Tesseramento
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  1. 1

    Giacomo Sanfilippo

    (1) URGE ISPEZIONE MINISTERIALE PRESSO LA PROCURA DI AGRIGENTO E DI CALTANISSETTA, PER ISPEZIONARE I FASCICOLI: 57/95 MOD. 21 F – 2095/01 MOD. 45 – 2021/03 MOD. 21- 2068/05 MOD. 21- 2951/06 MOD. 44 – 5718/11.MOD. 21.
    Per leggere tutto clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 332 – 330.

    GIACOMO SANFILIPPO
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TEL. FAX. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
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    sanfilippo-editore@libero.it

    ALLA SPETTABILE SEGRETERIA DEL GIP
    PRESSO IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21 avanzata al GIP – SEDE dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi ai sensi dell’art.408, co. 2° CPP.

    Il P. M. dott.ssa Antonella Pandolfi, letti gli atti del procedimento penale a margine indicato nei confronti di:
    La Rocca Giuseppe, nato il 23/12/1963 ad Agrigento ed ivi residente in Agrigento in via Plebis Rea n° 47;
    Spoto Stefano, nato il 30/10/1950 per fatale residenza in Agrigento, via Regione Siciliana n° 109.
    Per i reati previsti e puniti dagli artt. 56, 640, 490, 323, e 328 c.p. iscritti nel registro di notizie di reato in data 15/11/2011.

    Il 27/02/2014 chiede al GIP – SEDE l’archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21.

    ATTESTANDO

    In data 10/11/2011 Sanfilippo Giacomo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, presentava un esposto (seguito da integrazioni e depositi di documenti) nel quale, dopo avere ricostruito quello che lo stesso denunciante definisce “un colossale complotto politico giudiziario ai suoi danni” posto in essere, nel corso di decenni, da appartenenti alle Forze dell’Ordine, da Magistrati, nonché da Funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento – per il quale in precedenza sono stati presentati dal Sanfilippo numerosi altri esposti – dichiarava, nello specifico, di voler sporgere querela per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, tentata estorsione, continuata e aggravata nei confronti del direttore pro tempore della agenzia delle Entrate di Agrigento, dott. La Rocca Giuseppe, nonché del dott. Spoto Stefano, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento), per le condotte persecutive ed estorsive poste in essere dai suddetti Funzionari ai suoi danni attraverso di avvisi di accertamento e cartelle di pagamento per somme non dovute.
    In sede di sommarie informazioni rese in data 05/01/2012 – il Sanfilippo precisava di essere stato ingiustamente perseguitato dall’Agenzia delle Entrate di Agrigento attraverso l’invio di accertamenti e di cartelle di pagamento, partiti da un importo complessivo di circa 600 milioni delle vecchie lire, aumentato nel tempo sino a raggiungere la cifra di oltre 500.000 Euro, laddove l’importo originario relativo all’estinzione delle presunte irregolarità fiscali ammontava a poco più di 100 milioni delle vecchie lire. Pertanto, secondo la prospettazione del denunciante, attraverso il sistema dell’invio degli avvisi di accertamento e delle conseguente iscrizioni a ruolo, con conseguente notifica delle relative cartelle di accertamento, lo stesso sarebbe stato di fatto “costretto” dai Funzionari dell’Agenzia delle Entrate, odierni indagati, a corrispondere somme non dovute, in tal modo ponendo in essere reati di estorsione (id est estorsione), nonché reati di omissioni in atti di Ufficio e/o abuso di Ufficio.
    Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna fattispecie penale dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei Funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in altro ambito (amministrativo – tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in questa sede – e non in questa – lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela.

    SI PORTA A CONOSCENZA DI CODESTO ONOREVOLE GIP, CHE:

    Il prefato PM Antonella Pandolfi, ha occultato con scarsa professionalità i capi di imputazione riguardanti: (reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento, come da pagina 14 della querela del 10/11/2011). E si limitò a fare interrogare solo me, dagli Agenti di PG aliquota Guardia di Finanza di Agrigento, e non i dottori: La Rocca Giuseppe, e Stefano Spoto, della Agenzia delle Entrate di Agrigento da me accusati per . iscritti nominativamente nel registro di notizie di reato. All’atto della visione del fascicolo che ci interessa, non esistevano verbali di SIT rese dai due summentovati personaggi. Quindi, il prefato PM non ha mai chiesto alcun prolungamento delle indagini.
    Solo dopo la mia richiesta di conclusione delle indagini preliminari relativamente al procedimento penale in oggetto, del 13/11/2013; del sollecitato del 25/11/2013 e del sollecitato del 14/12/2013. In data 27/02/2014. Cioè, 21 mesi dopo i sei mesi concessi per l’espletamento delle IP, avanzò richiesta di archiviazione al GIP – SEDE. Nella piatta richiesta di archiviazione, non si legge controversia alcuna alle mie scritture pubblicate su cartaceo, né sull’intervista televisiva; né sulle diffide e querele depositate presso la Procura di Agrigento dal 10/11/2011 ad oggi. Peraltro, pubblicate anch’esse alle pagine 201 – 319, di lettere e denunce del mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it, Alle successive pagine verranno pubblicate la richiesta di archiviazione non recante la firma di convalida del Procuratore Capo dott. Renato Di Natale, né quella dall’aggiunto dott. Ignazio Fonzo. Che di certo, non è di buon auspicio per il prefato PM Antonella Pandolfi. Così come, l’atto di opposizione a tale richiesta di archiviazione ed altro. Allegato 1. Pagine 21 + CD-R.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in c/da Bagli 53, si oppone alla su citata richiesta di archiviazione, in quanto, le attestazioni del prefato PM Antonella Pandolfi sono gnoseologicamente criticabili e opponibili in ogni singolo punto.

    PRIMO PUNTO

    Il prefato PM Antonella Pandolfi, mediante la mia querela del 10/11/2011 era stato chiamato ad esaminare la sussistenza dei reati da me contestati ai signori sotto indicati, per: (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento). Ed accertare la penale responsabilità in testa al direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, dott. La Rocca Giuseppe e al dott. Spoto Stefano, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Già iscritti nominativamente nel registro di notizie di reato dal 15/11/2011. Allegato 2. Pagine 15.

    SECONDO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la sussistenza dei reati di complotto perpetrato ai miei danni, prima, dai militari delle Fiamme Gialle: Migliori Fabio Capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Brigadiere. “Quest’ultimo, reo confesso”.
    E dopo, dal Leto Pietro Pasquale; dalla Galluzzo Antonina della Agenzia delle Entrate di Agrigento e dall’Ispettore Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo, da me denunciati per complotto perpetrato ai miei danni, sia nella querela del 10/11/2011, sia con esposto – denuncia depositato in data 16/03/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 3. Pagine 83.

    TERZO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia per inadempienza professionale sporta nei confronti del dott. Attilio Befera, direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Italia e dirigente di EQUITALIA, depositato in data 02/07/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 4. Pagine 18.

    QUARTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia per inadempienza professionale sporta nei confronti del direttore pro tempore della Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità Piazza Mastai – Roma, depositato in data 25/09/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 5. Pagine 15.

    QUINTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuazione di avvisi di pagamento, iscrizioni di ipoteca sui miei beni immobili e fermo amministrativo sui miei beni mobili, in virtù di numerose cartelle di pagamento emesse abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, “fortemente contestate sia alla SERIT, sia all’Agenzia delle Entrate di Agrigento”, sporta nei confronti dell’attuale dirigente e del – dei dirigenti della SERIT – Agrigento, che dal 04/02/04 ad oggi si sono susseguiti. Che va ad aggravare la loro posizione di complicità già denunciata nella querela del 10/11/2011. Depositata in data 09/10/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo – iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 6. Pagine 3.

    SESTO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale sporta nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti del 05/12/2012. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 7. Pagine 13.

    SETTIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni, sporta nei confronti del Procuratore della SERIT Agrigento, Sebastiano Padovani. Con costituzione di parte civile, sia nei confronti del soggetto nominato, sia nei confronti della già querelata SERIT – Agrigento. La cui somma da pagare in solido Padovani – SERIT, sarà uguale di quella intimata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti, del 18/03/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 8. Pagine 22.

    OTTAVO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, la querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e nei confronti dell’attuale rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, del 26/04/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 9. Pagine 43.

    NONO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’esposto – denuncia nei confronti del PM Pietro Pollidori del 21/06/2013. E, alla conclusione delle IP iscriverlo nel registro di notizie di reato. Allegato 10. Pagine 13 + CD-R.
    DECIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’ulteriore esposto denuncia nei confronti del PM Pietro Pollidori per abuso di potere, ingiuria e calunnia.
    E per associazione per delinquere nei confronti di Fabio Migliori nato il 20/01/1961 a Bologna, ed ivi residente in via XXI Aprile 1945 n° 20; Falsone Nino nato il 23/01/1942 a Palma di Montechiaro ed ivi residente in piazzale Maccarano; Garziano Rosario nato il 25/08/1941 a Mirabella Imbaccari e residente in Agrigento via Papa Luciani.
    E, alla conclusione delle IP iscriverli nel registro di notizie di reato. Allegato 11. Pagine 07.

    UNDICESIMO PUNTO

    Era stato chiamato ad esaminare anche, l’atto di Costituzione di parte Civile nei confronti della Agenzia delle Entrate di Agrigento – in solido con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Roma, per un ammontare di € 7.500.000,00 come da diffide del 03/06/2010; 07/06/2010 e dall’ulteriore diffida del 31/01/2012, somma mai trattata, né controversa: dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento; dal Ministero Giulio Tremonti; dal Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti; dal Direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Itali e direttore di EQUITALIA, Attilio Befera; dalla Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità Roma; né hanno controverso le mie scritture pubblicate nel 2001 – 2004 – 2006 – 2006 – 2008 – 2010; né hanno controverso l’intervista televisiva andata in onda nel 2006; né le scritture pubblicate a far data del 04/03/2006 su web http://www.sanfilippo-editore.it

    Nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento:
    Capitano Fabio Migliori; Maresciallo M. Nino Falsone; Maresciallo, già Brigadiere, reo confesso, Garziano Rosario, per avere, (su ordine del Capitano Fabio Migliori) manipolato numeri e alterato verità nei miei confronti per favorire chi di loro dovere – in solido con il Corpo della Guardia di Finanza, per una somma di € 7.500.000,00. Perché, il Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, in data 30/09/2001 ricevette il mio libro denuncia CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 pubblicato l’11/09/2001 e non ha provveduto aprire una indagine disciplinare interna nei confronti dei tre militari summentovati. Se l’avesse aperta e disciplinato i tre millantatori militari, di certo, non depositava presso la Procura di Agrigento la nota del 05/02/04, né la nota del 14/06/04. Vedi note sull’allegato 3 e 9.

    Nei confronti della SERIT Agrigento – in solido col Procuratore Padovani Sebastiano per un ammontare di € 7.500.000,00. Come già avanzato nella querela del 18/03/2013.

    Ed inoltre, mi sono costituito parte civile per un ammontare di € 1.000.000,00 nei confronti di ogni singola persona nominata con nome e cognome nelle querele già archiviate e nelle querele già agli atti dal 10/11/2011 ad oggi, che la Procura agrigentina riteneva di dovere rimandare a giudizio per i reati loro commessi. Allegato 12. Pagine 9.

    Non a starsene seduta comodamente in Ufficio a pettinare bambole.

    Se il prefato PM Antonella Pandolfi non voleva farsi trovare con le mani nel suo sacco colmo di bambole da pettinare a suo compiacimento, doveva chiedere al GIP – Sede, l’archiviazione del procedimento in oggetto, entro sei mesi dalla data di apertura del fascicolo 5718/11 mod. 21. Se si sarebbe adoperata in tal senso, la questione si sarebbe fermata lì e non avrei avuto motivo di produrre tutte quelle diffide e querele penali nei confronti di più personaggi nominati negli allegati dal n° 4 al n° 13, che si riferiscono dopo la data dei sei mesi. E di certo, non se ne sarebbe fatto una questione di Stato. Mentre invece, se ne è fatto. Perché la Presidenza della Repubblica non a caso, il 07/01/2014 ha aperto il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it. In date antecedente, l’hanno aperto: Il Ministero dell’Interno; Il Comando Generale Carabinieri di Dresano; Il PM Pietro Pollidori l’ha aperto tre volte nel mese di Maggio e una nel mese di Luglio 2013; Il PM Carmine Oliviero l’ha aperto una sola volta; il PM Sergio Carnimeo l’ha aperto una sola volta; il PM Stefano Dambruoso l’ha aperto una sola volta; il Giudice Maria Agnello l’ha aperto una sola volta. Il NAS D.H.C.P. Dinamic host configuration protocol pool di tutta Italia, nove in tutto, alla data 18/02/2014, non a caso, gli operanti, sono entrati nel mio Sito Internet per verificare i miei incontrovertibili scritti pubblicati dal 2006 ad oggi. E i personaggi delle Istituzioni coinvolti in questa iniqua storia che va avanti senza testa e senza coda dal 09/05/94, l’hanno aperto più volte per leggere le loro scelleratezze e quelle degli altri loro pari commesse, in virtù di una indagine aperta per far comodo al tutto cappello e niente cervello Maresciallo Epifanio Giordano della Caserma dei Carabinieri di Favara e per far comodo ai suoi delatori di paese. Che, in onor del vero, non doveva avere luogo a procedere, come in effetti, il procedimento penale 593/94 venne archiviato in sede di indagini preliminari dal PM Pietro Pollidori. Che, a quanto pare non gli è andata giù. E, con la sua contorta mente studiò finché trovò il sistema come rimandarmi a giudizio. (Vedi documenti sull’allegato 13). E, per pura codardia del PM Antonella Pandolfi e dei PM intervenuti prima: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli, che si sono trovati ad esaminare questo iniquo caso che, anziché adottare la legge è uguale per tutti come si legge nelle Aule dei Tribunali d’Italia, archiviarono le mie querele corredate da documentazione di dominio pubblico.

    I Magistrati Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso, hanno fatto di tutto per fare un criminale da una persona. Mentre invece, i Magistrati: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi e il PM Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, chiamato dalla Procura di Agrigento per fatti sussumibili a reati commessi da Magistrati, nello specifico il PM Pietro Pollidori, hanno fatto di tutto per occultare le scelleratezze commesse da più PM e da più personaggi appartenenti a varie Istituzioni. Bella legge uguale per tutti si applica nella Procura di Agrigento!!!
    Devo dire e ribadire con fermezza, che i sette summentovati PM sono stati molto, ma molto meschini nel loro essere.

    PER QUANTO SOPRA
    Voglia l’Onorevole GIP, ordinare al PM Antonella Pandolfi l’aggiunzione dei capi di imputazione (reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento, come da pagina 14 della querela del 10/11/2011, che il PM Pandolfi occultò con scarsa maestria).

    E ordinare l’esperire le indagini in ordine ai reati commessi dai personaggi di dubbia fama nominati negli allegati 1 – 13 che se l’hanno cercato proprio col lanternino.

    Del gravissimo fatto commesso dal PM Antonella Pandolfi, sarà informato il Procuratore Capo dott. Renato Di Natale, affinché verifichi l’anomalo comportamento del su citato PM e adotti le dovute discipline, compreso quella di mandare a casa con le pive nel sacco detto PM.

    Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo, affinché avochi a se il fascicolo sotto accusa n° 5718/11 e faccia chiarezza su questo colossale complotto politico Giudiziario a mio danno, senza alcun precedente.

    Il Ministero della Giustizia perché provveda con la massima urgenza ad inviare una squadra di Ispettori Ministeriali per ispezionare l’iniquo operato dei quattro PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi, che hanno inteso coprire le iniquità commesse: dai due PM sparatori alla croce rossa, Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso; dai tre millantatori militari delle Fiamme Gialle e dai Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo. E adottare le consequenziali azioni del caso nei loro confronti.

    Per il pessimo operato dei PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Vedi sottocartelle 1 – 5 – 7 – 13 – cartella 6. CD-R in allegato.
    Per il pessimo operato del PM Stefano Dambruoso. Vedi File 3 cartella 2 che corrisponde all’allegato 3.

    Per il pessimo operato del PM Pietro Pollidori, vedi allegato 13.

    Per il pessimo operato del PM Sergio Carnimeo, vedi cartella 12.

    Per il tragico operato dei millantatori militari delle Fiamme Gialle manipolatori di numeri e di verità e perpetratori di complotto ai miei danni, per favorire chi di loro dovere. Vedi pagine 14 – 44. A pagina 30, il reo confesso Maresciallo già Brigadiere Garziano Rosario attesta, che a ordinare di camuffare il PVC è stato il Capitano Fabio Migliori.

    Per il meschino operato dei Funzionari, Leto Pietro Pasquale; Galluzzo Antonina della Agenzia delle Entrate di Agrigento, e Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo perpetratori di complotto ai miei danni, allo scopo di coprire i loschi scopi dei militari delle Fiamme Gialle di Agrigento e le malefatte commesse dagli accertatori gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995. Pur essendo, consci che a pagina 26 del PVC esisteva la dichiarazione degli operanti la verifica dotati di anima nera come la pece, che per l’anno 1994, il verificato in oggetto è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. E della Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio l’anno 1994 perché il fatto non sussiste. Vedi pagine 45 – 75.

    Per l’operato poco serio del Colonnello della Guardia di Finanza di Agrigento, Giuseppe Conti. Vedi pagine 76 – 79.

    Per l’archiviazione della querela per diffamazione nei miei confronti sporta dai due Maramaldi Leto Pietro Pasquale direttore pro tempore e Spoto Stefano responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Vedi pagine 80 – 83. dell’allegato 3. Pagine 83.

    Posciaché, per motivi di salute, dal 26/05/2014 al 28/07/2014, per le ripetute esami e controlli di medici specialisti del diabete e della cardiologia, dovrò trasferirmi a Milano per il tempo su indicato, nomino l’avvocato di mia fiducia, Maria Alba Nicotra del foro di Agrigento con studio in Favara (AG). Nel caso in cui, prima della data del 26/05/2014, codesto Onorevole GIP emetterà provvedimento ai sensi degli artt. 127 c.p.p e 410 c.p.p, può farlo notificare a me personalmente.

    Allegati:
    Uno fascicolo composto di 13 allegati;
    Una copia CDR della dimensione di 562 MB 317 Fil 64 cartelle.

    Favara, li 08/03/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  2. 2

    Giacomo Sanfilippo

    (2) URGE ISPEZIONE MINISTERIALE PRESSO LA PROCURA DI AGRIGENTO E DI CALTANISSETTA, PER ISPEZIONARE I FASCICOLI: 57/95 MOD. 21 F – 2095/01 MOD. 45 – 2021/03 MOD. 21- 2068/05 MOD. 21- 2951/06 MOD. 44 – 5718/11.MOD. 21.
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    ILLUSTRISSIMO SIGNOR PROCURATORE CAPO
    DOTT. DI NATALE PRESSO PROCURA DI
    92100 AGRIGENTO

    OGGETTO: legalità e trasparenza

    L’esponente Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce alle Sue elogiatrice parole dettate la vigilia di Natale 2013, nei confronti dei suoi Sostituti Procuratori per le brillante operazione loro compiute, ai quali vanno i miei complimenti. Certo è, sig. Procuratore che una rondine non fa primavera. Ma una mela marcia, è sempre una mela marcia. Per cui, se rientra nelle sue competenze mandi a casa con le pive nel sacco il Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi, prima che contagi il meleto ed anche quelli del circondario. Con i contestuali motivi che si leggono nell’atto di opposizione al procedimento penale n° 5718/11 in allegato.

