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La voglia di Green conquista gli italiani e alimenta società ingannatrici

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”Ho ricevuto una telefonata che mi avvisava di aver vinto un depuratore domestico, comunque un oggetto che avrei voluto acquistare come scelta ecologica e sostenibile. Ora pago 67,50 euro al mese per 7 anni e ho un falso depuratore in casa”. Federcontribuenti: ”identica cosa con gli impianti fotovoltaici. Non è vero che i consumatori non preferiscono la scelta green, è una politica di tutela seria per aziende e consumatori a mancare”. ”Si sono presentati dicendo che erano dell’Enel, poi hanno elencato una serie di agevolazioni che abbattevano sia il finanziamento sia la bolletta e per finire il tasso di interesse del finanziamento è stato comunicato solo dopo aver firmato per un totale di 16 mila euro per un impianto 4kw plus”. Nel 2019 58 mila nuovi impianti fotovoltaici, il 92% di taglia domestica, e ben 33 mila impianti di depurazione acqua domestica per un giro di affari pari a 1 milione di euro.

La scelta green è non acquistare acqua in bottiglie di plastica e bere tranquillamente quella che esce dai nostri rubinetti: ”l’acqua potabile italiana è tra le più sicure di Europa e tra le più controllate, diversamente dalle fognature. Mentre sulla scelta di un impianto fotovoltaico affidatevi ad aziende leader e non a piccole società porta a porta”.

A voce le rate sono piccole piccole e si ripagano, nel caso dei depuratori dell’acqua non comprandola più in bottiglie e nel caso di impianti fotovoltaici non pagando più la bolletta della luce. Dalla voce degli iscritti Federcontribuenti: ”un incaricato tecnico viene ad installarci il depuratore e ci dice che poi sarebbe passato un altro commerciale per i dati bancari che viene dopo circa 20 giorni – facendo scadere il diritto al recesso – a farci firmare il finanziamento. Scopriamo che le rate non sono a partire da 25 €, ma minimo da 67,50 per 7 anni. Chiediamo qualche giorno per pensare a cosa fare e invece dopo un paio d’ore ci è arrivata una mail con il contratto Findomestic firmato digitalmente tramite un sms arrivato sul nostro cellulare con un codice OTP che il funzionario ci aveva detto servisse per chiedere appunto se ci fossero le condizioni per il finanziamento”.

Impianto fotovoltaico: ”Si sono presentati dicendo che erano dell’Enel con tanto di biglietto da visita, poi hanno elencato a voce una serie di agevolazioni, nessuna delle quali si è poi verificata e per finire il tasso di interesse del finanziamento è stato comunicato solo dopo aver firmato. Totale 120 rate da 200 euro”. Sul contratto si scriveva a mano: 50% detrazione irpef più 50% in meno dalla vendita corrette GSE uguale abbattimento bolletta.

Le considerazioni della Federcontribuenti: ”tutto questo commercio selvaggio reca danno alle aziende serie che commercializzano impianti energetici di top gamma con tutta una serie di servizi che puntano a tenere in vita impianti di ultima generazione – e non avanzi di magazzino -. Per quanto riguarda gli impianti di depurazione che dovrebbero – come dicono scaltramente i venditori – l’acqua di rubinetto inquinata – se avete dubbi sulla qualità dell’acqua fatela analizzare presso un laboratorio di analisi chimico fisiche per rassicurarvi e non dai giochetti illusori di chi vi entra in casa al sol scopo di vendere .

Si possono chiudere questi contratti ottenendo il rimborso dei finanziamenti?

”Si, è possibile ottenere recesso e rimborso ma solo per vie legali quindi ci sono dei costi da sostenere che di certo sono inferiori ai costi sostenuti per l’acquisto di un prodotto non conforme. Resta possibile chiedere una consulenza sulla propria situazione per valutare insieme una strada percorribile idonea alle esigenze di tutti.

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