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MULTIPROPRIETÀ: «Non alzate quella cornetta»

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Squilla il telefono ed una voce tanto entusiasta quanto estranea vi comunica che è possibile partecipare all’estrazione di una vacanza da sogno, per due, rispondendo a poche semplici domande.Se il momento è tranquillo è possibile accettiate, così scatta la trappola.Pochi giorni e vi giunge una nuova euforica telefonata, siete stati sorteggiati, quindi, vi si spiega come ritirare il buono per trascorrere una vacanza gratis: l’indirizzo di un bellissimo albergo, un giorno e un orario preciso. Vi si raccomanda di non mancare o il buono andrà ad altre persone meno diffidenti. Il giorno deciso per il ritiro è sempre di sabato o di domenica, questi giorni vi mettono nella condizione ottimale di accettare, fosse solo per non perdere l’appuntamento con la dea bendata.

Subito vi rendete conto che il tutto si svolge non proprio come avevate immaginato. Ci sono molte altre persone con voi, tutte per lo stesso motivo. Anche questo è un campanello d’allarme che spesso non basta a salvarvi, desiderosi come siete di godere, una volta tanto, di un colpo di fortuna. Vi accolgono sorridenti, vi prendono il nome, il cognome e la professione. State partecipando ad un – party -. Inizia la Presentazione: audio ed immagini suggestive in un clima di crescente eccitazione creati ad arte dagli organizzatori per incantarvi. Seguirà un martellamento psicologico sui vantaggi delle multiproprietà. Ad ogni vostra giusta osservazione loro risponderanno preparatissimi a distruggere ogni vostra logica riserva. Sono belli, simpatici, cordiali ed esplosivi, spesso risuonano applausi dai tavoli vicini e questo minerà ulteriormente la vostra reticenza. Scatta il suonante applauso ogni volta qualcuno firma quel documento uguale al vostro e che vi è stato messo sotto il naso da subito, spiegandovi, a chiare lettere, che non vi impegnerà in alcun modo. Così inizia la storia di Mario, un nome inventato per garantire la privacy, ma, anche per tutelare la persona. Era ottobre 2009 quando Mario veniva raggiunto telefonicamente dalla Rubino srl, società proprietaria di Certificati di Associazione rilasciati da un’Entità fiduciaria.

La solita prassi, voce melodiosa, orizzonti magnifici, poche domande e l’appuntamento per ritirare il buono vacanza. Decide di partecipare recandosi all’appuntamento presso un hotel vicino la sua città. Dopo la cordiale accoglienza, la magnifica presentazione, una massiccia opera di convincimento, perché la vacanza vinta non è gratis, ma quasi gli spiegano. Si tratta dell’acquisto di un certificato che avrebbe dato a Mario la possibilità, fino al 2053, di godere di una settimana da sogno all’anno in magnifici complessi turistici, per la modica cifra di 13.900 pagabili anche a rate. Mario si difende, è dubbioso, così al tavolo arriva un ”superiore”, altrettanto bello e cordiale. Viene detto a Mario che l’offerta scadrà entro le 24 di quello stesso giorno, poi costerà di più. Inoltre gli viene inclusa nel pacchetto una vacanza di due settimane gratis in Sardegna. Mario barcolla, oltre alle magiche fotografie di stupendi appartamenti immersi in paradisi terrestri, oltre agli applausi intorno a lui, oltre alle due settimane di vacanza, il ”superiore” gli aggiunge la possibilità di iniziare a pagare la prima rata dopo le due settimane in Sardegna e comunque sempre con l’opzione di recedere dal contratto. Colpo finale, Mario accetta e firma; il dubbio iniziale risuona più forte una volta fuori dalle luci e dai trionfi.

Si pente e al successivo appuntamento con il funzionario per redigere la pratica amministrativa, Mario, spiega i suoi dubbi e il desiderio di non farne più nulla. Il funzionario, una donna, non batte ciglio e dice a Mario che per uscirne, ( ma quando vi è entrato? ) deve pagare 475 euro e subito telefona al ”superiore”. Riaggancia e soddisfatta sorride a Mario informandolo che esiste un modo migliore per uscire dal circuito: invece di 13.900 euro gli offrono un contratto da 8 mila euro, pagabili con 84 rate da 153,25 euro, più le prime sei rate anticipate dall’azienda, le spese di gestione 20092010 in omaggio e la possibilità di uscire dal contratto con una telefonata dopo 6 mesi e senza spese aggiuntive. Penserete che Mario sia stato uno sprovveduto, le cifre delle vittime però, ci dicono che questi funzionari son bravi, bravissimi e scaltri. Mario accetta e subito gli vengono chiesti 250 euro per le spese di amministrazione e l’invio, per l’indomani, dei dati necessari ad aprire il finanziamento. Dopo qualche giorno richiamano Mario e gli dicono che non figurando in nessun archivio di nessuna finanziaria, per aprire un finanziamento, deve acquistare qualcosa a rate: Mario compra un televisore a rate. Nel frattempo si arriva ad aprile 2010 e Mario viene licenziato causa trasferimento all’estero della ditta dove lavorava, per cui, non può più fare nessun finanziamento, né, tanto meno, acquistare certificati per vacanze idilliache, avvisa l’azienda la quale subito invia un funzionario a casa sua.