    Copia della presente sarà inviata al Ministero della Giustizia;
    Al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.
    L’esponente resta a disposizione di codesta Procura per qualsiasi chiarimento in merito.

    Allegati:
    Copia richiesta archiviazione procedimento penale n° 5718/11 del 27/02/2014;
    Copia opposizione all’archiviazione del 08/03/2014;
    Copia esposto al Ministero alla Giustizia del 08/03/2014;
    Copia esposto al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo del 08/30/2014;
    Copia CDR contenente n° 562 MB, 317 File, 64 cartelle.

    Distinti saluti.
    Favara, li 08/03/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  3. 3

    Giacomo Sanfilippo

    (3) URGE ISPEZIONE MINISTERIALE PRESSO LA PROCURA DI AGRIGENTO E DI CALTANISSETTA, PER ISPEZIONARE I FASCICOLI: 57/95 MOD. 21 F – 2095/01 MOD. 45 – 2021/03 MOD. 21- 2068/05 MOD. 21- 2951/06 MOD. 44 – 5718/11.MOD. 21.
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    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA N° 14475456153-8
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    ILLUSTRISSIMOSIGNOR PROCURATORE GENERALE
    DELLA CORTE DI APPELLO PRESSO PROCURA
    GENERALE – PALERMO

    OGGETTO: legalità e trasparenza

    L’esponente Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce all’anomalo comportamento del PM Antonella Pandolfi della Procura di Agrigento titolare del fascicolo n° 5718/11 mod. 21 del 10/11/2011, aperto sulla querela da me sporta nei confronti del direttore pro tempore, La Racco Giuseppe e del responsabile legale, Spoto Stefano, della Agenzia delle Entrate di Agrigento, per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento). Archiviato dopo 27 mesi senza avere espletato nessuna indagine nei confronti dei signori di cui sopra, e senza avere chiesto alcuna proroga delle indagini al Giudice che avrebbe concesso per legge le due ulteriore proroghe su motivata richiesta, incamerò una serie di diffide e querele nei confronti dei signori che la SV leggerà nell’atto di opposizione senza interrogare, né le prime persone che aveva iscritto nel registro di notizie di reato, né le altre persone diffidate e querelate dopo i sei mesi concessi per le IP.

    Per quanto la SV Illustrissima leggerà nell’atto di opposizione del 08/03/2014 in allegato, voglia avocare a se il fascicolo in questione affinché faccia chiarezza su questo colossale complotto politico Giudiziario a mio danno, senza alcun precedente.

    Copia della presente sarà inviata al Ministero della Giustizia;
    al Procurato Capo dott. Renato Di Natale;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    Allegati:
    Copia opposizione all’archiviazione del 08/03/2014;
    Copia esposto al Procuratore Capo dott. Renato Di Natale del 08/03/2014.
    Copia esposto al Ministro della Giustizia del 0/03/0214;
    Copia CDR contenente n° 562 MB, 317 File, 64 cartelle.

    Distinti saluti.
    Favara, li 08/03/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  4. 4

    Giacomo Sanfilippo

    (4) URGE ISPEZIONE MINISTERIALE PRESSO LA PROCURA DI AGRIGENTO E DI CALTANISSETTA, PER ISPEZIONARE I FASCICOLI: 57/95 MOD. 21 F – 2095/01 MOD. 45 – 2021/03 MOD. 21- 2068/05 MOD. 21- 2951/06 MOD. 44 – 5718/11.MOD. 21.
    Per leggere tutto clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 330.

    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA N° 14475456154-9
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    ALLO SPETTABILE MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
    IN PERSONA DEL MINISTRO ANDREA ORLANDO
    VIA ARENULA 70, OO186 ROMA

    OGGETTO richiesta invio ispettori Ministeriali presso la Procura di Agrigento e di Caltanissetta.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in c/da Bagli 53, si riferisce all’anomalo comportamento del PM Antonella Pandolfi della Procura di Agrigento titolare del fascicolo n° 5718/11 mod. 21 del 10/11/2011, sulla querela da me sporta nei confronti del direttore pro tempore, La Racco Giuseppe e del responsabile legale, Spoto Stefano, della Agenzia delle Entrate di Agrigento, per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento). Archiviato dopo 27 mesi senza avere espletato nessuna indagine nei confronti dei signori di cui sopra, e senza avere chiesto alcuna proroga delle indagini al Giudice che avrebbe concesso per legge le due proroghe su motivata richiesta, incamerò una serie di diffide e querele nei confronti dei signori, che la SV Illustrissima leggerà nell’atto di opposizione senza avere interrogato, né le prime persone che aveva iscritto nel registro di notizie di reato, né le altre diffidate e querelate dopo i sei mesi concessi per le IP.

    PER QUANTO SOPRA

    Voglia la SV inviare con la massima urgenza una squadra di Ispettori Ministeriali presso la Procura di Agrigento e di Caltanissetta, per ispezionare il fascicolo n° 2095/01 – 45 e il penoso comportamento del Sostituto Procuratore Carmine Olivieri all’epoca titolare del già citato fascicolo mai archiviato. In quanto, venne mandato presso la Procura di Caltanissetta per fatti sussumibili di reati commessi da Magistrati, nello specifico Pietro Pollidori. Il Sostituto Procuratore Sergio Carnimeo dopo le IP, archiviò il fascicolo solo ed esclusivamente per il Magistrato chiamato in causa dal reo confesso Garziano Rosario della Guardia di Finanza di Agrigento. E non per i militari delle Fiamme Gialle e per il Maresciallo Giordano della Caserma dei Carabinieri di Favara. Per quanto riguarda il fascicolo 2095/01 vedi sottocartella 1 cartella 6. Per quanto riguarda il fascicolo archiviato dal PM Sergio Carnimeo, vedi allegato 12.

    Il fascicolo n° 2068/05/21 R.G. e il penoso comportamento del Sostituto Procuratore Caterina Salusti della Procura di Agrigento, all’epoca titolare del già citato fascicolo archiviato in modo del tutto incostituzionale dal GIP Walter Carlisi. Per quanto riguarda il fascicolo di cui sopra, vedi sottocartella 5 cartella 6.

    Il fascicolo n° 2951/06 mod. 44 e il penoso comportamento del Sostituto Procuratore Laura Cameli della Procura di Agrigento, all’epoca titolare del già citato fascicolo archiviato in modo del tutto incostituzionale dal GIP Walter Carlisi. Per quanto riguarda il fascicolo di cui sopra, vedi sottocartella 7 cartella 6.

    Il fascicolo n° 5718/11 e il penoso comportamento del Sostituto Procuratore Antonella Pandolfi della Procura di Agrigento, senza chiedere proroga alcuna al giudice competente, ha incamerato in 27 mesi una serie di diffide e più querele, e senza espletare indagine alcuna nei confronti delle prime persone, né nei confronti delle altre persone diffidate e querelate dopo i sei mesi concessi per le IP, ha chiesto al GIP – SEDE l’archiviazione del procedimento penale n°5718/21.

    Copia della presente sarà inviata al Procuratore Capo dott. Renato Di Natale;
    Al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.
    Allegati:
    Copie esposti già inviati al già Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri;
    Copia opposizione all’archiviazione del 08/03/2014;
    Copia esposto al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo del 08/03/2014;
    Copia esposto al Procuratore Capo dott. Renato Di Natale del 08/03/2014.
    Copia CDR contenente n° 562 MB, 317 File, 64 cartelle.

    Distinti saluti.
    Favara, li 08/03/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  5. 5

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO
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    ALLA DOTT. SSA PANDOLFI SOSTITUTO
    PROCURATORE PRESSO PROCURA
    DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: Deposito ulteriori documenti al fascicolo n° 5718/11 MOD. 21. ALLO STATO IN CORSO DI INDAGINI

    GIACOMO SANFILIPPO
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    AL DOTT. ATTILIO BEFERA
    DIRETTORE GENERALE
    DELLE AGENZIE DELLE ENTRATE D’ITALIA
    VIA CRISTOFORO COLOMBO N° 426 C/D OO145 – ROMA

    Oggetto: OGNUNO PAGHI IL PRIPRIO FIO.

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in contrada Bagli 53, riferendosi alle lettere denuncia del 31/01/2012 – 08/03/2012 e all’istanza della Presidenza del Consiglio del 27/03/2012, pervenutami in data 29/03/2012.

    Chiede, alla SV Illustrissima che gli sia dato sapere se abbia aperto una Commissione interna, disciplinare, nei confronti dei 14 nominativi appresso indicati:
    Migliori Fabio Capitano; Falsone Nino Maresciallo M; Garziano Rosario Brigadiere, della Guardia di Finanza di Agrigento. Vetro Giuseppe; Fontana Calogero; Lauricella Maurizio; Argento Francesco, Galluzzo Antonina; Letizia Di Liberto, Funzionari. Giorgio Verduci; Leto Pietro Pasquale; La Rocca Giuseppe, dirigenti ed ex dirigenti. Spoto Stefano, capo aria legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Vaiarelli Salvatore dirigente Ispettivo;
    Nei confronti dei dirigenti della Agenzia delle Entrate di Palermo che hanno ricevuto le mie lettere denunce dal 04/03/04 al 08/03/2012 e non hanno dato risposta alcuna;
    E nei confronti dei componenti delle Sezioni 2 e 3 della CTP di Agrigento e dei componenti delle Sezioni 1 e 29 della CTR di Palermo che hanno emesso Sentenze non rispondente al vero, già querelati presso la Procura di Agrigento.
    Per le Sentenze Tributarie, vedi fascicoli: 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21.
    Per le Querele, vedi fascicoli 12 – 13 – 14 del CD – R in allegato.
    Copia della quale sarà depositata presso la Procura di Agrigento.

    Allegati:
    Copia lettera Agenzia delle Entrate di Agrigento;
    Copia lettera Agenzia delle Entrate di Palermo;
    Fascicolo composto di 83 pagine che denunciano in modo cronologico i complotti orditi ai miei danni: dai militari delle Fiamme Gialle e dai dirigenti della Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    N° 1 CD-R

    In attesa di Suo cortese riscontro porgo
    Distinti saluti.
    Favara, li 11/04/2012
    Giacomo Sanfilippo

  6. 6

    Giacomo Sanfilippo

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    AL DOTT. ATTILIO BEFERA
    DIRETTORE GENERALE
    DELLE AGENZIE DELLE ENTRATE E DI EQUITALIA
    VIA CRISTOFORO COLOMBO N° 426 C/D OO145 – ROMA

    Oggetto: sollecito adempimento.

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in contrada Bagli 53, riferendosi alla ulteriore diffida del 31/01/2012 e agli esposti del 08/03/2012 e dell’11/04/2012.

    Sollecita la SV Illustrissima affinché provveda fornire gli elementi informativi al Dipartimento Amministravo sulla vicenda esposta da chi Le scrive.

    Ed emettere provvedimento disciplinare nei confronti: dei 14 nominativi; del – dei direttori generali della Agenzia delle Entrate Ufficio Fiscalità di Palermo che si sono susseguiti dal 04/03/04 al 08/03/2012; dei componenti delle Sezioni 2 e 3 della CTP di Agrigento e dei componenti delle Sezioni 1 e 29 della CTR di Palermo, già richiamati nella querela del 10/11/2011 e nell’esposto dell’11/04/2012. E trasmetterlo alla Corte dei Conti che provvederà ad addebitare ai nominativi summentovati, la somma di € 7.500.000,00 che il Ministero dell’Economia e delle Finanze erogherà in favore dello scrivente, più le somme delle cartelle esattoriali emesse abusivamente ai danni dello scrivente, dai richiamati Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Che, per occultare le manipolazioni dei numeri e della verità commessi dai complottatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento; gli errori commessi dai Funzionari della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento, che nella loro totale incapacità di intendere e volere hanno emesso più avvisi di accertamento per gli anni 1992 – 1993 – 1994 – 1995 a fronte d’un manipolato PVC, in data 18/11/03, il Leto Pietro Pasquale, la Galluzzo Antonina e il Vaiarelli Salvatore e forse anche lo Spoto Stefano, hanno ordito un altro complotto ai danni di chi Le scrive.

    E i due ex Ministri dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti e Tommaso Padoa Schioppa, quest’ultimo deceduto, non si sono mai degnati di inviare gli Ispettori Ministeriali più volte richiesti per verificare le doglianze dello scrivente, nei confronti dei summentovati personaggi di dubbia professionalità; né l’ex Ministro Giulio Tremonti si degnò di cancellare il nominativo dello scrivente dalle liste degli evasori fiscali, né si degnò di intavolare una transazione di accordo sulla somma di € 7.500.000,00 richiesti come risarcimento danno. Vedi diffide del 03/06/2010 e 07/06/2010 in allegato.

    Così facendo, si potrà evitare il ripetersi di altre inique vicende di specie e altri spiacevoli episodi, come quello commesso dal sig. Martinelli che è uscito di senno ed ha tenuto in ostaggio per più ore gli impiegati della Agenzia delle Entrate o di EQUITALIA di Bergamo. Grazie a Dio si è scongiurato il peggio.

    Nessuno ha il diritto di farsi giustizia da sé. Come nessuno può unirsi in complotto per tirar fuori dalle brace personaggi di varie Istituzioni, che nel pieno svolgimento delle proprie mansioni commettono delle ingiustizie al miro scopo di ipotecare la dignità altrui.

    La legge, ha già provveduto ad arrestare e condurre nelle patrie galere il sig. Martinelli. Così come dovrà provvedere per i signori che hanno ordito più complotti ai danni dello scrivente.

    Da buon osservatore della legge italiana, condanno l’insano gesto compiuto dal sig. Martinelli. Così come gli insani gesti compiuti dagli orditori di complotti ai danni di chi Le scrive.

    NB: qualora la SV Illustrissima entro il 30/06/2012 non dà comunicazione allo scrivente dell’avvenuto Suo adempimento, lo scrivente, a far data del calende di Luglio 2012 ha facoltà di pubblicare tutte le scritture inedite e inviarle dove riterrà opportuno. Con tutte le consequenziali azione del caso.

    Copia della quale sarà depositata presso la Procura di Agrigento.

    Allegati:
    Copia diffida del 03/06/2010;
    Copia diffida del 07/06/2010.

    In attesa di Suo cortese riscontro porge
    Distinti saluti.
    Favara, li 12/05/2012

  7. 7

    Giacomo Sanfilippo

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    ALLA DOTT. SSA PANDOLFI SOSTITUTO
    PROCURATORE PRESSO PROCURA
    DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: Deposito esposto al fascicolo n° 5718/11 MOD. 21. ARCHIVIATO E OPPOSTO. DA DEFINIRE IN CAMERA DI CONSIGLIO IL 12-05-2014

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53.

    ESPONE QUANTO SEGUE:

    Il dott. Attilio Befera, Direttore Generale delle Agenzie delle Entrate e di Equitalia. Via Cristoforo Colombo n°426C/D 00145 Roma. In virtù del mio esposto del 12/05/2012, che richiama la ulteriore diffida del 31/01/2012 e gli esposti del 08/03/2012 e dell’undici Aprile 2012, rimaste senza esito alcuno, anche se, nell’esposto del 12/05/2012 si legge: di emettere un provvedimento disciplinare nei confronti dei 14 nominati; del – dei dirigenti della Agenzia delle Entrate Ufficio Fiscalità di Palermo che si sono susseguiti dal 04/03/04 al 08/03/2012; dei componenti delle Sezioni 2 e 3 della CTP di Agrigento e dei componenti delle Sezioni 1 e 29 della CTR di Palermo già querelati e richiamati nella querela del 10/11/2011. E trasmetterlo alla Corte dei Conti che provvederà ad addebitare ai summentovati nominativi, la somma di € 7.500.000,00 che il Ministero dell’Economia e delle Finanze erogherà in favore dello scrivente, più le somme delle cartelle esattoriali emesse abusivamente dai richiamati Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento, ai danni dello scrivente. Qualora la SV Illustrissima entro il 30/06/2012 non dà comunicazione allo scrivente dell’avvenuto Suo adempimento, lo scrivente, a far data del calende di Luglio 2012 ha facoltà di pubblicare tutte le scritture inedite e inviarle dove riterrà opportuno, con tutte le consequenziali azioni del caso.
    E in virtù dell’istanza n° DICA – 0007339 – p – 27/03/2012 – 4.8.2.5.2 trasmessa in data 27/03/2012 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente Mario Monti, nelle vesti di Ministro dell’Economia e delle Finanze, che gli chiedeva elementi informativi sulla mia vicenda esposta. Avrebbe dovuto disciplinare i responsabili di questi complotti e mandare l’incarto alla Corte dei Conti; riferire al Dipartimento Amministrativo e di conseguenza comunicarmi:

    Che la Guardia di Finanza di Agrigento aveva trasmesso la documentazione bancaria reperita nelle banche nei misi di Giugno e Luglio 94, alla Procura di Agrigento, la quale, nell’Agosto ‘94 gliela riconsegnata con delega di utilizzo dei dati. E, né entro il 12/11/94, né entro 10 giorni dalla data della ricezione della richiesta di archiviazione del fascicolo n° 593/94 da parte del PM Pietro Pollidori, non ha depositato nessuna relazione, né si è opposta a tale richiesta di archiviazione. E il GIP – SEDE, in virtù delle mancate opposizioni: del Maresciallo dei CC Giordano Epifanio; della persona che lui conosceva di fonte certa che il Signor Sanfilippo Giacomo gli aveva praticato l’usura; della Guardia di Finanza di Agrigento, ha archiviato il caso per insostenibilità dell’accusa in giudizio. Quindi, caso è stato chiuso, sia per quanto riguardava l’usura, sia anche, per quanto riguardava l’evasione fiscale, falsamente dichiarata dalla Guardia di Finanza di Agrigento, con nota n° 112 UG del 15/02/95, trasmessa alla Procura di Agrigento circa tre mesi dopo che il caso era stato archiviato, con la quale, faceva presente che deve essere sottoposta a controllo fiscale l’attività della ditta Sanfilippo Giacomo con sede in Favara contrada Bagli, in quanto, era conscia, che in quella documentazione bancaria non si ravvisava l’evasione fiscale, come confessò il reo confesso Garziano Rosario che aveva partecipato: al controllo e al sequestro della documentazione bancaria; alla perquisizione del 16/02/95 e alla verifica fiscale iniziata il 20/02/95 e terminata il 20/04/95. In questo lasso di tempo, i tre militari delle Fiamme Gialle, stilarono un PVC pieno di trappole, lacci e laccioli. Un vero e proprio cappio messo al collo del Signor Sanfilippo Giacomo, se non si opponeva seduta state, come da pagina 36 del PVC; Se non si accorgeva degli errori di sommata risultanti nel foglio 16 riguardante l’anno 1992 e nel folio 18 riguardante l’anno 1993; E se non registrava le conversazioni con uno dei tre militari forcaioli, il Brigadiere Garziano Rosario, che ha buttato dal suo putrido stomaco persino il primo latte che prese dalla sua santa mamma. Confessò anche, che fu il loro Capitano, Fabio Migliori, a ordinagli di camuffare quella verifica, e lui, ha sottofirmato il PVC sol perché era un militare sott’ordine e non si poteva rifiutare. Tale falsità vengono confermate anche, dal Tenente Gaspare Cilluffo con nota prot. N° 292/UG/5442 sched. del 02/05/95, che attesta: gli operanti la verifica non disponevano né dispongono di nessun elemento certo. Dal PM Pietro Pollidori che non si è visto arrivare nessuna relazione su quella documentazione consegnatogli nell’Agosto ‘94. E dal GIP Rita Carosella, che nella Sua liberatoria non ha messo la clausola: comunque resta indagato per evasione fiscale.

