarsi improvvisamente senza accesso ai propri risparmi, allo stipendio o alla pensione», dichiara il Presidente Marco Paccagnella.
L’associazione richiama i principi costituzionali di tutela del risparmio e diritto alla difesa, chiedendo:
• contraddittorio preventivo obbligatorio;
• limiti chiari ai pignoramenti automatici;
• tutela rafforzata per stipendi, pensioni e conti correnti d’impresa;
• supervisione umana obbligatoria nei processi decisionali supportati da algoritmi.
Riscossione digitale e pignoramenti presso terzi: “Più dati al Fisco richiedono più garanzie”
La Legge di bilancio 2026 e il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 maggio 2026 consentono all’amministrazione fiscale di utilizzare i dati delle fatture elettroniche degli ultimi sei mesi per individuare rapidamente crediti pignorabili presso terzi.
Federcontribuenti sottolinea che il problema non è la tecnologia, ma l’assenza di un adeguato rafforzamento delle garanzie difensive.
«La riscossione deve essere efficace, ma non può trasformarsi in una procedura capace di paralizzare attività economiche sane», afferma Paccagnella.
Il rischio è che una piccola impresa possa subire il pignoramento di un credito commerciale prima ancora di incassarlo, compromettendo la capacità di pagare dipendenti, fornitori, contributi e imposte correnti.
Le richieste al Governo
Federcontribuenti chiede un intervento urgente per:
• introdurre una comunicazione preventiva obbligatoria prima dell’avvio delle procedure esecutive basate su analisi automatizzate;
• garantire una supervisione umana tracciabile;
• proteggere la liquidità minima vitale delle micro e piccole imprese;
• prevedere sospensioni rapide in caso di errore, sproporzione o inesigibilità;
• pubblicare report periodici sull’utilizzo dei nuovi strumenti di riscossione digitale.
Osservatorio nazionale e azioni collettive
L’associazione annuncia l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla riscossione digitale e sui pignoramenti presso terzi, con l’obiettivo di:
• monitorare l’impatto delle nuove procedure;
• raccogliere casi documentati;
• individuare eventuali prassi illegittime o sproporzionate;
• promuovere iniziative istituzionali e giudiziarie a tutela dei contribuenti.
Conclusione
Federcontribuenti ribadisce che la lotta all’evasione è un dovere dello Stato, ma deve essere esercitata nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti.
«Lo Stato deve essere forte, non cieco», conclude l’associazione.
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