La Camera Lombarda degli Avvocati Tributaristi compie un anno e lo celebra con un messaggio inequivocabile: il sistema fiscale italiano deve cambiare rotta. La stagione della prova debole è finita, la riforma fiscale e la Sentenza 50/2026 impongono un nuovo rigore probatorio, e chi continua a firmare atti senza rispettare legalità, Statuto del Contribuente e principi europei dovrà assumersene la responsabilità. Il contribuente non è più un bersaglio facile.
A Milano, davanti a magistrati tributari, professori universitari e rappresentanti della giustizia europea, la Camera Lombarda ha ribadito che la giustizia tributaria deve tornare a essere giustizia. Gli interventi del Presidente C.A.T.L. Avv. Fabio Pace, dei Presidenti delle Corti di Giustizia Tributarie Chindemi e Vitiello, dell’Avv. Carmela Macchiarola dell’ANMT e del Giudice CEDU Nicholas Emiliou hanno confermato che il tema non è più rinviabile: servono rigore, trasparenza, rispetto delle regole.
La prima sessione ha messo al centro la rivoluzione costituzionale del 2026. Melis, Tinelli, Sallustio e Glendi hanno chiarito che l’Amministrazione non può più fondare accertamenti su presunzioni, sospetti o ricostruzioni arbitrarie. Il comma 5-bis è un argine costituzionale contro gli abusi: la prova deve essere piena, concreta, verificabile. In caso contrario, l’atto va annullato senza esitazioni.
La seconda sessione ha evidenziato come l’atto di recupero sia diventato uno degli strumenti più abusati. Kosa, Ciani e Lenoci hanno ricordato che il legittimo affidamento europeo non può essere calpestato, che la delega fiscale non autorizza interpretazioni creative e che le nuove invalidità procedimentali rendono nulli gli atti privi di motivazione, trasparenza o rispetto dello Statuto del Contribuente. Chi sbaglia procedimento perde la pretesa.
La terza sessione ha aperto alla tecnologia. L’Avv. Stufano ha mostrato come la piattaforma AI Tiresia 2.0 possa diventare un’arma decisiva per smascherare errori, incongruenze e ricostruzioni infondate dell’Amministrazione, soprattutto nei casi di fatture oggettivamente inesistenti. La difesa tributaria entra in una nuova era.
Federcontribuenti, attraverso il Dipartimento Difesa Tributaria guidato dal Direttore Generale dott. Stefano Vergani, ribadisce la propria linea: nessun contribuente deve subire pretese illegittime o costruite su prove carenti. L’associazione accompagnerà gli iscritti nella fase amministrativa per bloccare sul nascere atti privi di fondamento e nella fase contenziosa fino alla Cassazione quando necessario. Da settembre riprenderanno i webinar dedicati ai temi più urgenti segnalati dagli associati, che possono inviare richieste al Dipartimento Difesa Tributaria.
La Camera Lombarda, a un anno dalla fondazione, manda un messaggio chiaro al Paese: la giustizia tributaria deve essere giustizia, non un automatismo contro il contribuente. Federcontribuenti sarà in prima linea per garantirlo.
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