    Che il PM Pietro Pollidori, la nota prot. N° 292/UG/5442 sched. non l’ha accettata. Ma l’accettò l’irascibile PM Stefano Dambruoso della stessa Procura di Agrigento, che, come si ricorderà, in quell’epoca era mancante di Procurato Capo e i Magistrati facevano come kappa gli pareva. Infatti, ha firmato l’accesso fiscale, nel quale si leggeva: letta la nota n° 112 UG in data 15/02/95 del Comando Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento. Ritenuto che, nella fattispecie, per poter eseguire il programmato intervento di carattere fiscale necessita, ai militari operanti acquisire tutta la documentazione amministrativa contabile ovunque essa si trovi; letti gli articoli 52 del DPR 26/10/1972 n° 633, recante la istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto n° 633 del DPR 09/09/1973 recante disposizione comuni in materia di accertamento della imposta sui redditi. Autorizza l’accesso presso l’abitazione ed altre pertinenze, del sig. Sanfilippo Giacomo.
    L’indomani, i militari delle Fiamme Gialle capitanati dal Capitano Fabio Migliori eseguirono la perquisizione che, stando alla documentazione reperita e a quanto dichiarato dal reo confesso Garziano Rosario, quella perquisizione altro non era che, un complotto ordito ai danni del Signor Sanfilippo Giacomo, a cui si aggiunse la violazione dell’articolo 14 della Costituzione.
    Che di conseguenza a ciò, il Signor Sanfilippo Giacomo venne condannato fino al terzo grado di giudizio penale per il reato di evasione fiscale mai commesso. Sentenze, che nel Marzo 2001 vennero revocate in virtù della Sentenza emessa nel ‘99 dalla Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la Sentenza emessa in data 03/06/96 dal Tribunale penale di Agrigento, relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste.
    Che il Funzionario Vetro Giuseppe e gli altri Funzionari di dubbia professionalità della Agenzia delle Entrate di Agrigento, hanno emesso una caterva di accertamenti per gli anni: 1992 – 1993 – 1994 – 1995, in virtù di quelle falsità, errori che si leggono nei fogli 16 e 18 e l’abuso di potere commesso dai militari delle Fiamme Gialle, nell’avere incluso al PVC anche l’anno 1994 e 1995, quando, per l’anno 1994 c’erano 41 giorni alla scadenza dei termini per la presentazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più. Come si evince dalla querela del 10/11/2011.
    Che alcune Commissioni Tributarie di Agrigento e di Palermo hanno emesso più Sentenze nel merito, rigettando i ricorsi presentati dall’esponente giacomo Sanfilippo, per favorire i Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Che, a sua volta avevano favorito i tragici militari delle Fiamme Gialle già mentovate. E i componenti delle Sezioni 1 e 29, il 09/05/05 sono stati querelati presso la procura di Agrigento.
    Che la sezione 2 della CTP di Agrigento presieduta da Zoda Luigi, ha emesso tre Sentenze in totale arbitrio con l’articolo 12 e 18 del D lgs 546/92 rigettando i ricorsi presentati dall’esponete Sanfilippo Giacomo. I cui componenti di detta Commissione sono stati querelati presso la Procura di Agrigento per abuso di potere. E per occultamento di atti di Ufficio nei confronti del direttore pro tempore Leto Pietro. Come da querela del 2011.
    Che la Sezione 20 della CTR di Palermo ha annullato con il rinvio due Sentenze emesse dalla su citata Sezione 2 della CTP di Agrigento. E i componenti della Sezione 3 della CTP di Agrigento hanno emesso in totale arbitrio le Sentenze n° 258/09 e 259/09, in quanto, il Signor Sanfilippo Giacomo non fu stato avvisato che si dovevano discutere in Camera di Consiglio le dette Sentenze annullate col rinvio ed hanno emesso le Sentenze 258/09 e 259/09. E per questo, ha sporto querela presso la Procura di Agrigento per occultamento di atti di Ufficio e per violazione dell’articolo 59, 1° comma punto b) del D lgs 546/72, nei confronti dei componenti di detta Sezione. E per occultamento di atti di Ufficio nei confronti del Leto Pietro. Come da querela del 2011.

    Che a ordire il primo complotto ai danni del Signor Sanfilippo Giacomo è stato il Maresciallo Giordano Epifanio della Caserma dei Carabinieri di Favara.
    Che il secondo complotto l’hanno ordito i tre militari delle Fiamme Gialle di (AG) già mentovati.
    Che il terzo complotto l’hanno ordito: il Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo; il Leto Pietro Pasquale; la Galluzzo Antonina e forse anche lo Spoto Stefano, della Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    Che a tirare le fila ai due militari delle Fiamme Gialle, Falsone Nino e Garziano Rosario è stato il loro Capitano Fabio Migliori, che a sua volta, veniva manovrato dal Magistrato che il reo confesso non ha riferito il nome, che non potendomi incastrare per il fatto di usura mi ha voluto incastrare per il fatto… Come da pagina 5 della trascrizione delle registrazioni fatta eseguire dalla Procura di Agrigento.
    Che il regista di questo filmi di fantascienza è stato l’irascibile PM Stefano Dambruoso, che non ha voluto dare importanza alcuna alla nota prot. N° 292/UG/5442 sched. sottoscritta dal Tenente Cilluffo Gaspare.
    Che la Procura di Agrigento capitanata poi, dal Procurato Ignazio De Francisci ha archiviato più querele sporte dal Signor Sanfilippo Giacomo, nei confronti: del Maresciallo Giordano Epifanio; dei tre militari delle Fiamme Gialle già mentovate; di più Funzionari e dirigenti della Agenzia delle Entrate di Agrigento; dell’Ispettore Vaiarelli Salvatore, Funzionario della Agenzia delle Entrate di Palermo; dei componenti della Sezione 2 e 3 della CTP di Agrigento; dei componenti delle Sezioni 1 e 29 della CTR di Palermo. L’esponente si opponeva a tali archiviazioni. Ma il GIP Walter Carlisi, non sentiva ragioni e condivideva le archiviazioni dei PM.
    Che l’esponente in virtù di tutti i soprusi subiti ha pubblicato più scritture mai controverse da nessuno dei nominati con nomi e cognomi nelle sue scritture.

    Che il direttore pro tempore Leto Pietro e Spoto Stefano, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, senza avere i requisiti, hanno querelato per diffamazione il Signor Sanfilippo Giacomo, presso la Procura di Agrigento, che ha aperto il fascicolo n° 834/08. Alla archiviazione del caso non si sono opposti, né il Leto Pietro Pasquale, né lo Spoto Stefano. E il GIP Stefano Zammuto ha condiviso e fatto proprie le richieste del PM Andrea Bianchi ed ha archiviato il caso. Dalla quale e derivata la seconda pubblicazione del GIORNALE LA VOCE CHE TUONA e le due diffide del 03/06/2010 e 07/06/2010. Che, sia nel giornale che nella seconda diffida, l’esponente, intimava al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti e per conoscenza al direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, di pagare la somma di € 7.500.000,00 come risarcimento danni per i due sopraggiunti infarti cardiaci che gli hanno cagionato seriamente la salute, per danni morali ecc. ecc.

    Che non risulta che il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, né risulta che i dirigenti della Agenzia delle Entrate di Agrigento, abbiano intavolato una transazione di accordo per quella somma intimata, né risulta una rivendicazione di legittimità dei loro atti impositori depositati nel Maggio del 2008 dallo Spoto Stefano, nel momento in cui venne interrogato dalla PG aliquota Carabinieri di stanza presso la Procura di Agrigento, né risulta che il Ministro Giulio Tremonti e il Ministro Tommaso Padoa Schiappa, quest’ultimo deceduto, abbiano inviato l’ispezione Ministeriale più volte invocato dall’esponente Giacomo Sanfilippo.

    Che la Procura di Agrigento già capitanata dal dott. Ignazio De Francisci, sulla legge che premia chi denuncia fatti di estorsioni ed altro, ha usato due pesi e due misure. Come in effetti, il sig. Ignazio Cutrò di Bivona Agrigento che ha assicurato alla giustizia i suoi aguzzini, è stato premiato. Mentre invece, all’esponente Giacomo Sanfilippo che ha denunciato più volte alla Procura di Agrigento, fatti di tentati estorsioni e di complotto dimostrabili nella trascrizione delle registrazioni Sanfilippo – Garziano trascritte dalla stessa Procura e in altri documenti depostati nei fascicoli, i PM Caterina Salusti e Laura Cameli, fanno proprie le richieste del 05/02/04 e 25/06/04, dal Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, che chiedeva di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente ( Sanfilippo Giacomo) nei confronti dei militari del corpo della Guardia di Finanza. Fascicolo n° 16 deposito con la querela del 10/11/2011. Il Procurato capo, i due PM e il GIP Walter Carlisi, lo fanno perseguitare e perseverare dai Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento con delle cartelle di pagamento emesse a fronte di più Sentenze illegittime e incostituzionali emesse da più giudici Tributari della CTP di Agrigento e della CTR di Palermo.

    Il dott. Attilio Befera che innanzi alla nuda e cruda verità ha preferito, come gli altri personaggi politici, giudiziari e istituzionali, nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi, farebbe una cosa giusta se rassegnasse le proprie dimissioni.

    Copia della presente sarà trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente Mario Monti, nelle vesti di Ministro dell’Economia e delle Finanze.

    Alla presente si allega:
    copia cartella di pagamento n° 291201100181100115 di € 19.802,96 relativamente all’anno “94;
    copia avviso intimazione n° 29120129014655650000 di € 21.061,11 relativamente all’anno “94;
    copia avviso intimazione n° 29120129014655751000 di € 29.657,98 anno ’92- 93;
    copia istanza della Presidenza Consiglio dei Ministri, Presidente Mario Monti, nella veste di Ministro dell’Economia e delle Finanze;
    Copia intimazione di pagamento di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, al soddisfo e cancellazione nominativo dalle liste degli evasori fiscali, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, nelle veste di Ministro dell’Economia e delle Finanze;
    La documentazione attinente a questo esposto si trova agli atti di codesta Spettabile Procura.
    Questo esposto denuncia sarà pubblicato e inviato dove l’esponente riterrà opportuno.

    Con il riserbo di depositare ulteriori documenti.
    E con facoltà di pubblicare ed inviare documentazione di specie dove riterrà opportuno.
    Resta a disposizione di codesta Procura per qualsiasi chiarimento in merito.

    Favara, li 02/07/2012.
    Giacomo Sanfilippo

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    Giacomo Sanfilippo

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    ALLA DOTT. SSA PANDOLFI SOSTITUTO
    PROCURATORE PRESSO PROCURA
    DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: Deposito diffida al fascicolo n° 5718/11 MOD. 21. ARCHIVIATO E OPPOSTO. DA DEFINIRE IN CAMERA DI CONSIGLIO IL 12-05-2014

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53,
    deposita al fascicolo in oggetto, copia della diffida nei confronti della Direzione Agenzie ed Enti della fiscalità piazza Mastai, 11 Roma.

    Copia della presente sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione.

    Allegati:
    copia diffida di cui sopra, datata 19/07/2012;
    copia istanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Con il riserbo di depositare ulteriori documenti.
    E con facoltà di pubblicare ed inviare documentazione di specie dove riterrà opportuno.
    Resta a disposizione di codesta Procura per qualsiasi chiarimento in merito.

    Favara, li 19/07/2012
    Giacomo Sanfilippo

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    Giacomo Sanfilippo

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    ALLA DIREZIONE AGENZIE ED ENTI DELLA FISCALITA’
    PIAZZA MASTAI, 11 00153 – ROMA.

    Oggetto: diffida adempimento.

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in c/da Bagli 53, si riferisce all’istanza emessa senza data, né numero di protocollo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato Generale Dipartimento Amministrativo, pervenutami in data 18/07/2012, per dirle, di valutare con accuratezza il relativo carteggio accluso nella su citata istanza e dare comunicazione entro 60 giorni della data di ricezione della presente, all’esponente Giacomo Sanfilippo, dell’avvenuto Suo adempimento, consistente, nel disciplinare con le consequenziali azioni del caso. Quali: mandare a casa con le pive nel sacco e addebitare le somme sotto indicate ai 26 nominativi, più i – il direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate di Palermo che dal 04/03/04 al 08/03/2012 hanno – ha coperto i complotti architettati: dai militari delle Fiamme Gialle di Agrigento; da più Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento, in concomitanza con l’ispettore Vaiarelli Salvatore della Agenzia delle Entrate di Palermo e con più Giudici delle Commissioni Tributarie di Agrigento e di Palermo.

    Conseguentemente a ciò, ordinare: la cancellazione del nominativo dell’esponente Giacomo Sanfilippo dal registro degli evasori fiscali e il pagamento in favore dell’esponete, della somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010 alla data di soddisfo.

    NB: qualora i 60 giorni si rivelassero infruttuosi, come in effetti, si sono rivelati quelli dati al dott. Attilio Befera, l’esponente Giacomo Sanfilippo si avvale del tacito assenso di codesta Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità, per intimare ulteriormente il pagamento delle succitate somme. E si vede costretto, suo malgrado, ad esporre denuncia – querela presso la Procura di Agrigento, per inadempienza professionale nei Vostri confronti.

    Allegati:
    copia esposto denuncia del 03/07/2012 nei confronti del dott. Befera Attilio;
    copia intimazione di pagamento e cancellazione dalle liste degli evasori fiscali inviata in data 02/07/2012 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Mario Monti, nelle vesti di Ministro dell’Economie e delle Finanze.

    Copia della presente sarà depositata presso la Procura di Agrigento.
    E sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione.

    In attesa di Vostro cortese riscontro, porge distinti saluti
    Favara, li 19/07/2012
    Giacomo Sanfilippo

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    ALLA DOTT. SSA PANDOLFI SOSTITUTO
    PROCURATORE PRESSO PROCURA
    DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: Deposito documenti al fascicolo n° 5718/11 MOD. 21. ARCHIVIATO E OPPOSTO. DA DEFINIRE IN CAMERA DI CONSIGLIO IL 12-05-2014

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53,
    deposita al fascicolo in oggetto documentazione riguardante:
    La richiesta dati mancanti nell’istanza di richiesta e cancellazione dal registro degli evasori fiscali inviata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Amministrativo. Alla Direzione Agenzie ed Enti della fiscalità piazza Mastai, 11 00153 – Roma. E per conoscenza all’esponente Giacomo Sanfilippo recapitatagli a domicilio in data 17/07/2012;
    Il sollecito da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Amministrativo. Alla Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità, ad adempiere ai propri doveri;
    Le dimissioni del dott. Attilio Befera, colui, che coordina e manda qua e là, i militari delle Fiamme Gialle ad effettuare controlli a tappeto di carattere fiscale. E, all’allatto di adempiere il proprio dovere ch’era quello di mandare a casa con le pive nel sacco i 26 nominativi denunciati anche presso codesta Procura. E altri da identificare nei – nel direttore Generale della Agenzia delle Entrate Ufficio Fiscalità di Palermo e fargli pagare il loro fio, misermiseramente nascose la testa nella sabbia come avevano fatto i due eterni inadempienti professionale, ex Ministri dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti e l’ormai deceduto Tommaso Padoa Schioppa.

    Ci troviamo innanzi a personaggi d’alto rango della Amministrazione Finanziaria, che per non disciplinare i loro avvezzati al peccato e alla vergogna si adibiscono da struzzi. Degradando sempre di più l’Istituzione di loro appartenenza. Un fenomeno dunque, da non più sottovalutare, e codesta Procura dovrà prenderne atto. Così come il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti.

    Oramai, il giuoco è fatto e il dado è tratto. Ognuno difenda la Sua dignità.
    Io, difendo la mia a costo della vita, perché senza di essa non ho motivo di vivere.
    Codesta Procura, difende la Sua nell’emettere il provvedimento con il rinvio a giudizio nei confronti degli orditori di complotto ai miei danni, e nei confronti dei loro protettori già nominati in precedenza.
    Il Presidente e Ministro Mario Monti, difende la Sua nell’assumersi l’onere di far rassegnare le proprie dimissione al dott. Attilio Befera;
    sollecitare la Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità ad emettere il provvedimento disciplinare nei confronti dei 26 denunciati anche presso codesta Procura. E su altri da identificare nei – nel Direttore Generale della Agenzia delle Entrate Ufficio Fiscalità – Palermo. Ed erogare le somme precedentemente richieste. Onde evitare l’avvio delle pratiche per il sequestro del palazzo della Agenzia delle Entrate di Agrigento, dei conto correnti appartenenti alla locale Agenzia delle Entrate di Agrigento e quelli del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Roma.

    Copia della presente sarà inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti.
    E sarà pubblicata sul Sito in intestazione e inviata ove l’esponente riterrà opportuno.

    Con il riserbo di depositare ulteriori documenti.
    E con facoltà di pubblicare ed inviare documentazione di specie dove riterrà opportuno.
    Resta a disposizione di codesta Procura per qualsiasi chiarimento in merito.

    Allegato:
    copia richiesta dati mancanti nell’istanza di richiesta di pagamento e cancellazione dal registro degli evasori fiscali. Ecc. ecc. del 30/07/2012.

    Favara, li 30/07/2012.
    Giacomo Sanfilippo

  11. 11

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA N° 14586657281-4
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    ALLA DOTT. SSA ANTONELLA PANDOLFI
    SOSTITUTO PROCURATORE PRESSO PROCURA
    DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: atto di querela nei confronti di Sebastiano Padovani Procuratore della SERIT – Agrigento, da allegare al fascicolo n° 5718/11 MOD. 21. ARCHIVIATO E OPPOSTO. DA DEFINIRE IN CAMERA DI CONSIGLIO IL 12-05-2014

    ATTO DI QUERELA

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in c/da Bagli 53,

    PREMESSO CHE:
    Il Procuratore Sebastiano Padovani della SERIT di Agrigento, in data 27/09/2012 avendo ricevuto per trasmissione, copia dell’ultimo avviso di pagamento della somma di € 7.500.000.00 più interessi maturati dal 07/06/2010 alla data di soddisfo; cancellazione del mio nominativo dalle liste degli evasori fiscali; cancellazione delle ipoteche e del fermo amministrativo sui miei beni mobili ed immobili, emessi abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento. Con la complicità della SERIT – Agrigento, inviato in data 25/09/2012 al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti.
    Il 02/10/2012, senza avere smentito che la SERIT – Agrigento è complice delle malefatte commesse dai Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Entra nelle calende greche e con lettera del 02/10/2012 protocollo 33862, attesta che sono debitore della somma di € 389.778,41.

