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Il 45% degli occupati ad un passo dalla soglia di povertà. Nessun lockdown, ma attività in ginocchio

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Il 30,9% dei dipendenti di piccole imprese a rischio zero stipendi. Federcontribuenti: ”il 45% degli occupati vicina alla soglia di povertà. Mancano le commesse, le attività hanno rallentato o perduto intere produzioni”. Tutte le attività commerciali hanno perso il 65% dei lavori e con un effetto domino tutta la filiera è in ginocchio. ”I 91 miliardi concessi con il fondo garanzia, per importi fino a 30 mila euro, non sono bastati per artigiani, autonomi e piccoli professionisti. Ricordiamo che ad oggi abbiamo un saldo netto da finanziare di – 78,6 miliardi di euro”. Intanto l’Avvocato Luca Di Carlo denuncia le responsabilità personali degli amministratori del legislativo, dell’esecutivo e del giudiziario dello Stato Italiano alla Corte penale internazionale per il crimine di democidio. Al legale si sono uniti anche illustri giuristi, avvocati, ed ex magistrati. ”Il LiraBond unica soluzione”.

Federcontribuenti ricorda coloro coinvolti da questa nuova ondata di crisi economica determinata dall’incertezza data dal governo per fronteggiare il virus: ”abbiamo 5 milioni e 255 mila lavoratori entrati nella soglia di povertà e nei prossimi mesi il numero è destinato a salire. La scelta di evitare una nuova chiusura per evitare di concedere nuovi aiuti economici si sta rivelando un boomerang per i commercianti e per tutte quelle attività che vivono di turismo fino alla ristorazione che comunque hanno visto crollare il proprio fatturato. Le spese fisse sono rimaste quelle dei mesi antecedenti questa catastrofe ed è chiaro ormai che salterà anche la stagione legata alle feste natalizie. Il monte fatturato andato in fumo nel 2020 raggiunge quota 970 miliardi di euro”.

Dobbiamo salvare le micro imprese che rappresentano l’80% di tutta la forza lavoro in Italia dalla chiusura per fallimento e dall’aggressione delle mafie.

Federcontibuenti: ”abbiamo tracciato al governo la riga della soluzione, tra l’altro quella riga che permette ad altri Stati europei di non far pesare il dramma economico sui propri connazionali, e si chiama LiraBond.

Il Lirabond sarebbe una forma di biglietto emesso dallo Stato italiano. ”L’articolo 117 della nostra Costituzione ci riserva la potestà legislativa in materia di moneta. L’Italia, non ha mai – ceduto – la propria sovranità monetaria. All’articolo 3 di Maastricht, la Ue ha la sola esclusiva in materia di politica monetaria con riferimento alla moneta EURO, ecco perché molti Stati hanno potuto mantenere la doppia moneta, mentre l’Italia è stata la meno lungimirante e la più fessa tra tutti gli Stati membri, ma possiamo e dobbiamo aggiustare la rotta”.

Possiamo emettere da subito il Lirabond.

”Questa alternativa permetterebbe subito di dare liquidità vera, e non presunta, alle famiglie e a tutte

le imprese, escluso l’export, dell’intero territorio Nazionale, accettato dallo Stato anche per il

pagamento delle imposte e usare l’EURO solo per l’economia internazionale. In questo modo

il debito pubblico subirebbe un crollo vertiginoso e creerebbe una bolla di sicurezza sull’Italia dal punto di vista economico finanziario. Oggi i minibond sono fruibili solo da grandi aziende non quotate in borsa mentre i LiraBond sarebbero aperti a tutti e renderebbero inutile anche il Reddito di cittadinanza o di emergenza”.

La denuncia dell’avv. Di Carlo: ”oggi assistiamo – spiega il legale – alla riduzione dell’indipendenza e dell’unità dello Stato con la conseguente mutazione della Costituzione formale e della forma di Governo. La giurisdizione sovranazionale della Corte Penale deve farsi garante dei diritti nel territorio italiano. Ormai appare che lo stato di polizia ha trasformato le forze dell’ordine in forze di repressione. Alla crisi del lavoro e della casa si aggiunge il diritto negato alle cure – sospese per il covid – il diritto al futuro e la libertà negata”.

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