Mario viene convinto a firmare 40 cambiali da 200 euro, più 150 euro in bolli per le cambiali, con prima rata a febbraio 2011. Il funzionario dice a Mario di non preoccuparsi, che la Rubino srl avrebbe rivenduto ad un prezzo superiore il certificato acquistato da Mario e che gli avrebbero restituito i soldi per le marche da bollo e stracciato le cambiali. Passano i giorni e le settimane, nessuno si fa più vivo e Mario decide di scrivere una raccomandata alla Rubino srl; raccomandata che tornerà indietro in quanto il destinatario – si è trasferito – . Cosi inizia un incubo che porta Mario a conoscere, tramite internet, altre vittime come lui e quando riesce a riavere il numero del funzionario che seguiva la sua pratica si sente rispondere che in caso di querela aveva pronta la contro querela. Mario corre a cercare aiuto alla Federcontribuenti. Con la parola – multiproprietà – in termini giuridici si intende quella pratica commerciale in cui più soggetti son pieni proprietari di uno stesso immobile, goduto, a turni stabiliti e per un solo periodo dell’anno. Lo sanno bene gli esperti della Federcontribuenti che da anni seguono ed assistono le persone raggirate con macchinazioni subdole. – Sono nell’ordine delle migliaia all’anno – osserva la dott.ssa consulente di Federcontribuenti per le multiproprietà.

Talmente esperta che molti altri legali di tutta Italia e alle prese con questo infernale ginepraio si sono rivolti a lei in cerca di suggerimenti. Tantissime le testimonianze da parte delle – vittime delle multiproprietà – . Tutte con lo stesso tragico finale di Mario, tutte accomunate dalla persecuzione da parte di queste pseudo agenzie. Ci spiega la Federcontribuenti: – Le vittime devono sapere che il nuovo Codice del Consumo regolamenta la recessione dal contratto, entro dieci giorni dalla stipulazione per mezzo raccomandata e senza penali da pagare -. Le ditte che operano nel mondo delle multiproprietà dispongono di un immenso data base; un elenco infinito di nomi e cognomi con indirizzi e numeri telefonici. Ci finiscono tutte quelle persone che come Mario son cadute nella trappola iniziale o che hanno già acquistato certificati fantasma.

Bisogna spiegare come funziona e in quale modo questo data base possa esistere e aggiornarsi continuamente. Nel mondo sono due le multinazionali che comandano l’economia delle multiproprietà, entrambe storiche: Resort Condominiums Internazionale fondata nel 1974 e la Interval International con i suoi 34 anni di storia. In un modo o nell’altro tutte le ditte o aziende che vivono sui certificati da vendere fanno a loro capo. Questi due colossi detengono il monopolio dei circuiti di scambio, vale a dire, quei circuiti a cui i proprietari di multiproprietà si rivolgono per scambiarsi immobili o venderli liberandosene. Circa 100 euro è il costo dell’iscrizione in una di queste due multinazionali, 160 euro la quota ad ogni scambio avvenuto, più circa 350 euro l’anno per le spese di gestione e manutenzione della multiproprietà, oltre, ovviamente, alle rate del mutuo per l’acquisto di una multiproprietà. La Federcontribuenti sono anni che segnala abusi da parte di questo mercato eppure, sono l’Italia, non si è attivata per regolamentare tale mercato e mettere in guardia i cittadini. – In effetti – rivela il consulente legale della Federcontribuenti – i cittadini non acquistano immobili, ma acquistano una settimana all’anno in un complesso turistico. Acquistano cioè, un affitto a vita. -. Il cliente si trova a pagare circa cinque mila euro l’anno e quando si rende conto che con tale cifra avrebbe potuto acquistare un immobile, invece di un affitto, in modo tradizionale, vale a dire con regolare scrittura dal notaio, ormai è tardi. Invisibili lacci gli impediscono di uscire dal circuito, spesso viene aggredito con minacce legali e pressioni psicologiche.

Centinaia di società di soccorso si sono costituite negli anni; telefonano a queste vittime, ( prenderanno il numero di telefono dallo stesso data base? ) dicendosi pronte ad aiutarli, in realtà, dietro altre false speranze convincono i clienti a cacciare altri soldi, per poi sparire nel nulla. Sono le stesse società che vendono i certificati e che si reinventano difensori dello stesso circuito? Paccagnella, vice presidente della Federcontribuenti mette in guardia i cittadini: – Non fatevi ingannare e soprattutto non pagate. Molte società colpiscono i clienti che hanno già firmato contratti e che son finiti quindi nel data base, promettono mari e monti, altre vacanze o di vendere per voi la quota della multiproprietà.- AIM OTE ITALIA è l’associazione che rappresenta gli imprenditori che gestiscono, commercializzano e scambiano la multiproprietà in strutture ricettive e alberghiere e extralberghiere aderente a Confcommercio e a Ote Europe. Nasce nel 1985 ed attualmente raccoglie le aziende che rappresentano oltre il 60 % del mercato. Elencare tutte le aziende e società che operano in maniera poco corretta è impossibile, vi basta sapere che da oggi in poi, come è stato fino a ieri, davanti ad ogni dubbio e abuso potete contattare la Federcontribuenti. Quel che lascia perplessi è la poca documentazione e informazione che ruota attorno alle multiproprietà: quali sono le società italiane che acquistano queste strutture o che finanziano nuovi complessi turistici? Possibile supporre si nascondano dietro grandi marchi immobiliari italiani? Era il 2003 quando il Corriere della Sera pubblicava un articolo riguardante un fallimento di proporzioni colossali, per oltre mille miliardi di vecchie lire (circa 500 milioni di euro), che ha travolto uno dei marchi più affermati del settore immobiliare italiano, proprietario di hotel, villaggi vacanze e multiproprietà sparsi in località turistiche come Madonna di Campiglio, Stintino e Venezia.

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