    In data 08/10/2012 a mezzo raccomandata e a mezzo Fax rispondevo, sia alla dirigenza della SERIT, sia al Procuratore Sebastiano Padovani.
    Stessa data ho sporto querela presso la Procura di Agrigento, per inadempienza professionale, occultamento di atti d’Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuazione dell’emissioni di avvisi di pagamento, iscrizioni di ipoteca sui miei beni immobili e fermo amministrativo sui miei beni mobili, in virtù di numerose cartelle di pagamento emesse abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, “fortemente contestate sia alla SERIT, sia all’Agenzia delle Entrate di Agrigento”, nei confronti dell’attuale dirigente e del – dei dirigenti della SERIT – Agrigento, che dal 04/02/04 ad oggi si sono susseguiti. Che va ad aggravare la loro posizione di complicità già denunciata nella querela del 10/11/2011.

    In data 08/12/2012 inviavo a mezzo Fax, copia della querela sporta in data 05/12/2012, presso codesta Procura, nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti. Nella cui dodicesima pagina si legge: dal 08/10/2012 ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta dell’avvenuta cancellazione delle ipoteche emesse sui miei beni immobili e il fermo amministrativo sui miei beni mobili. Né il Procuratore Sebastiano Padovani mi ha chiesto scuse per sua la leggerezza commessa.
    Stessa data e stessa copia, è stata inviata a mezzo Fax alla Tenenza dei C.C. di Favara.

    In data 06/03/2013 a mezzo raccomandata n° 1456657277-8 inviavo diffida revoca importi reclamati ed altri eventualmente da reclamare, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche e fermi amministrativi emessi illecitamente da codesta SERIT Agrigento.
    In data 07/03/2013 è stata inviata copia della su citata diffida a mezzo Fax n° 091 6201193.
    Stessa data e stessa copia è stata inviata a mezzo Fax alla Tenenza dei C.C. di Favara.

    In data 18/03/2013 informavo a mezzo Fax n° 091 6201193 il su citato Procuratore Sebastiano Padovani che sporgevo querela presso la Procura di Agrigento.
    E denuncia presso il Comando Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento, affinché venisse sequestrato e verificato il fascicolo a mio nome, per accertare la complicità della già querela SERIT, con la Agenzia delle Entrate di Agrigento; l’illegittimità: della richiesta della somma sopra indicata; delle ipoteche emesse sui miei beni immobili; dei fermi amministrativi emessi sui miei beni mobili; della perenne tenuta sul registro degli evasori fiscali il mio nominativo. Più volte invocata la cancellazione, non solo alla su citata SERIT; alla Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo. Ma anche agli affetti della sindrome pilato fobia, Giulio Tremonti; Tommaso Padoa Schioppa; Attilio Befera, direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Italia e direttore di EQUITALIA; Ministero Economia e Finanze Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità piazza Mastai, 11 00153 – Roma e il già Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti. Che di voi criminali organizzati specializzati in truffe e complotti per tiranneggiare persone innocue come nella fattispecie, se ne sono lavate le mani come Ponzio Pilato.
    Il querelante fa appello a codesta Procura affinché venga autorizzata d’Ufficio la Guardia di Finanza di Agrigento ad acquisire copia del fascicolo a mio nome, presso la sede della SERIT Agrigento, per verificare ed accertare quanto si legge nella su indicata denuncia

    PER QUANTO SOPRA

    Sporgo formale querela nei confronti del Procuratore Sebastiano Padovani, per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni. Con costituzione di parte civile, sia nei confronti del soggetto nominato, sia nei confronti della già querelata SERIT – Agrigento. La cui somma da pagare in solido Padovani – SERIT sarà uguale di quella intimata al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    Il querelante ha facoltà di pubblicare sul Sito internet in intestazione e inviare ove riterrà opportuno, sia la presente querela, che altre scritture di specie.

    Allegati:
    N° 1 copia trasmissione documenti alla SERIT Agrigento con allegato, del 25/09/2012.
    N° 3 copie Fax inviati in tre date diverse alla Tenenza di Favara.
    N° 1 copia diffida al Procuratore Sebastiano Padovani del 06/03/2013.
    N° 1 copia Fax del 07/03/2013 inviato in data 07/03/2013 al n° 091 6201193.
    N° 1 copia lettera informativa del 18/03/2013 inviata a mezzo Fax al Procuratore Sebastiano Padovani.
    N° 1 copia denunzia alla Guardia di Finanza per sequestro fascicolo SERET.
    N° 1 CD-R DENOMINATO IGNOMINIE EPOCALI DOCUMENTI GENERALI N° 2 dimensione 331 MB file 183 cartelle 38.
    Si precisa che, in questo CD-R n° 2 vi è stata aggiunta la cartella n° 15 e nelle cartelle 1 – 2 – 6 – 10 – 12, ci sono state delle aggiunte. Il CD-R già agli dal 05/12/2012 è formato di 14 cartelle.

    Distinti saluti

    Favara, li 18/03/2013
    Giacomo Sanfilippo

  12. 12

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO
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    AL DIRETTORE PRO TEMPORE ED
    AL RESPONSABILE LEGALE DELLA
    AGENZIA DELLE ENTRATE VIALE DELLA
    VITTORIA 92100 AGRIGENTO

    Oggetto: LA RESA DEI CONTI.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara, ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce:
    Alla diffida del 10/04/2013 che richiama le diffide e lettere denunce del:13/06/01 – 02/08/01 – 25/09/01 – 06/12/01 – 12/02/02 – 06/03/02 – 14/03/02 – 19/10/02 – 12/11/02 – 31/01/03 – 25/10/03 – 20/11/03 – 04/02/04 – 04/03/04 -10/03/04 – 09/05/06 – 03/06/06 – 10/06/06 – 20/06/06 – 12/10/06 – 21/11/06 – 18/12/06 – 18/12/06 – 25/09/07 – 09/01/08 – 08/02/08 – 08/02/08 – 23/03/09 – 22/06/09 – 03/06/2010 – 07/06/2010 – 31/01/2012 – 08/03/2012 – 11/04/2012. Mirate ad ottenere la cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche, la cancellazione dei fermi amministrativi, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate in virtù di più Sentenze Tributarie illegittime ed incostituzionale emesse da una manica di Giudici con nani cervelli delle CTP e CTR. rimaste senza esito alcuno. Così come, l’ultima diffida del 10/04/2013. Allegato 1 cartella 1 CD-R in allegato. Denominato complotto Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Per cui, il 26/04/2013 ho dovuto sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti del direttore pro tempore ed il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento in carica dalla data 15/04/2013, per rifiuto documentazione, inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Allegati 2 e 3 cartella n° 1.

    Alla diffida del 10/04/2014 nei confronti della SERIT – Agrigento riguardante l’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara. Ciò al fine di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento. File 7 cartella 2.

    La SERIT – Agrigento, con nota del 24/04/2014 ribadisce ancora una volta che le superiore richieste devono essere proposte esclusivamente nei confronti dell’Ente Impositore. Cioè, all’Ufficio delle Entrate di Agrigento, che, proclamandosi titolare del credito, ne richiede la riscossione per il tramite dell’Agente. File 8 cartella 2.

    (((Il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, Leto Pietro Pasquale, che tramite mia lettera – denuncia del 25/10/03, pagine 45-47 File 4 cartella 3, si trovò innanzi a quel falso PVC stilato dai tre sotto indicati millantatori militari delle Fiamme Gialle di Agrigento. Che in data 27/08/94 avevano chiesto ed ottenuto dal PM Pietro Pollidori la documentazione reperita nelle banche nei mesi di Giugno e Luglio 94 per l’utilizzo ai fini fiscali. Peraltro, attestato nella Pagina 6 File 3 cartella n° 3.
    Che, non avendo rilevato alcuna evasione fiscale non hanno inoltrato verbale alcuno. Il PM Pietro Pollidori in mancanza di comunicazione documentale da parte dei detti Militari delle Fiamme Gialle chiese ed ottenne dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del procedimento penale n° 593/94. Pagine 26 – 29 File 6 cartella 3.
    Quindi, la documentazione bancaria di cui sopra per due ordini motivi non doveva essere adoperata per la verifica fiscale e generale nei miei confronti, autorizzata illegittimamente dallo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso.

    Il primo motivo, è che tale documentazione era a disposizione della Guardia di Finanza di Agrigento sin dal 27/08/94 e per la mancata relazione da parte della Guardia di Finanza al PM Pietro Pollidori, il procedimento penale n° 593/94 venne archiviato;

    Il secondo motivo, è che nello stesso provvedimento d’archiviazione non si legge comunque resta indagato per evasione fiscale. Quindi, un vero e proprio abuso di potere sia da parte della Guardia di Finanza, sia da parte del PM Stefano Dambruoso della Procura di Agrigento.

    La Guardia di Finanza di Agrigento che per loschi scopi che leggeremo più avanti, in data 15/02/95 e non entro la data della richiesta di archiviazione, né entro 10 giorni dell’avviso della richiesta di archiviazione avanzata al GIP – SEDE dal PM Pietro Pollidori. E cioè, tre mesi dopo che il provvedimento penale 593/94 era all’archiviazione deposita nota n° 112 UG presso la Procura di Agrigento, nella quale si legge che la ditta Sanfilippo Giacomo deve essere sottoposta a controllo fiscale eccetera, eccetera. Il PM Pietro Pollidori che per il fatto che aveva chiesto ed ottenuto dal GIP Rita Carosella l’archiviazione del detto provvedimento 593/94 non l’ha preso in considerazione.

    A prenderla in considerazione è stato lo sparatore alla CROCE ROSSA PM Stefano Dambruoso e seduta stante emette illegittimo provvedimento n° 112 UG delegando la Guardia di Finanza per la perquisizione della mia abitazione e per il controllo fiscale e generale nei miei confronti.
    Illegittimo, in quanto, non ha osservato quanto si legge nella prima pagina ed emette provvedimento che si legge nella seconda pagina, che viene annientato dalle attestazioni dei tre viscidi militari delle Fiamme Gialle, che per la verifica hanno adoperato la documentazione reperita nelle banche nel Giugno e Luglio 94. pagina 6 File 3 cartella 3;
    Dalle attestazioni, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e pertanto le situazioni accertate vengono qui di seguito esposte allo scopo di fornire all’Ufficio elementi di valutazioni. Pagina 31 File cartella 3;
    Dalle attestazioni del Tenente Gaspare Cilluffo della stessa Guardia di Finanza di Agrigento, che afferma, durante le operazioni di verifica sono stati svolti controlli incrociati presso imprese e persone che avevano intrattenuto rapporti economici con il signor Sanfilippo Giacomo. Ciò, al fine di ricostruire i ricavi dell’esercizio delle attività economiche connesse con l’allevamento di conigli e la mediazione in affari e ulteriori operazioni aventi vantaggi economici delle quali gli operanti non disponevano né dispongono di nessun elemento certo. Queste ultime operazioni, come si evince dall’allegato n° 3 (verbale delle operazioni compiute a carico di Sanfilippo Michele) non hanno evidenziato situazioni tali da dover essere fatti oggetto di menzione in questa trattazione. Pagina 92 cartella 3.
    A completare l’opera sono stati i Funzionari della locale Agenzia delle Entrate che nella loro totale incapacità di intendere e di volere hanno emesso più accertamenti per gli anni 1992 – 1995. Quando erano più che certi che nel foglio 18 che si riferisce all’anno 1992 esiste una contabilità di lire 24.481.000 errata. Corretta lire 23.735.000 Pagina 51 File 3 cartella 3;
    E nel foglio 20 che si riferisce all’anno 1993 esiste una contabilità di lire 49.177.319 errata. Corretta lire 60.864.319 pagina 69 File 3 cartella 3;
    Ma i Funzionari di pessima professionalità non si sono fermati solo ad emettere gli accertamenti per gli anni 1992 -1993 ignorando i superiori errori di sommata. Assolutamente. Hanno continuato ad emettere accertamenti anche per gli anni 1994 e 1995.
    Quando era loro dovere informare il direttore pro tempore dott. Coppola e successivamente il dott. Giorgio Verduci della locale Agenzia delle Entrate, che il PVC stilato dai tre militari delle Fiamme Gialle con l’anima nera come la pece era ed è pieno dei vizi già citati; Dal vizio che si legge nella prima pagina sottoscritta dal PM Pietro Pollidori, che attesta: considerato che appare assolutamente necessario acquisire al procedimento penale n° 593/94 copia relativa alle dichiarazioni dei redditi per gli anni 1992 e 1993 di Sanfilippo Giacomo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli. Quindi, gli iniqui operanti la verifica non avevano alcun motivo di includere alla verifica anche gli anni 1994 e 1995;
    E dal vizio, che al momento della chiusura del tragico PVC, per l’anno 1994 c’erano 41 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più. E perciò doveva essere assolutamente invalidato.

    E alle terrificante attestazioni del reo confesso Maresciallo già Brigadiere Garziano Rosario della Guardia di Finanza di Agrigento. Peraltro, trascritte dall’audio-cassetta dalla Procura di Agrigento in virtù del fascicolo n° 2095/1 mod. 45. Che, stando al numero del fascicolo è stato aperto per le due denunce con invio libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 edito nel Settembre 2001. Al Procuratore Piero Grasso della Procura antimafia di Palermo e al Procuratore Pier Luigi Vigna della Procura antimafia di Firenze. E non sulla mia prima querela del 05/02/02 sporta nei confronti di: Fabio Migliori Capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Maresciallo già Brigadiere della Guardia di Finanza di Agrigento. E nei confronti del Maresciallo dei Carabinieri di Favara, Epifanio Giordano. Pagine 5 e 6 File 3 cartella 3.

    Ed affidato al PM Carmine Olivieri, dalla quale trascrizione prendiamo in esame le pagine 2,4,5,6,8,13,14, 15,16,21,25,26,28.
    A pagina 4, il Maresciallo reo confesso attesta: il Capitano quando abbiamo fatto gli accertamenti bancari aveva visto che lei faceva, da una parte li metteva, dall’altra parte li prendeva. Erano giro banca e non c’era nulla e poi nulla ai fini fiscali;
    A pagina 5 attesta: l’Autorità Giudiziaria autorizzò a fare il controllo fiscale nei suoi confronti non potendolo incastrare per altre cose l’ha voluto incastrare per il fatto… ha capito cosa è stato? Nella stessa pagina attesta: che non si poteva rifiutare di firmare il PVC perché era un militare sott’ordine. Quindi, un ubbidir tacendo;
    A pagina 13 attesta: lì per lì non era niente, perché era un atto e gli mancava il biglietto da potere allegare. Il biglietto che gli mancava, e che mi estorse con il suo sporco potere, era il mio biglietto da visita che per darmi delle arie avevo messo che ero procacciatore di affari;
    A pagina 14 attesta: siccome la legge bancaria, purtroppo non contempla il fatto che… siccome lei faceva come i giochi di tre carte… quelli li passava qua, quelli li passava là, bastava un po’ di attenzione in più… ma comunque… guardi non è cosa del maresciallo Falsone perché ricevette degli ordini dal capitano;
    A pagina 15 attesta: ha ricevuto ordine dal capitano… questo glielo posso assicurare io che il capitano disse, andate a fare questa verifica generale… ed è venuto pure lui. Ma chi l’ha ordinata di farla camuffata? Il capitano o il Maresciallo di testa sua l’ha camuffata? Risponde: e vabbè… la firmata pure il capitano la verifica… eh… e certo lui. Poi, al Maresciallo gli ha consigliato delle cose… io ad esempio non firmavo per modo di dire va… io intanto non firmavo… non è lo stesso… non cambia niente… se gli diceva… lei firmasse… sarà indulgente… sarà che… intanto… ahh… voi due parlavate… a me neanche mi scoglionava proprio vedere tanti altri lavori a Favara che ci stavano gente che fanno fatture false dalla mattina a sera… proprio da lei che vendeva conigli dovevano venire?;
    A pagina 21 attesta: la fonte del suo male non è stato il Maresciallo Falsone, ma il Maresciallo Giordano dei Carabinieri di Favara, soprattutto un suo amico che ha fatto il delatore, dicendo al Maresciallo che dava danaro a strozzo. Poi il resto chiaramente l’ha fatto il Maresciallo Giordano per fare carriera;
    A pagina 25, alla mia affermazione che avevo mandato il libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA DUE pubblicato nel Settembre 2001, al Colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Conti, risponde: io innocente sono;
    A pagine 26 attesta: che ho fatto bene a mandare il libro al Colonnello della Guardia di Finanza; al Colonnello dei Carabinieri; al Prefetto di Agrigento; alla dirigenza della Agenzia delle Entrate di Agrigento; al presidente del Tribunale di Agrigento; al Procuratore Capo della Procura di Agrigento, perché aprissero una inchiesta. Risponde, gli elementi li hanno tutti;
    A pagina 28 nega di avere usato la documentazione bancaria requisita nei mesi di Giugno e Luglio del 94 per le indagini riguardante il fascicolo 593/94 art. 644, procedimento archiviato in sede di indagini dal GIP Rita Carosella per delle SIT a mio carico. E tanto altro ancora. Pagine 14 – 44 File 4 cartella 3.
    Le pagine di questa cartella si leggono in lingua sicula. Nelle pagine 168 – 178 del libro IGNOMINIE EPOCALE VOL I si leggo in lingua nazionale. Cartella 4. Così come nelle pagine 80-89 del Sito Internet in intestazione.

    Anziché porre rimedio all’intricante situazione ch’era quello che non avevano fatto i dottori Coppola e Verduci, di formulare nota informativa nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle; nei confronti del Maresciallo guerrafondaio Giordano Epifanio dell’Arma Benemerita; nei confronti dei dirigenti e funzionari incapaci di intendere e di volere che hanno emesso gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995 e depositarla presso la Procura di Agrigento per le dovute indagini preliminari e alla conclusione delle indagini iscriverli nel registro di notizie di reato loro commesso. Il 18/11/03, per non far scoprire gli scheletri che tenevano gelosamente nascosti nei loro armadi, tirò dalla sua parte l’Ispettore Salvatore Vaiarelli e gli ha fatto attestare quanto a lui, ai militari delle Fiamme Gialle e agli altri annidacchiati all’interno della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento faceva comodo. Pagine 49-62 File 4 cartella 3.

    Infatti, il subdolo Vaiarelli, nella sua relazione Ispettiva non parla del dossier rielaborato già in possesso dal direttore pro tempore Leto Pietro Pasquale. Come in effetti, si legge nelle note prot. n° 268/03 UI e prot. n° 93835/03 UI. Sottoscritte dal direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Sicilia Ufficio Ispettivo di Palermo, dott. D’Amato. Pagine 63-75 File 4 cartella 3.
    Il dott. Mazzarelli della Agenzia delle Entrate direzione Regionale di Palermo, in virtù di tutte quelle scelleratezze attestate dal Vaiarelli, formula nota informativa e la invia al Generale B. Cosimo Sasso della Guardia di Finanza della Regione Sicilia.
    Quest’ultimo, formula nota informativa e la invia al Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento.
    Quest’ultimo, formula due note informative e le manda al Procuratore Capo della Procura di Agrigento dott. Ignazio De Francisci.
    Quest’ultimo, affida le dette note al PM Caterina Salusti affinché soddisfi le richieste del Colonnello Conti che gli chiedeva di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari del Corpo della Guardia di Finanza. Pagine 76-79 File 4 cartella 3.
    Nelle pagine 80-83 File 4 cartella 3, si legge la richiesta di archiviazione del provvedimento n° 834/08 mod. 21 iscritto sulla querela sporta presso la Procura di Agrigento per diffamazione nei miei confronti, dai due MARAMALDI Leto e Spoto, della Agenzia delle Entrate di Agrigento, affidato al PM Andrea Bianchi. Che, dopo le relative indagini avanza richiesta di archiviazione al GIP – sede. Il GIP Stefano Zammuto, il 13/05/2010 condivide le ragioni addotte nella richiesta che precede, che fa proprie, dispone l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al PM.

    Mentre dalla prima, alla quarta pagina del File 4 cartella 3, si legge l’annullamento senza rinvio della Sentenza relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste. Da parte della Suprema Corte di Cassazione. E la revoca della Sentenza 259/96 emessa arbitrariamente dal Giudice di legge penale Maria Agnello Presidente del Collegio giudicante di Agrigento.

    Il 31/01/2012 ho formulato ulteriore diffida e l’ho inviata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento diretta dal direttore pro tempore La Rocca Giuseppe, già querelato in data 10/11/2011;
    Al direttore Generale delle Agenzie delle Entrate e direttore di EQUITALIA Attilio Befera;
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti. Ma, evidentemente: Attilio Befera; Mario Monti ed il direttore pro tempore dell’Ente Fiscalità Roma, chiamato in causa da Mario Monti, si sono fatti querelare per inadempienza professionale.

    Cartella 5 per Attilio Befera.
    Cartella 6 per Mario Monti.
    Cartella 7 per l’Ente Fiscalità Roma.
    Cartella 8 per gli esposti – denuncia a Giulio Tremonti.
    Cartella 9 per gli esposti – denuncia a Tommaso Padoa Schioppa.
    Cartella 10 per le Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici con nani cervelli.
    Cartella 11 per le Sentenze penale revocate dal giudice Maria Agnello.
    Cartella 12 per tutte le querele.
    Cartella 13 Sanfilippo – Agenzia Entrate – Palermo.
    Cartella 14 Sanfilippo Procura inchiesta usura ed evasione fiscale.
    Cartella 15 per la trascrizione audio-assetta.
    Cartella 16 per la costituzione parte civile.
    Cartella 17 per Procure: (AG) (PA) (CL) (FI) e Procura Generale Corte di Appello di Palermo.
    Cartella 18 Sanfilippo – Carabinieri di Favara e Agrigento.
    Cartella 19 per la relazione Vaiarelli; direttore pro tempore Mazzarelli di Palermo; Guardia di Finanza di Palermo; Guardia di Finanza di Agrigento e Procura di Agrigento.
    Cartella 20 per complotto Guardia di Finanza Agenzia Entrate.
    Cartella 21 per Sanfilippo – presidenti e Ministri d’Italia.
    Cartella 22 per opposizione alla richiesta di archiviazione al GIP, avanzata dal PM Antonella Pandolfi, procedimento penale 5718/11 mod. 21, che, come gli altri PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli della Procura di Agrigento e Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, che per non fare scoprire le iniquità commesse dai due PM sparatori alla CROCE ROSSA Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso; Quelle dei tre associati per delinquere militari delle Fiamme Gialle già citati, che per favorire chi di loro dovere che mi voleva condannato per evasore fiscale, se non per usura, falsificarono il PVC; Quelle dei dirigenti e funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Trasformata a postribolo di gentaglia viscida e malfamata dall’insediamento del Leto Pietro Pasquale; e quelle commesse dai giudici poveri di cervello che emisero più Sentenze con il rigetto poggiandole sulla Sentenza penale n° 259 emessa e successivamente revocata dal giudice Maria Agnello. Ignorando i richiamati fogli 18 e 20 che presentano degli errori di sommata non indifferente. Ignorando le attestazioni dei tre vili militari delle Fiamme Gialle, che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Pagina 31 File 3 cartella 3.
    Ignorando la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la Sentenza n° 259 del 96 relativamente all’anno 1994 perché il fatto non sussiste da cui derive la revoca delle Sentenze penale. Pagine 1- 4 File 4 cartella 3.
    Addirittura, il Giudice Luigi Birritteri che ha presieduta la Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento del 07/02/2000 ha emesso la Sentenza n° 52/2000 col rigetto richiamando gli anni di imposta 1992 – 1993 – 1994; attestando che il PVC è esente da vizi; richiamando il foglio 20 che come già detto presenta una contabilità errata di lire 11.687.000 e richiamando la Sentenza penale n° 259 del 96, che come già detto è stata revocata dallo stesso Giudice Maria Agnello.
    Il PM Antonella Pandolfi non controverte le mie scritture pubblicate con forte accuse fondate nei confronti di più personaggi appartenenti a vari Istituzioni e dopo 27 mesi di pettinare bambole emette una piatta richiesta di archiviazione. Pagine 2 File 1 cartella 19))).
    Cartella 23 per le memorie difensive depositate in Tribunale GIP in data 15/04/2014.
    Cartella 24 per ulteriore memorie difensive al Tribunale GIP Agrigento del 15/05/2014.

    PER QUANTO SI LEGGE SOPRA E NELLE RISPOSTE DELLA SERIT – AGRIGENTO DEL 04/04/2013 e del 24/04/2014

    Si diffida l’attuale direttore pro tempore e l’attuale responsabile legale della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate. E di erogare la già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.

    CON AVVERTIMENTO

    Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data di ricezione della presente diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per: Abuso di potere; tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Reiterazione di reato continuato e aggravato dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste mai controverse: Né da parte di codesta Agenzia delle Entrate di Agrigento, né da parte della Agenzia delle Entrate di Palermo, né da parte di Attilio Befera, né da parte dell’Ente Fiscalità Roma, né da parte di Mario Monti, né da parte di Giulio Tremonti, né da parte di Tommaso Padoa Schioppa, né da parte della SERIT – Agrigento, né da parte dei 5 PM: Olivieri, Salusti, Cameli, Carnimeo, Pandolfi; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati millantatori militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico.

    Copia della presente diffida sarà depositata presso il Tribunale GIP di Agrigento.
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e sarà inviata ove l’esponete riterrà opportuno.

    Allegati:
    Copia diffida alla SERIT – Agrigento del 10/04/2014;
    Copia risposte dalla SERIT – Agrigento del 04/04/2013 e del 24/04/2014;
    Copia delle su citate pagine trascritte dalla Procura di Agrigento 2,4,5,6,8,13,14,15,16,21,25,26,28.
    Uno CD-R della dimensione 587 MB 359 File 85 Cartelle.

    In attesta di Vostro cortese riscontro si porgono,
    Distinti saluti.

    Favara, li 15/05/2014.
    Giacomo Sanfilippo

  13. 13

    Giacomo Sanfilippo

    DIFFIDA ADEMPIMENTO ALLA SERIT – AGRIGENTO AD ESIBIRE DOCUMENTZAIONE RELATIVA AL TARTASSAMENTO CON MINACCE PER IL RECUPERO DELLE SOMME DA ME NON DOVUTE ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE DI AGRIGENTO.
    Per leggere la diffida adempimento, le memorie difensive e l’opposizione clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 336.
    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA N° 14475456150-5
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TELEF. 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
    Clicca su http://www.sanfilippo-editore.it
    E-mail: info@sanfilippo-editore.it

    ALLA SPETTABILE DIREZIONE SERIT – SEDE
    DI 92100 AGRIGENTO

    Oggetto: Diffida adempimento.
    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce all’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara. Per dirle, di smettere di tentare di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Qualora codesta SERIT – Agrigento è in possesso di documentazione da parte della locale Agenzia delle Entrate, recante la data dopo il 10/04/2013, data in cui il direttore pro tempore di detta Agenzia delle Entrate è stato diffidato a: revocare gli importi reclamati; cancellare il mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; cancellare le ipoteche sui miei beni immobili e i fermi amministrativi emessi abusivamente da detta Agenzia delle Entrate. E successivamente querelato unitamente al legale responsabile di detta Agenzia delle Entrate, per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Dove si legge che la locale Agenzia delle Entrate autorizza in eterno codesta SERIT – Agrigento a mandarmi minacciose cartelle di pagamento nel tentativo di riuscire ad estorcermi somme di danaro da Essa reclamate con delle cartelle di pagamento emesse sulla scorta di più Sentente illegittime ed incostituzionale decise da una manica di Giudici Tributari partigiani e privi di senso logico, codesta SERIT – Agrigento si adoperi alla vendita dei miei beni immobili già pignorati e i miei beni mobili col fermo amministrativo.

    Qualora codesta SERIT – Agrigento non è in possesso di alcun documento di continuazione di tartassamento con minacce per il recupero di somme da me non dovute alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, sarà codesta SERIT – Agrigento a sporgere querela nei confronti del direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancata comunicazione inerente al mancato riscontro alla diffida del 10/04/2013.

    Si precisa che, trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data della ricezione della presente, mio malgrado, sporgerò querela nei confronti del direttore pro tempore di codesta SERIT – Agrigento, per tentata estorsione con minacce, calunnia e favoreggiamento verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    La presente sarà pubblicata sul Sito internet in intestazione e sarà inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    Per la diffida del 10/04/2013 vedi fax inviatovi in data 11/04/2013 ore 10.58. Comunque, può scaricarla alle pagine 286-288 del Sito Internet in intestazione.

    Distinti saluti.
    Favara, li 10/04/2014
    Giacomo Sanfilippo

  14. 14

    Giacomo Sanfilippo

    MEMORIE DIFENSIVE DA INTEGRARE AL PROCEDIMENTO PENALE N° 5718/11.MOD. 21. OPPOSTO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE AVANZATA DAL PM ANTONELLA PANDOLFI AL GIP – SEDE AGRIGENTO
    Per leggere le memorie difensive e l’opposizione clicca su http://www.sanfilippo-editore.it e vai su lettere e denunce. Nello specifico, alle pagine 322 – 349.

    GIACOMO SANFILIPPO
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    ALLA SPETTABILE SEGRETERIA DEL GIP
    PRESSO IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO

    OGGETTO: memorie difensive da integrare all’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11 RG MOD. 21 avanzata al GIP – SEDE dal Sostituto Procuratore dott.ssa Antonella Pandolfi ai sensi dell’art.408, co. 2° CPP.
    In data 08/10/2012, sporgevo querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuità dell’emissioni di avvisi di pagamento, iscrizioni di ipoteche sui miei beni immobili e fermi amministrativo sui miei beni mobili in virtù di numerose cartelle di pagamento emesse abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, nei confronti dell’attuale dirigente e del – dei dirigenti della SERIT – Agrigento, che dal 04/02/04 ad oggi si sono susseguiti. Allegato 1 pagine 3.

    In data 06/03/2013, diffidavo lo Staff di Direzione Segreteria Affari Generali in persona del Procuratore Sebastiano Padovani presso piazza Metello 28 Agrigento. Nella quale si legge: Diffida revoca importi, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche emesse illecitamente da codesta SERIT – Agrigento. Avvertendolo: Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni mi vedevo costretto, mio malgrado, ad esporre denuncia presso la Guardia di Finanza di Agrigento che provvederà sequestrare e verificare il fascicolo col mio nominativo. E denuncia – querela per favoreggiamento alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, tentata estorsione, falso e calunnia, presso la Procura di Agrigento. Allegato 2 pagine 9.

    In data 18/03/2013 sporgevo querela nei confronti del Procuratore Sebastiano Padovani, per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni. Con costituzione di parte civile, sia nei confronti del soggetto nominato, sia nei confronti della già querelata SERIT – Agrigento. La cui somma da pagare in solido Padovani – SERIT sarà uguale a quella intimata al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Allegato 3 pagine 2.
    In data 03/04/2013, la SERIT – Agrigento riscontra la mia diffida del 06/03/2013 attestando che ogni azione tesa al disconoscimento del debito, recato dai ruoli formati a mio carico, nei confronti degli Enti Impositori titolari del credito. Cioè, l’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Allegato 4 pagine 2.

    In data 10/04/2013 diffidavo il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento a revocare gli importi reclamati; cancellare il mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; cancellare le ipoteche sui miei beni immobili e i fermi amministrativi emessi abusivamente da detta Agenzia delle Entrate. Copia di tale diffida è stata inviata a mezzo fax all’attenzione del Procuratore della SERIT Sebastiano Padovani. Ed inoltre, ho inviato presso lo Spettabile Comando Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento, un esposto denuncia avente ad oggetto: sequestro e verifica del mio fascicolo presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento. Successivamente l’ho querelato unitamente al legale responsabile di detta Agenzia delle Entrate, per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi. Allegato 5 Pagine 13.

    In data 09/04/2014, tramite il municipio di Favara mi viene notificato ai fini interruttivi della prescrizione, l’intimazione di pagamento entro 5 giorni della data di notifica dell’avviso n° 29120040010482330000 €170.822,08 per cartella di pagamento emessa in data 20/05/2004.

    Il 10/04/2014 è stata indirizzata alla dirigenza della SERIT – Agrigento, diffida adempimento ad esibire la documentazione da parte della locale Agenzia delle Entrate attestante la continuazione del tartassamento con minacce per il recupero di somme da me non dovute alla Agenzia delle Entrate di Agrigento. Con avvertimento: che trascorso infruttuosamente 10 giorni dalla ricezione della diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela nei confronti dell’attuale direttore pro tempore della SERIT – Agrigento, per tentata estorsione con minacce, calunnia e favoreggiamento verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Allegato 6 pagina 2.

    Con tale notifica, i già diffidati e querelati direttore pro tempore ed il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, in carica all’atto della ricezione della diffida del 10/04/2013, hanno commesso e fatto commettere alla SERIT – Agrigento ulteriore reiterazione di reato già denunciato nella querela depositata in Procura di Agrigento, in data 10/11/2011 e in altre diffide e querele depositate nel fascicolo 5718/11 mod. 21, opposto all’archiviazione e sotto oculato esame da codesto Spettabile Tribunale GIP dal 10/03/2014;
    Dal Procuratore Capo dott. Renato Di Natale. Allegato 7 pagina 1;
    Dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo. Allegato 8 pagine 2;
    E dal Ministero dalla Giustizia in persona del Ministro Andrea Orlando. Allegato 9 pagine 3.

    GIOVA RICORDARE

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    Il grande Generale condottiero di guerre con gli elefanti e con innumerevoli militari senza Dio né Santi, Annibale, il cui motto era: “gran differenza v’è tra il saccheggiare le terre altrui e il vedere messe a fuoco e straziate le proprie”, venne sconfitto a ZAMA l’attuale CARTAGINE, dal piccolo Generale Scipione l’Africano.

    Troy, dopo più di 10 anni di battaglie promosse dai Greci, venne tratta in inganno dal cavallo di legno costruito dall’ingegnoso Achille, e dalla complicità del tragediatore Sinone, venne rasata al suolo.

    Il PM Antonella Pandolfi ch’era conscia che questa iniqua storia era incardinata sulle falsità e che esistevano tre CAVALLI DI TROY. Perché non ha posto rimedio alla ricezione della querela del 05/12/2012 per inadempienza professionale sporta nei confronti del Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti, se non prima, ed ha aspettato invece, 27 mesi per formulare una piatta richiesta di archiviazione? Vedi allegato 7 dell’opposizione.

    I Greci, perché Paride rubò la moglie a Menelao, hanno pareggiato i conti con la distruzione di Troy.

    Scipione l’Africano, perché Annibale aveva ammazzato in campo di battaglia, suo padre e suo zio, fratello di suo padre, pareggiò i conti con Annibale. Ed ha messo fine anche alla seconda guerra Punica.

    Per la mia incruenta guerra voluta dal guerrafondaio Maresciallo dei Carabinieri di Favara, perché voleva fare carriera a mie spese e che va avanti per lunghi 20 anni senza testa e senza coda, col bene stare dei sette sotto mentovati PM, sarà codesto Tribunale GIP ed il Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo che avocherà a se il fascicolo di cui trattasi, a mettere fine a questi soprusi commessi nei mie confronti e a far pareggiare i conti con la Giustizia agli implicati in questo colossale complotto politico giudiziario.

    Nell’ordinare al PM Antonella Pandolfi di iscrivere correttamente i capi di imputazione come da pagina 14 della querela nei confronti dei signori: La Rocca Giuseppe, nato il 23/12/1963 ad Agrigento ed ivi residente in Agrigento in via Plebis Rea n° 47;
    Spoto Stefano, nato il 30/10/1950 per fatale residenza in Agrigento, via Regione Siciliana n° 109.
    Già iscritti nel registro di notizie di reato in data 15/11/2011 per (inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR e SERIT – Agrigento) e rinviarli a giudizio.
    E ordinare l’esperire le indagini e rinviare a giudizio per i reati commessi dai personaggi nominati nelle diffide e querele depositate nel fascicolo 5718/11/Mod. 21, di cui ci stiamo occupando.
    E ordine l’esperire le indagini con il rinvio a giudizio nei confronti degli altri personaggi che si leggono nelle querele già archiviate nella totale inosservanza della legge, dai PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Alcune delle quale le hanno archiviate con la ridicola dicitura scadenza dei termini, pur essendo le denunce – querele presentate in continuativo e nessuna delle quale la Procura di Agrigento le ha dichiarate improcedibile, o reato infondato, pur avendo agli atti documentazione di dominio pubblico; atti giudiziari e atti di Ufficio.
    (Commettendo il più grande errore che uno PM possa commettere, per favorire una manica di criminali organizzati nascosti sotto nobile vesti di più Istituzioni, e per avere lasciato in mezzo al fascicolo n° 2068/04/mod.21 del 03/06/04, le quattro compromettente note appresso indicate:
    Nota del 15/01/2004/prot.120/RIS del Direttore della Agenzia delle Entrate direzione Regionale della Sicilia, al Generale B. Cosimo Sasso Comandante Regionale Sicilia Guardia di Finanza via Cavour 2 Palermo, a firma dott. Mazzarelli;
    Nota del, data non leggibile, n° 9557/262/prot. del Comando Guardia di Finanza Regionale Sicilia al Comandante Provinciale Guardia di Finanza – Agrigento per l’esame e, previo contatti con l’AG competente le valutazioni della portata delle affermazioni scritte nella documentazione in essa contenuta, per le eventuali iniziative di competenza, a firma Generale B. Cosimo Sasso;
    Nota del 05/02/2004 prot. 2801/OPER/262 a firma del Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, alla Procura di Agrigento, chiedendo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, di valutare l’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari e del Corpo della Guardia di Finanza;
    Nota del 14/06/2004prot.17599/OPER/162 a firma Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, alla Procura di Agrigento, chiedendo di valutare la possibilità di far conoscere le decisioni assunte in merito all’eventuale rilevanza penale delle affermazioni dell’esponente Giacomo Sanfilippo nei confronti dei militari del Corpo della Guardia di Finanza. Allegato 17 pagine 4).

    Così, tutti i personaggi da me citati in tutte le querele che per i loro loschi scopi si sono implicati in questo colossale complotto politico giudiziario, la smetteranno di reiterare reati giorno dopo giorno e di nascondersi sotto le toghe dei Magistrati come nella fattispecie.

    Per quanto riguarda invece, la disciplina nei confronti dei PM: Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso che per voler far di me persona onesta, un criminale. E Per i PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi e Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, chiamato in causa dalla Procura di Agrigento per fatti sussumibili a reati commessi da Magistrati, nello specifico Pietro Pollidori, che per cercare di occultare le scelleratezze commesse da una turba formata da: Spie di paese; militari dell’Arma Benemerita e del Corpo della Guardia di Finanza; Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo; Funzionari della SRIT – Agrigento e di Palermo; Politici di alto rango; Magistrati dell’AG di Agrigento, Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso, capitanati dal dott. Ignazio De Francisci; Giudici di primo, secondo e terzo grado penale; Giudici Tributari di Agrigento e di Palermo; CSM. E altri due PM della Procura di Agrigento che non hanno nulla a che vedere in questa sede. Hanno trasformato la Procura di Agrigento e di Caltanissetta a FUCINA DEI CICLOPI, se ne occuperà l’attuale Ministro della Giustizia Andrea Orlando)
    Si chiede inoltre, l’audizione per la deliberazione in Camera di Consiglio quanto alla mia opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale n° 5718/11/mod.21. del 10/03/2014, dandomene comunicazione a mezzo Ufficiale notificatore del provvedimento che codesto Tribunale GIP emetterà ai sensi dell’art. 410 c.p.p e 127 c.p.p.

    Allegato:
    uno fascicolo composto di 17 allegati.

    Con Osservanza.
    Favara, li 15/04/2014
    Giacomo Sanfilippo

  15. 15

    Giacomo Sanfilippo

    UDIENZA DEL 29/09/2014 TRIBUNALE GIP AGRIGENTO
    Leggi l’iniqua storia su http://www.sanfilippo-editore.it cliccando su lettere e denunce e GIORNALE LA VOCE CHE TUONA

    PRO MEMORIA

    Affinché la SV Illustrissima se ne faccia una valida ragione che le mie parole dette, scritte e (pubblicate su cartaceo, Televisione e Internet) mai controverse dai signori nominati con nomi e cognomi coinvolti in questo colossale complotto politico – giudiziario consumatosi ai danni del sottoscritto colpevole solo d’essere un uomo onesto, non sono offensive, ma sì colorite.
    Ripercorre la tratta dei Funzionari e Dirigenti infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo. Guerrafondai e Guerriglieri ad oggi incruenti, con mutuo soccorso ramificato a tentacoli…, contro un uomo onesto che combatte contro tutti i signori nominati nei miei incontrovertibili scritti che usano il diritto della forza, per soffocare la forza del diritto che tarda ad arrivare sin dal 28/06/2002, data in cui, è stata depositata dalla PG – Agrigento la trascrizione dell’audio – cassetta. (Ignorata da: Più Magistrati dell’AG di Agrigento e di Caltanissetta; Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo; SERIT Agrigento; Due Presidenti della Repubblica italiana; Uno vicepresidente e 25 menbri del CSM; Tre Presidenti del Consiglio dei Ministri con a seguito i loro Ministri della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze. Hanno ignorato anche: La Sentenza della Suprema Corte di Cassazione; La revoca della Sentenza 259 del Giugno 1996 emessa arbitrariamente dal Giudice Maria Agnello del Tribunale penale di Agrigento e tutte le mie pubblicazione).
    Per i Nominativi che si sono persi nei loro misteri e in quelli degli altri, vedi prima pagina della querela del 05/08/2014 depositata in pari data presso la cancelleria del Tribunale GIP Agrigento.

    PRIMO FALDONE

    I Funzionari redigenti gli accertamenti, sotto la direzione dei direttori Francesco Coppola e Giorgio Verduci, hanno emesso più accertamenti per gli anni 1992 – 1995 a fronte d’un PVC pieno di vizi. Quali: Errori di sommata esistenti nei fogli 18 e 20. E inosservanza della legge della presentazione della dichiarazione dei redditi per gli anni 1994 e 1995.
    Per i nominativi che hanno emesso gli accertamenti vedi pagine 9 – 14.
    Per gli errori di sommata ed altro, vedi pagine 15 – 18. Primo Faldone.

    SECONDO FALDONE

    Il successore di Francesco Coppola, Giorgio Verduci, in data 06/12/2001 riceve il mio libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 LA RISCOSSA pubblicato nel Settembre 2001. A pagina 288 viene riportato il dispositivo della Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che attesta: La Corte suddetta annulla senza rinvio la Sentenza impugnata nel capo relativo al reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativi all’anno 1994 perché il fatto non sussiste ed elimina la pena di giorni 15 di arresto e lire 1.000.000 di ammenda; rigetta nel resto la Sentenza impugnata. Così come viene riportata nella pagina 123 del libro IGNOMINIE EPOCALI VOL I leggibile alla cartella 14 dei CD-R in Suo possesso.

    In data 12/02/02 riceve una copia dell’audio – cassetta della registrazione tra me e il reo confesso Maresciallo della Guardia di Finanza di Agrigento, Garziano Rosario.
    Al Verduci, spettava il compito di fare trascrivere l’audio – cassetta e, in virtù del contenuto attestato da un perito e in virtù delle attestazioni esistenti nel libro edito nel 2001, avrebbe dovuto denunciare presso la Procura di Agrigento: il Capitano Migliori Fabio, per avere ordinato al Maresciallo M. Falsone Nino e al Brigadiere Garziano Rosario di falsificare il PVC, per favorire chi di suo – loro dovere. Gli infedeli redattori gli accertamenti e auto denunciarsi per avere emesso e firmato più accertamenti in virtù di un PVC pieno di vizi. Si è limitato solo a farmi arrivare l’esonero delle somme richiestomi per le marche da bollo.
    Per la ricezione del libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2, vedi pagine 1 e 2.
    Per la ricezione dell’audio – cassetta, vedi pagine 3 e 4.
    Per lo sgravio delle somme, vedi pagine 16 – 18. Secondo Faldone.

    TERZO FALDONE

    Il successore di Giorgio Verduci, Leto Pietro Pasquale, il 28/10/03 mi concesse un colloquio, durante il quale, si promise che avrebbe letto il libro di cui sopra; la documentazione dall’audio – cassetta già fatta trascrivere dalla Procura di Agrigento ed avrebbe osservato anche la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione che portò alla revoca della Sentenza n° 259 del 96 emessa in totale arbitrio dal Giudice Maria Agnello del Tribunale penale di Agrigento. Che tutti i Giudici Tributari delle CTP e CTR, per rigettare i miei ricorsi si sono serviti di tale Sentenza anche dopo che era stata revocata.

    Il 18/11/03, invece, tirò dalla sua parte l’Ispettore Vaiarelli Salvatore ch’era stato mandato dalla Agenzia delle Entrate di Palermo per dare corso al mio dossier rielaborato e gli ha fatto attestare più falsità.
    Stessa data, fa attestare dalla Galluzzo Antonina che tutti gli atti impositivi, pienamente legittimi perché fondati su dati di fatto non opportunamente smentiti dalla SV, sono stati dichiarati validi dalla CTP di Agrigento.
    In data 28/01/04, mi arriva comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria.
    Il 05/03/04, il falso Leto risponde personalmente alla mia richiesta di cancellazione delle ipoteche emesse abusivamente, del 04/02/04.
    Per il dispositivo Suprema Corte di Cassazione, revoca Sentenza n° 259 del 96 e Certificato Generale Casellario Giudiziale, vedi allegato 1. Terzo Faldone.
    Per la documentazione audio-cassetta trascritta dalla Procura di Agrigento, dove, il reo confesso Garziano Rosario alle pagine 2,4,5,6,8,13,14,15,16,21, 25,26,28, e in altre pagine, confessò tutte le malefatte, allegato 2 Terzo Faldone.
    Per la lettera del 18/11/03 a firma Antonina Galluzzo, vedi pagine 1 e 2 allegato 3.
    Per la comunicazione avvenuta iscrizione ipotecaria, vedi pagine 3 e 4 allegato 3.
    Per la lettera del 05/03/04 a firma del falso Leto, vedi pagine 5 e 6 allegato 3 Terzo Faldone.
    Per le due note del direttore Mario D’Amico dell’Agenzia delle Entrate di Palermo, vedi pagine 1 e 2 allegato 4.
    Per l’infedele relazione Vaiarelli Salvatore, vedi pagine 3 – 15 allegato 4.
    Per la nota dott. Mazzarelli dell’Agenzia Entrate Palermo, vedi pagina 16 allegato 4.
    Per la nota Generale B. Cosimo Sasso comandante in capo Guardia di Finanza della Sicilia, vedi pagina 17 allegato 4.
    Per le note del Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, vedi pagine 18 e 19 allegato 4 Terzo Faldone.

    In data 25/01/05 e 28/01/05, negli Uffici della PG Polizia di Stato di stanza presso la Procura di Agrigento, viene sentita a SIT l’Antonia Galluzzo che, per stare in linea con le falsità attestate nella lettera del 18/11/03 attestò una montagna di falsità.
    In data 20/04/05, viene sentito a SIT il Leto Pietro Pasquale, anche lui, attestò un accumulo di falsità perché doveva stare in linea con le altre falsità del 05/03/04.
    In data 07/02/05 – 08/02/05 – 27/04/05, vengo sentito a SIT ed ho attestato tutta la verità per come si sono svolti i fatti.
    Per le SIT rese dall’Antonina Galluzzo, vedi pagine 1 – 6 allegato 5.
    Per le SIT rese dal Leto Pietro Pasquale, vedi pagine 7 e 8 allegato 5.
    Per le SIT rese da me, vedi pagine 9 – 18 allegato 5. Terzo Faldone.
    Nel Gennaio 2008, i due Leto e Spoto mi querelano per diffamazione. In data 13/05/08, il falso Spoto Stefano viene sentito a SIT dalla PG della Procura di Agrigento. Durante l’interrogatorio attestò e depositò documenti che sono debitore di svariate centinaia di miglia di Euro verso la Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    Per le SIT Spoto procedimento penale n° 834/08 mod. 21 vedi pagine 3 – 8 allegato 6.
    Per archiviazione del procedimento penale n° 834/08, vedi pagine 16-19 allegato 6. Terzo Faldone.

    Le falsità attestate nella relazione ispettiva del Vaiarelli nel 2003 che non ha parlato del reo confesso Garziano Rosario che a pagina 4 della trascrizione attestò che non c’era nulla e poi nulla ai fini fiscali; a pagina 15 attestò che è stato il Capitano Fabio Migliori a dare l’ordine al Maresciallo M. Falsone Nino di falsificare il PVC e tante altre vergognose attestazioni, per come gli era stato comandato dal dott. Mario D’Amico; L’azzardata querela per diffamazione sportami nel 2008 da Leto e Spoto; Le falsità attestate in sede di SIT nel 2005 dalla Galluzzo e dal Leto; E le falsità attestate in sede di SIT nel 2008 dallo Spoto. Sono la cagione per cui non hanno risposto alle mie diffide del: 03/06/06 – 03/06/2010 – 07/06/2010 che chiedevo con tutta la mia forza della mia dignità, la cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, del fermo amministrativo sui miei beni mobili, delle ipoteche sui miei beni immobili, ed € 7.500.000,00 come risarcimento danno per la totale perdita della mia dignità e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.
    E gli allora Ministri dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti e Tommaso Padoa Schiappa che avevano capito che il Leto, lo Spoto e la Galluzzo, nel 2003 non avevano fatto il loro giuoco, ma il mio: nel tirare dalla loro parte lo sprovveduto Ispettore Vaiarelli; nel testimoniare il falso nel 2005; nel querelarmi per diffamazione e testimoniare il falso nel 2008, introducendo anche la Agenzia delle Entrate di Agrigento con il deposito della documentazione sopra indicata. Anziché inviare gli Ispettori Ministeriali e portare a chiara luce tutte le malefatte commesse dai militari delle Fiamme Gialle e dai Dirigenti e Funzionari di detta Agenzia delle Entrate e mandarli a casa con le pive nel sacco ed erogare la somma già citata, si persero nei loro misteri e in quelli degli altri. Pagine 15, 16 – 50, 51 – 52,54. Faldone 3.
    Stesso sistema l’hanno adoperato in un momento successivo: Attilio Befera; L’Ente Fiscalità Roma e Mario Monti.

    QUARTO FALDONE

    In data 10/11/2011 ho sporto querela nei confronti del direttore pro tempore La Rocca Giuseppe e del responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento, Spoto Stefano, per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR, E SERIT SICILIA SEDE – AGRIGENTO.

    In data 31/01/2012 diffidavo il dott. La Rocca Giuseppe ad annullare gli atti impositivi; revocare le cartelle di pagamento emesse e da emettere; revocare le iscrizioni delle ipoteche sui mie beni mobili e immobili e la cancellazione del mio nominativo dalle liste degli evasori fiscali iscrittomi abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento. E, ad erogare la somma di € 5.000.000,00 chiesti nei confronti della querelante Agenzia delle Entrate di Agrigento. E € 2.500.000,00 nei confronti del querelante Leto Pietro Pasquale, a titolo di risarcimento del danno che ha cagionato seriamente la mia salute con due sopraggiunti infarti cardiaci, e la totale perdita della mia dignità di uomo onesto. Eccetera eccetera.
    Lo Spoto Stefano, in data 22/02/2012 esita la mia ulteriore diffida ed attesta la solita solfa senza controvertere le mie accuse e richieste nella ulteriore diffida.
    Alla quale ho formulato una lettera avente ad oggetto: non c’è male al mondo del non sapere intendere, ma ciò che è peggio il non sapere rispondere.
    L’11/04/2012 ho assecondato un’altra lettera avente ad oggetto: gran differenza v’è tra il saccheggiare il terreno altrui e vedere messo a fuoco e straziato il proprio!!!
    Per la ulteriore diffida del 31/01/2012, vedi pagine 1 – 7.
    Per la risposta del 08/03/2012, e del 11/04/2012 alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, vedi pagine 8 – 13.
    Per il riscontro dello Spoto Stefano, vedi pagine 18 – 22. Quarto Faldone.

    Il 10/04/2013 ho diffidato il direttore pro tempore e il legale responsabile della Agenzia delle Entrate di Agrigento di emettere provvedimento di revoca importi reclamati, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione ipoteche sui beni immobili e sui beni mobili emessi illecitamente da codesta Agenzia delle Entrate di Agrigento. E pagarmi la somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010 alla data di soddisfo.
    Visto: che Giulio Tremonti; Tommaso Padoa Schioppa; Attilio Befera; Ente Fiscalità Roma; e Mario Monti appartenenti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nascosero la testa nella sabbia anziché mandare gli Ispettori Ministeriali e propormi un piano di pagamento della su citata somma.
    Il 26/04/2013 ho sporto querela per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale legale responsabile della Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    Per la diffida del 10/04/2013 alla locale Agenzia delle Entrate, vedi pagine 14- 17.
    Per l’atto di querela alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, vedi pagine 23- 28.
    Per l’attestato del 04/04/2013 della SERIT Agrigento, vedi pagine 29 e 30.
    Per la richiesta alla Guardia di Finanza di Agrigento per il sequestro del fascicolo a mio nome presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento, vedi pagine 31 e 32 Faldone Quarto.

    QUINTO FALDONE

    Il 15/05/2014, diffidavo il direttore pro tempore e il responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate. E di erogare la richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.
    Il giorno 05/08/2014 ho provveduto depositare presso la Procura di Agrigento l’atto di querela Per: Abuso di potere; Falso in atti pubblici; Calunnia aggravata dalla continuazione dell’invio di illegittime cartelle di pagamento; Tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e Funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Omissione di auto denuncia nel caso in cui le voci di corridoio del palazzo della Agenzia delle Entrate si rivelassero vere, che il direttore pro tempore è il Leto Pietro Pasquale e il direttore dell’area legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento è lo Spoto Stefano; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico; Reiterazione di reato continuato e aggravato dall’invio di più cartelle di pagamento e dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste nelle più diffide mai controverse: Né: dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo; da Attilio Befera; dall’Ente Fiscalità Roma; da Mario Monti; da Giulio Tremonti; da Tommaso Padoa Schioppa; dalla SERIT – Agrigento; dai 5 PM: Olivieri Carmine, Salusti Caterina, Cameli Laura, Carnimeo Sergio, Pandolfi Antonella.
    Copia di questa querela è stata depositata il 05/08/2014 presso la cancelleria del GIP di Agrigento con allegata documentazione cartacea e CD-R.

    FALDONE SESTO

    Il faldone sesto si riferisce alla Agenzia delle Entrate di Palermo che ha ricevuto l’incarto già inviato alla Agenzia delle Entrate di Agrigento; al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti; al Ministero delle Finanze Roma; Alla Tenenza dei Carabinieri di Favara; Alla Guardia di Finanza di Agrigento.
    Tutt’e 10 lettere – denuncia sono rimaste senza esito alcuno.

    FALDONE SETTIMO

    In data 04/02/04 ho chiesto alla dirigenza della SERIT – Agrigento la cancellazione delle ipoteche fascicolo 6056/2003. Vedi pagina 1.

    In data 10/06/06 ho chiesto alla dirigenza SERIT – Agrigento la cancellazione delle ipoteche. Vedi pagina 6.

    In data 07/06/2010 ho depositato presso gli Uffici della SERIT Agrigento copia diffida alla Agenzia delle Entrate di Agrigento e per conoscenza al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. Vedi pagine 19 – 21.

    In data 25/09/2012 trasmettevo alla SERIT – Agrigento copia ultimo avviso a Mario Monti, pagamento della somma di € 7.500.000.00 più interessi maturati dal 07/06/2010 alla data di soddisfo; cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; delle ipoteche sui miei beni immobili e sui miei beni mobili emessi abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento. Con la complicità della SERIT – Agrigento. Pagine 22 e 23.

    In data 02/10/2012 la SERIT Agrigento risponde: Allo stato attuale Lei risulta essere debitore per un importo pari ad € 389.778,41, vedi allegato 1 Faldone Settimo.

    In data 08/10/2012 diffidavo il dirigente della SERIT di farmi pervenire la documentazione richiesta. In mancanza, mi vedevo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento. Pagine 24 – 26 Settimo Faldone.

    In data 08/10/2012 ho sporto querela: per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, abuso di potere continuato e aggravato dalla continuazione dell’emissione di avvisi di pagamento, iscrizione di ipoteca sui miei beni immobili e sui miei beni mobili. Allegato 2 Settimo Faldone.

    In data 06/03/2013 diffidavo per l’ennesima volta alla dirigenza della SERIT Agrigento in persona del Procuratore Sebastiano Padovani, chiedendo la revoca dell’importo di € 389.778,41, la cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche e fermi amministrativi illecitamente emessi dalla SERIT Agrigento. Vedi pagine 27 – 35 Settimo Faldone.

    In data 18/03/2013, ho sporto querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti del Procuratore della SERIT Agrigento Sebastiano Padovani, per tentata estorsione, falso, calunnia e diffamazione ai miei danni. Vedi allegato 3 Settimo Faldone.

    In data 04/04/2013 la SERIT Agrigento risponde che ogni azione tesa al disconoscimento del debito, recato dai ruoli formato a suo carico, nei confronti degli Enti impositori titolari del credito. Ecc, ecc. Vedi allegato 4 Settimo Faldone.

    In data 09/04/2014, cioè, dopo più d’un mese che il PM Antonella Pandolfi aveva fatto richiesta al GIP SEDE di archiviazione del fascicolo 5718/11 mod.21.
    La SERIT Agrigento mi notifica ai fini interruttivi della prescrizione e mi intima di pagare la somma di € 170.822,08 entro 5 giorni.

    Il 10/04/2014 ho formulato diffida adempimento alla SERIT Agrigento.
    Qualora codesta SERIT – Agrigento non è in possesso di alcun documento di continuazione di tartassamento con minacce per il recupero di somme da me non dovute alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, sarà codesta SERIT – Agrigento a sporgere querela nei confronti del direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancata comunicazione inerente al mancato riscontro alla diffida del 10/04/2013.

    Si precisa: che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data della ricezione della presente, mio malgrado, sporgerò querela nei confronti del direttore pro tempore di codesta SERIT – Agrigento, per tentata estorsione con minacce, calunnia e favoreggiamento verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    Il Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento, già accusata di complicità verso l’Agenzia delle Entrate di Agrigento come da querela del 10/11/2011, e di altre due querele buscate una nell’Ottobre 2012 e l’altra nel Marzo 2013 per inadempienza professionale ed altro. E una costituzione di parte civile nel Settembre 2013. (Ruppe il silenzio ch’era doro per tutti e puntò il dito accusatore contro l’Agenzia delle Entrate di Agrigento e l’Autorità Giudiziaria, attestando: L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento).
    Per l’avviso di pagamento di € 170.822,08, vedi allegato 5.
    Per la risposta della SERIT Agrigento del 24/04/2014 vedi allegato 6. Faldone 7.

    Queste attestazioni di certo, non fanno onore: Né alla Agenzia delle Entrate di Agrigento; Né ai suoi dirigenti; Né ai MP delle Procure di Agrigento e di Caltanissetta, che dal 2002 ad oggi incamerarono più querele corredate da documentazione pubblicata mai dichiarate improcedibili, le hanno archiviato con la motivazione di reati infondati ed altro.

    GIOVA RICORDARE CHE

    Il tribunale penale di Agrigento e’ caduto sulla Sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione.

    La Procura di Agrigento è caduta nel camminare per lunghi 244 mesi con due piedi in una scarpa stretta e piena di sassolini. Cioè, nel volere far di me un criminale organizzato a tutti i costi; Nel ricusare per ben 4 volte di iscrivere nel registro di notizie di reato ai più querelati, avendomi riconosciuto l’art. 21 della Costituzione. Altrimenti, i quattro PM summentovati avrebbero dovuto iscrivermi nel registro di notizie di reato per false pubblicazioni e per vilipendio verso le Istituzioni e oscurare il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it visitato da più di dieci milioni di persone italiane e mondiali; E sulle attestazioni del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio.
    L’Agenzia delle Entrate di Agrigento è caduta nell’emettere più accertamenti a fronte d’un PVC pieno di vizi; nell’avere nel 2003, ordito un complotto ai miei danni; nell’avermi querelato nel 2008; e nel non avere controverso le mie pubbliche scritture, né le mie numerose diffide. Tranne la prima del 2004.
    Per la risposta del 05/03/04 dal Leto, vedi pagine 5 e 6 allegato 3 Faldone Terzo.
    Per la documentazione del complotto macchinatomi dal Leto, vedi allegato al fascicolo in questione del 16/03/2012 e sul File 22 cartella 23 CD-R in allegato.

    Per i mezzi e lo spiegamento di forze adoperate in questa iniqua storia di balordi e di copri balordi, tutti gli implicati si sono persi di casa e si ritrovarono a Caporetto.
    Per cui, in questa iniqua storia non ci si può scrivere la Machiavellica parola: IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI. MA TANTA MISERIA USATA CONTRO TANTA NOBILTA’.

    Se il PM Carmine Olivieri della Procura di Agrigento, il 28/06/2002 rimandava a giudizio i 4 militari, 3 delle Fiamme Gialle e 1 dell’Arma Benemerita con le contestuale attestazioni del vende anime innocenti – venditore ambulante di carne umana – reo confesso, Garziano Brigadiere Rosario, in associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla manipolazione dei numeri e alla alterazione di verità con il Capitano Fabio Migliori ed il Maresciallo M. Falsone Nino.

    O se il Procuratore Ignazio De Francisci e il Procuratore aggiunto Claudio Corselli al momento di trasferire (l’intero fascicolo e non in parte) presso la Procura per la legittima suspicione di Caltanissetta, toglievano la trascrizione dell’audio-cassetta, attestando, che la bobina era di pessima qualità e perciò non fu stato possibile eseguire la trascrizione. Che poi, sarebbe stato compito mio fornire un’altra audio-cassetta e nominare un perito di parte per assistere alla nuova trascrizione.

    La SV Illustrissima non si troverebbe in questa sede a dovere assumere l’arduo compito di rimandare a giudizio i nominativi appresso indicati che si sono resi responsabili di più reati penali e civili.

    (Né si sarebbero implicati in questa iniqua storia di balordi e di copri balordi, altri personaggi di più Istituzione. La legge dice che i criminali non vanno protetti. Ma arrestati e processati per i loro crimini commessi di carattere penale e civile. Che ognuno vada a pagare il proprio fio).

    PER QUANTO SI LEGGE SOPRA E PER LE MIE QUERELE PRESENTATE IN CONTINUAZIONE MAI DICHIARATE IMPROCEDIBILE DALLA PROCURA DI AGRIGENTO, INSISTO NELLA OPPOSIZIONE E CHIEDO IL RINVIO A GIUDIZIO

    Del direttore pro tempore La Rocca Giuseppe, e Stefano Spoto, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento già iscritti nel registro di notizia di reato in data 15/11/2011. Per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP e CTR e SERIT SICILIA SEDE Agrigento.

    E gli altri Signori diffidati e querelati nel corso delle indagini durate 27 mesi che il PM Antonella Pandolfi ha ricusato di svolgerle e di rimandarli a giudizio.

    Nello stesso provvedimento di rinvio a giudizio si deve leggere, la cancellazione: del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali; delle ipoteche sui miei beni immobili; dei fermi amministrativi sui miei beni mobili; dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento.

    L’erogazione in mio favore della già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute. (Peraltro, richiesto nelle diffide del: 03/06/06 – 03/06/2010 – 07/06/2010 – 31/01/2012 – 10/04/2013 – 15/05/2014. Mai controverse: né dai tacitanti o dir si voglia resipiscenti muti dirigenti della Agenzia delle Entrate di Agrigento che si sono susseguiti dal 03/06/2006 al 15/05/2014; Né dai Ministri dell’Economia e delle Finanze: Giulio Tremonti; Tommaso Padoa Schioppa; Mario Monti; Attilio Befera; Direzione Agenzie ed Enti Fiscalità Roma).

    L’erogazione in mio favore delle somme richieste nei confronti dei tre militari delle Fiamme Gialle di Agrigento: Capitano Fabio Migliori; Maresciallo M. Nino Falsone; Brigadiere Garziano Rosario; per avere falsificato numeri e alterato verità nei miei confronti – in solido con il Corpo della Guardia di Finanza per una somma di € 7.500.000,00. Perché, il Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento in data 30/09/2001 ricevette il mio libro denuncia CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 pubblicato l’11/09/2001 e non ha provveduto aprire una indagine disciplinare interna nei confronti dei tre militari summentovati. Se l’avesse aperta, non depositava le due note presso la Procura di Agrigento.
    Per le note del Colonnello Conti, per la nota del Generale B. Cosimo Sasso e per la nota del dirigente della Agenzia delle Entrate di Palermo, vedi pagine 16- 19 allegato 4 Terzo Faldone.

    E l’erogazione in mio favore delle somme chieste nei confronti della SERIT Agrigento – in solido con il Procuratore Padovani Sebastiano per un ammontare di € 7.500.000,00. Come già avanzato nella querela del 18/03/2013.
    Per l’atto di costituzione di parte civile, vedi Faldone Ottavo.
    Per l’atto di querela nei confronti di Sebastiano Padovani Procuratore della SERIT Agrigento, vedi allegato 1 Faldone Ottavo.

    Ed inoltre, mi costituisco parte Civile per un ammontare di € 1.000.000,00 nei confronti di ogni singola persona nominata con nome e cognome nelle querele già archiviate e nelle querele già agli atti dal 10/11/2011 alla data della richiesta di archiviazione da parte del PM Antonella Pandolfi, che codesto GIP riterrà di dovere rimandare a giudizio per i reati loro commessi di carattere penale e civile. Come da Faldone 8.

    A meno che, la SV Illustrissima controverte ciò che non hanno controverso dal primo all’ultimo infedele servitore dello Stato implicati in questa faccenda di faccendieri Disonesti che si sono persi nei meandri delle calende greche.

    La documentazione inviata a: Presidenti d’Italia e del consiglio, Ministri della Giustizia e delle Finanze, e Procuratori delle Procure di Agrigento e di Palermo, depositata e non presso la Cancelleria di codesto GIP, si legge nella cartella 23 CD-R in allegato.

    Si chiede inoltre, che il presente pro memoria con allegati:
    8 Faldoni + 22 File attinenti alla fattispecie;
    Uno CD-R della dimensione 700 MB 437 File 95 cartelle;
    Uno CD-R della dimensione 119 MB 118 File 21 cartelle; venga acquisito agli atti.

    Favara, li data d’Udienza.
    Giacomo Sanfilippo

    La seduta è stata rinviata per il 20/10/2014.

  16. 16

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TELEF. FAX 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
    clicca su: http://www.sanfilippo-editore.it
    E-mail: info@sanfilippo-editore.it
    sanfilippo-editore@libero.it

    AL SIGNOR PROCURATORE CAPO
    DELLA PROCURA DI 92100 AGRIGENTO

    ATTO DI QUERELA

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, Autore ed Editore delle opere letterarie: CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2, pubblicata nel Settembre 2001; IGNOMINIE EPOCALI VOL I, pubblicata nel Marzo 2006; GIONALE LA VOCE CHE TUONA prima edizione, pubblicata nel Febbraio 2008; GIORNALE LA VOCE CHE TUONA seconda edizione, pubblicata nel Giugno 2010; Della intervista televisiva OPINIONI di Teleacras – Agrigento del Giugno 2004 e dell’articolo di giornale pubblicato dal GIORNALE LA SICILIA del Luglio 2006.
    In qualità di complottato e di perseguitato politico – giudiziario senza alcun precedente, ha scritto e pubblicato che sotto i due Presidenti della Repubblica d’Italia, nella cui loro qualità di Presidenti del CSM, Presidenti di tutti gli italiani anche di quelli residenti all’estero, nonché garanti della Costituzione d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano e del vicepresidente del CSM Nicola Mancino, con a seguito 25 membri del CSM della prima, quarta, sesta, settima, ottava e nona commissione implicatesi in questa faccenda di faccendieri disonesti, per avere archiviato il caso senza censurare: né la Procura di Agrigento, né me. E sotto i tre Presidenti del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi; Romano Prodi e Mario Monti, con a seguito i loro Ministri dell’Economia e delle Finanze e Ministri della Giustizia implicatesi in questa faccenda di faccendieri disonesti, per non avere preso atto di quanto più volte da me denunciato.
    Si è consumato un colossale complotto politico giudiziario che sprofondò negli abissi delle (calende greche). Perché portato avanti da una turba di (scimuniti di guerra ‘ntenpu di paci) formata da: Spie di paese; Militari dell’Arma Benemerita e del Corpo della Guardia di Finanza; Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento e di Palermo; Funzionari della SERIT di Agrigento; Politici di alto rango; Magistrati dell’A.G di Agrigento, capitanati dal dott. Ignazio De Francisci e dal dott. Renato Di Natale; Giudici di primo, secondo e terzo grado penale; Giudici Tributari delle CTP e CTR e dal CSM – Roma.
    Per la nota informativa n° 7875/33 formulata in data 09/05/94 dal forcaiolo Epifanio Giordano già Maresciallo dei Carabinieri della stazione di Favara; Per archiviazione del procedimento penale 593/94 art. 644; Per rinvio a giudizio per presunto capo di imputazione di evasore fiscale partorito dalla instabile mente del PM Pietro Pollidori; Per le Sentenze di: I. II. III grado penale; Per la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione e per la revoca della Sentenza n° 259 del 03/06/96 emessa abusivamente dal Giudice Maria Agnello del Tribunale penale di Agrigento, vedi pagine 5 – 44 file 1. (Sottocartella 22 cartella 6 denominata QUERELE GENERELI).
    Per il PVC della Guardia di Finanza di Agrigento, vedi file 2.

    ALLA LUCE DI QUANTO SI LEGGE NELLE 50 PAGINE PUBBLICATE ANCHE SUL SITO INTERNET IN INTESTAZIONE

    Era necessario: Scrivere il libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2 e pubblicarlo. Come in effetti, l’11 Settembre 2001 l’ho pubblicato.
    Una copia l’ho invita al Procuratore Pietro Grasso della Procura di Palermo. File 3.
    Una copia l’ho inviata al Procuratore Pier Luigi Vigna della Procura di Firenze. File 4.
    Una copia l’ho inviata al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Pagine1e2 file 5.
    Una copia l’ho inviata al Procuratore Ignazio De Francisci della Procura di Agrigento. Pagina 1 file 6.
    Una copia l’ho inviata alla Agenzia delle Entrate di Agrigento Pagine 9 e 10 file 7.

    E, naturalmente, registrare il Maresciallo già Brigadiere Rosario Garziano della Guardia di Finanza di Agrigento che aveva preso parte alla requisizione della documentazione bancaria avvenuta nei mesi di Giugno e Luglio 94; alla perquisizione – saccheggiamento – violazione dell’art. 14 della Costituzione e alla verifica fiscale e generale nei miei confronti. Allo scopo di fargli buttare dal suo putrido stomaco persino il primo latte che prese dalla sua mamma.
    Una copia della registrazione l’ho inviata ai Prefetti Nicola Simone e Ciro Lo Mastro della Prefettura di Agrigento e una al Prefetto Achille Serra della Prefettura di Roma. File 8, 9, 10.
    Una copia l’ho invita alla Procura di Agrigento che già aveva aperto il fascicolo 2095/01-45. Che, stando al numero del fascicolo è stato aperto nel 2001 a mio carico.
    Tale Procura, in persona del PM Carmine Olivieri delega la PG di stanza di detta Procura a trascrivere l’audio-cassetta. Alla disamina della trascrizione, accantona il fascicolo, dopo mie insistenze manda l’itero fascicolo e non in parte presso la Procura di Caltanissetta. Pagine 9 – 40 file 11.

    Il PM Sergio Carnimeo della Procura di Caltanissetta, dopo le dovute indagine ripercorre la tratta della trascrizione dell’audio – cassetta richiamando le attestazioni meno rilevante del reo confesso Garziano Rosario e non quelle di maggiore rilevanza che si leggono nelle pagine 2,4,5,6,8,13,14, 15,16,21,25,26,28.
    A pagina 4, il Maresciallo reo confesso attesta: il Capitano quando abbiamo fatto gli accertamenti bancari aveva visto che lei faceva, da una parte li metteva, dall’altra parte li prendeva. Erano giro banca e non c’era nulla e poi nulla ai fini fiscali;
    A pagina 5 attesta: l’Autorità Giudiziaria autorizzò a fare il controllo fiscale nei suoi confronti non potendolo incastrare per altre cose l’ha voluto incastrare per il fatto… ha capito cosa è stato? Nella stessa pagina attesta: che non si poteva rifiutare di firmare il PVC perché era un militare sott’ordine. Quindi, un ubbidir tacendo;
    A pagina 13 attesta: lì per lì non era niente, perché era un atto e gli mancava il biglietto da potere allegare. Il biglietto che gli mancava, e che mi estorse con il suo sporco potere, era il mio biglietto da visita che per darmi delle arie avevo messo che ero procacciatore di affari;
    A pagina 14 attesta: siccome la legge bancaria, purtroppo non contempla il fatto che… siccome lei faceva come i giochi di tre carte… quelli li passava qua, quelli li passava là, bastava un po’ di attenzione in più… ma comunque… guardi non è cosa del maresciallo Falsone perché ricevette degli ordini dal capitano;
    A pagina 15 attesta: (ha ricevuto ordine dal capitano… questo glielo posso assicurare io che il capitano disse, andate a fare questa verifica generale… ed è venuto pure lui. Ma chi l’ha ordinata di farla camuffata? Il capitano o il Maresciallo di testa sua l’ha camuffata? Risponde: e vabbè… la firmata pure il capitano la verifica… eh… e certo lui. Poi, al Maresciallo gli ha consigliato delle cose… io ad esempio non firmavo per modo di dire va… io intanto non firmavo… non è lo stesso… non cambia niente… se gli diceva… lei firmasse… sarà indulgente… sarà che… intanto… ahh… voi due parlavate… a me neanche mi scoglionava proprio vedere tanti altri lavori a Favara che ci stavano gente che fanno fatture false dalla mattina a sera… proprio da lei che vendeva conigli dovevano venire?);
    A pagina 21 attesta: la fonte del suo male non è stato il Maresciallo Falsone, ma il Maresciallo Giordano dei Carabinieri di Favara, soprattutto un suo amico che ha fatto il delatore, dicendo al Maresciallo che dava danaro a strozzo. Poi il resto chiaramente l’ha fatto il Maresciallo Giordano per fare carriera;
    A pagina 25, alla mia affermazione che avevo mandato il libro CAINI PER VIRTU’ FAVARA DUE pubblicato nel Settembre 2001, al Colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Conti, risponde: io innocente sono;
    A pagine 26 attesta: che ho fatto bene a mandare il libro al Colonnello della Guardia di Finanza; al Colonnello dei Carabinieri; al Prefetto di Agrigento; alla dirigenza della Agenzia delle Entrate di Agrigento; al presidente del Tribunale di Agrigento; al Procuratore Capo della Procura di Agrigento, perché aprissero una inchiesta. Risponde, gli elementi li hanno tutti;
    A pagina 28 nega di avere usato la documentazione bancaria requisita nei mesi di Giugno e Luglio del 94 per le indagini riguardante il fascicolo 593/94 art. 644, procedimento archiviato in sede di indagini dal GIP Rita Carosella per delle SIT a mio carico. E tanto altro ancora. Chiede al GIP – SEDE l’archiviazione del procedimento penale. Che io, visto l’andazzo delle cose non ho fatto opposizione all’archiviazione.
    Le pagine della trascrizione dell’audio-cassetta in lingua nazionale si leggono alle pagine 168 – 178 del libro IGNOMINIE EPOCALE VOL I pubblicato nel Marzo 2006. Così come si leggono alle pagine 80-89 del Sito Internet in intestazione.
    Per il provvedimento di archiviazione Procura di Caltanissetta vedi file 12.

    La Agenzia delle Entrate di Agrigento che:
    Il Funzionario Vetro Giuseppe, direttore I° circolo della locale Agenzia delle Entrate aveva emesso l’accertamento n° 6471004907 e 6471004908, rispettivamente per gli anni 1992 e 1993, senza che si sia accorto, o ha fatto finta di non accorgersi che i numeri risultanti nei fogli 16,19, 18 e 20 sono errati;
    Il Funzionario Fontana Calogero, dirigente titolare TEAM della locale Agenzia delle Entrate aveva emesso avviso di accertamento n° 823899 /99; e l’atto di contestazione n°200033 rispettivamente per gli anni 1992 e 1993 senza aver dato importanza ai numeri errati esistenti sui fogli 16 e 19 ed altro;
    Il Funzionario Argento Francesco della locale Agenzia delle Entrate aveva emesso e sottofirmato l’accertamento n° 20000384 e 385. Il primo per un importo di lire 1.200.000”, il secondo per lire 55.917.000” sempre per lo stesso anno 1995 senza dare importanza alla dichiarazione dei militari ghigliottinai della Guardia di Finanza che per i redditi conseguiti nell’anno finanziario 1994 il soggetto verificato è ancora nei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e pertanto le situazioni accertate vengono qui di seguito esposte allo scopo di fornire all’Ufficio elementi di valutazioni. Pagina 31 file 2;
    Il Funzionario Verduci Giorgio, nato il 27/10/1948 a Palermo e residente in Bagheria via Libertà 75, direttore pro tempore della locale Agenzia delle Entrate aveva emesso l’accertamento n° RJ01001402 per l’anno 1994 infischiandosi altamente anche lui della attestazione dei succitati militari delle Fiamme Gialle e firmato altri come direttore generale, con il quale, in un momento successivo ho avuto più abboccamenti senza conclusioni;
    Il Funzionario Di Liberto Letizia della locale Agenzia delle Entrate aveva controllato la contabilità errata esistente sul PVC ed ha emesso più controdeduzioni a fronte dei mie ricorsi per indurre alla CTP di Agrigento e alla CTR di Palermo a rigettare i ricorsi da me presentati con le dovute motivazioni e con la dovuta documentazione in allegato, ed emettere Sentenze fasulle condividendo la Sentenza penale emessa dal Tribunale penale di Agrigento che, come si legge nelle pagine 38 – 43 del file 1 è stata revocata su intervenuta Sentenza della Suprema Corte di Cassazione. E con il richiamo dell’art. 18 comma 4° del DLGS 546/92.
    Non ha mosso un dito per fermare questa intricante situazione.
    Per gli avvisi di accertamento e per le Sentenze Tributarie vedi cartella 5.

    Il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate incriminata, Leto Pietro Pasquale nato il 07/01/1952 a Cianciana ed ivi residente in via Alfieri n° 3, successore di Giorgio Verduci, che in data 28/10/03 previo appuntamento mi concesse un colloquio durante il quale si promise di leggere la documentazione allegata al dossier rielaborato, nel quale, vi era anche la trascrizione dell’audio-cassetta fatta trascrivere dalla Procura di Agrigento, alla fine della lettura della mia nota datata 25/10/03 mi disse che avrebbe letto anche la documentazione del suo Ufficio, nel caso, avrebbe messo una buona parola nei miei confronti. Gli risposi che le sue buone parole non mi interessano affatto. Più tosto, cerchi di non entrare in questo maledetto caravanserraglio del quale detengo la chiave. Alla lettura integrale della documentazione trascritta dall’audio-cassetta, in special modo le pagine 2,4,5,6,8,13,14, 15,16,21,25,26,28, che riportano le su citate terrificante attestazioni del reo confesso Garziano Rosario, anziché porre rimedio all’intricante situazione ch’era quello che non avevano fatto i direttori pro tempore Coppola e Verduci, di formulare nota informativa nei confronti dei tre millantatori militari delle Fiamme Gialle Migliori Fabio capitano; Falsone Nino Maresciallo M.; Garziano Rosario Maresciallo già Brigadiere e nei confronti dei dirigenti e Funzionari già nominati che da veri e propri scimuniti di guerra ‘ntempu di paci avevano emesso gli accertamenti per gli anni 1992 – 1995 e depositarla presso la Procura di Agrigento per le dovute indagini preliminari e alla conclusione delle indagini iscriverli nel registro di notizie di reato loro commesso.
    Il 18/11/03, per non far scoprire gli scheletri che tenevano gelosamente nascosti nei loro armadi, tirò dalla sua parte l’Ispettore Salvatore Vaiarelli e gli ha fatto attestare quanto a lui, ai militari delle Fiamme Gialle e altri Funzionari annidacchiati all’interno dell’incriminata Agenzia delle Entrate di Agrigento faceva comodo.
    Per la relazione ispettiva del Vaiarelli vedi pagine 49 – 75 file 13.
    Per la nota della direzione della Agenzia delle Entrate di Palermo; la nota del Generale B. Cosimo Sasso della Guardia di Finanza Comandante in capo della Regione Sicilia; le note del Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, cui, chiede alla Procura di Agrigento di valutare la rilevanza penale dei militari e del corpo della Guardia di Finanza di Agrigento vedi pagine 76 – 79 file 13. Vedi anche alle pagine 38 – 41 del file 14.

    La Galluzzo Antonina, nata il 15/09/1957 a Sciacca ed ivi residente in via Sant’Antonio 40, capo TEAM area controllo tributi Agenzia delle Entrate di Agrigento, che già aveva controllato il fascicolo interno a mio nome e per loschi copi ch’erano quelli di occultare le malefatte commesse dai ghigliottinai militari delle Fiamme Gialle e quelle degli accertatori gli accertamenti che se ne sono infischiati altamente delle attestazioni dei detti militari delle Fiamme Gialle risultante alla pagina 31 file 2.
    Degli errori di sommata esistenti nel foglio 18 che si riferisce all’anno 1992 contabilità lire 24.481.000 errata. Corretta lire 23.735.000 Pagina 51 File2.
    Degli errori di sommata esistenti nel foglio 20 che si riferisce all’anno 1993 contabilità lire 49.177.319 errata. Corretta lire 60.864.319 pagina 69 File2.
    Dalle attestazioni del Tenente Cilluffo della stessa Guardia di Finanza di Agrigento, che afferma, durante le operazioni di verifica sono stati svolti controlli incrociati presso imprese e persone che avevano intrattenuto rapporti economici con il signor Sanfilippo Giacomo. Ciò, al fine di ricostruire i ricavi dell’esercizio delle attività economiche connesse con l’allevamento di conigli e la mediazione in affari e ulteriori operazioni aventi vantaggi economici delle quali gli operanti non disponevano né dispongono di nessun elemento certo. Queste ultime operazioni, come si evince dall’allegato n° 3 (verbale delle operazioni compiute a carico di Sanfilippo Michele) non hanno evidenziato situazioni tali da dover essere fatti oggetto di menzione in questa trattazione. (Non ha provveduto invalidare il PVC). Pagina 92 file 2.
    In sede di SIT del 2005, innanzi all’Ispettore di Polizia di Stato di stanza presso la Procura di Agrigento, Angelo Cascino e il suo collaboratore, attestò un accumulo di falsità. Così come le attestò il Leto Pietro Pasquale.
    Per le SIT della Galluzzo Antonina, vedi pagine 4 – 10 file 14.
    Per le SIT Giacomo Sanfilippo, vedi pagine 11 – 20 file 14.
    Per le SIT Pietro Pasquale Leto, vedi pane 21 – 22 file 14.
    Per la relazione ispettiva Vaiarelli Salvatore, vedi pagine 23 – 37 file 14.
    Per le note: Direttore Agenzia delle Entrate di Palermo, Mazzarelli; Generale Bi Cosimo Sasso della Guardia di Finanza Comandante in capo Regione Sicilia; Colonnello Giuseppe Conti della Guardia di Finanza di Agrigento, vedi pagine 38 – 41 file 14.
    Per la relazione indagine Cascino Angelo, vedi pagine 42 – 52 file 14.
    Per la richiesta di archiviazione procedimento penale n° 3031/04 mod. 44 PM Caterina Salusti, vedi pagine 53 – 56 file 14.
    Per l’opposizione alla richiesta di archiviazione, vedi pagine 57 – 62.
    Per il provvedimento di archiviazione a firma GIP Walter Carlisi vedi pagine 63 – 67. File 14.

    (Si precisa che, al momento della chiusura del fitusu PVC, per l’anno 1994 c’erano 41 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi e per l’anno 1995 c’era un anno in più).

    Vistomi trattato così male che più male di così c’era l’aggressione fisica, ho ritenuto opportuno scrivere un altro libro dal titolo IGNOMINIE EPOCALI VOL I e il 04/03/06 l’ho pubblicato. Alle pagine 137 – 268 ho trascritto integralmente tutte le angherie che ho subito da parte dei Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento; dai Giudici Tributai dotati di nani cervelli; dai Magistrati dell’AG di Agrigento capitanati dal dott. Ignazio De Francisci.
    Una copia l’ho inviata al Presidente d’Italia Carlo Azeglio Ciampi. Allegato 5.
    Una copia l’ho inviata al Presidente d’Italia Giorgio Napolitano. Allegato 15.
    Una copia l’ho inviata al Presidente del consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. Allegato 16.
    Una copia l’ho inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. Allegato 17.
    Una copia l’ho inviata al Presidente del consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti. Allegato 18.

    E per fare uscire allo scoperto al (fitusu e scassa gabasisi Leto Pietro Pasquale) che si era messo a capo di questa banda di scimuniti di guerra ‘ntempu di paci dovevo scrivere più lettere colorite ma non offensive e inviarglieli per raccomandata presso l’Agenzia delle Entrate incriminata. A farlo uscire di senno è stata le lettera che si legge alle pagine 60 – 62 file 7.
    In data 11/01/08 l’ha ricevuta. Stessa data u capu da banda di scimuniti di guerra ‘ntempu di paci e lo sprovveduto Spoto Stefano, da scimuniti di guerra ‘ntempu di paci si trasformarono a spietati Maramaldi e presentarono querela per diffamazione nei mie confronti, presso la Procura di Agrigento, che ha aperto il fascicolo n° 834/08.
    Lo Spoto Stefano il 13/05/08 venne sentito a SIT dalla PG aliquota Carabinieri di stanza presso la Procura di Agrigento. Durante l’interrogatorio attestò che l’Agenzia delle Entrate incriminata è creditrice nei miei confronti di svariate centinaia di migliaia di Euro. Vedi pagine 7 – 11 file 19.
    Tale procura, dopo le dovute indagine esperite sia nei mie confronti che nei confronti dei loschi personaggi Leto Pietro Pasquale e Stefano Spoto, archivia il procedimento penale n° 834/08. I due spietati Maramaldi non si sono opposti alla archiviazione, né mi sono opposto io. Il GIP Stefano Zammuto ha fatto proprie le richieste del PM ed ha archiviato il procedimento penale n° 834/08. Vedi tutte le pagine sull’allegato 19.

    A tale archiviazione, il 03/06/2010 ho pubblicato la seconda edizione del GIORNALE LA VOCE CHE TUONA. Stessa data ho depositato una copia di detto giornale presso la Agenzia delle Entrate incriminata. E per conoscenza al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. Diffidandoli per l’ennesima volta di cancellare il mio nominativo dalle liste degli evasori fiscali. E altro.

    In data 10/06/2010 ho diffidato allo Spettabile Ministero delle Finanze in persona del Ministro Giulio Tremonti, via xx Settembre telefono +39 06476111 00187 Roma.
    Alla dirigenza della Agenzia delle Entrate di Agrigento in persona del direttore pro tempore.
    E alla dirigenza della SERIT SEDE – AGRIGENTO. Sia per la cancellazione del mio nominativo dalle liste degli evasori fiscali e altro, sia anche per il pagamento della somma di Euro 7.500.000,00 come risarcimento danno alla mia immagine di uomo onesto e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che cagionarono seriamente la mia salute.

    Per il GIORNALE LA VOCE CHE TUONA, prima e seconda edizione vedi allegato 20.
    Per l’interessamento dell’iniquo caso del CSM, preso in esame dal vicepresidente Nicola Mancino e da altri 25 membri appartenenti alla: prima, quarta, sesta, settima, ottava e nona Commissione, vedi prima edizione Giornale. E file 23 e 24.
    Per la diffida del 03/06/2010 alla Agenzia delle Entrate incriminata, vedi pagine 74 – 75 file 7.
    Per la diffida del 07/06/2010 alla Agenzia Entrate incriminata, vedi pagine 76 – 78 file 7.
    Per la diffida del 07/06/2010 al Ministro Giulio Tremonti, vedi pagine 19 – 21 allegato 21.
    Per la diffida del 07/06/2010 alla SERIT – Agrigento, vedi pagine 19 – 21 allegato 22.

    In data 10/11/2011 ho sporto querela nei confronti del direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, La Rocca Giuseppe, e nei confronti di Stefano Spoto, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. (Per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR, E SERIT SICILIA SEDE – AGRIGENTO). Vedi pagine 88 – 102 file 6.

    In data 31/01/2012 ho fatto ulteriore diffida al direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento, Giuseppe La rocca, con la quale chiedevo il riconoscimento dell’illegittimità degli atti impositivi emessi a fronte del vizioso PVC, fortemente contestato: dal Tenente Gaspare Cilluffo; dal Generale B. Cosimo Sasso e da me medesimo. Conseguentemente a ciò, chiedevo: l’annullamento degli atti impositivi; la revoca delle cartelle di pagamento emesse e da emettere; la revoca delle iscrizioni delle ipoteche sui mie beni mobili e immobili; la cancellazione del mio nominativo dalle liste degli evasori fiscali iscrittomi abusivamente dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento; l’erogazione in mio favore della somma di € 5.000.000,00 chiesta in data 07/06/2010 nei confronti della querelante Agenzia delle Entrate di Agrigento. E € 2.500.000,00 nei confronti del querelante Leto Pietro Pasquale, a titolo di risarcimento danno che ha cagionato seriamente la mia salute con due sopraggiunti infarti cardiaci, la totale perdita della mia dignità di uomo onesto. Ecc. ecc. Vedi diffida alle pagine 79 – 85 file 7.
    Per la risposta alla ulteriore diffida, vedi alle pagine 86 – 90 file 7. Per la mia contro risposta alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, vedi alle pagine 91 – 93 e 94 – 96 file 7.
    Stessa data e stessa diffida e stata inviata al direttore Generale delle Agenzie delle Entrate d’Italia e direttore di EQUITALI, Attilio Befera. Vedi pagine 1 – 7 file 25.
    E al Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti piazza Colonna 370 00187 Roma. Cui, ha coinvolto anche al dirigente delle Agenzie ed Enti della fiscalità piazza Mastai 11 Roma, Vedi file 18.
    Per la diffida al dirigente delle Agenzie ed Enti della Fiscalità piazza Mastai 11 Roma, vedi fili 26.
    Per la querela ad Attilio Befera, vedi pagine 111 – 114, file 6.
    Per la querela al direttore delle Agenzie ed Ente della Fiscalità piazza Mastai 11 Roma, vedi pagine 120 – 122, file 6.
    Per la querela a Mario Monti, vedi pagine 126 – 138. file 6.

    In data 08/03/2013 ho fatto diffida alla SERIT – Agrigento per revoca importi, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche e fermi amministrativi emessi illecitamente da codesta SERIT – Agrigento. Vedi alle pagine 27 – 29 file 22.
    Alla mancata risposta ho provveduto fare querela presso la Procura di Agrigento per inadempienza professionale nei confronti del Procuratore della SERIT – Agrigento, Sebastiano Padovani. Vedi pagine 139 – 141, file 6.
    La SERIT – Agrigento in data 04/04/2013 mi fa pervenire raccomandata con la quale mi fa sapere che l’unico responsabile per chiudere questa schifosissima faccenda di faccendieri disonesti è l’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Vedi file 27.

    In virtù di quanto dichiarato dalla SERIT – Agrigento, in data 10/04/2013 ho diffidato il direttore pro tempore della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Oggetto della diffida: Revoca importi reclamati, cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, cancellazione delle ipoteche e cancellazione dei fermi amministrativi emessi illecitamente da codesta Agenzia delle Entrate di 92100 Agrigento.
    Alla mancata risposta, in data 16/04/2013 ho provveduto querelare presso la Procura di Agrigento per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso terzi, all’attuale direttore pro tempore e all’attuale legale responsabile della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Vedi pagine 144 – 149, file 6.

    La SERIT – Agrigento, in data 09/04/2014 e cioè, dopo più d’un mese che il fascicolo 5718/11mod. 21 era all’archiviazione presso il Tribunale GIP di Agrigento, cui, ha fissato la data del 29/09/2014 per la delibera in Camera di Consiglio, mi fa pervenire la cartella di pagamento di Euro 170.822,08. Vedi file 28.
    In data 10/04/2014 ho fatto diffida alla SERIT – Agrigento avente ad oggetto: Diffida adempimento. Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, si riferisce all’intimazione di pagamento n° 29120139002865253000, cartella di pagamento n° 29120040010482330000 di € 170.822,08 del 20/05/2004, notificami ai fini interruttivi della prescrizione, in data 09/04/2014 tramite il municipio di Favara.
    Per dirle, di smettere di tentare di estorcermi del danaro in nome e per conto della già diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento e dei suoi dirigenti infedeli.
    ((La SERIT – Agrigento, il 24/04/2014 risponde: L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo (oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria) ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento. Tale risposta per iscritto è un vero attacco ai dirigenti della Agenzia delle Entrate di Agrigento ; alla stessa Agenzia delle Entrate e ai PM della Procura di Agrigento. (Più in particolare, al PM Antonella Pandolfi che, dopo 27 mesi di pettinare bambole ha chiesto al GIP – SEDE l’archiviato del procedimento penale n° 5718/11 mod. 21 aperto a seguito della mia querela del 10/11/2011 sporta nei confronti del direttore pro tempore dott. La Rocca Giuseppe, e nei confronti del dott. Stefano Spoto, rappresentante legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per inadempienza professionale, occultamento di atti di Ufficio, reiterazione di reato e tentata estorsione continuata e aggravata dalla complicità delle già citate CTP, CTR, E SERIT SICILIA SEDE – Agrigento. La Procura, ha attribuito i Reati previsti e puniti dagli artt. 56, 640, 490, 323, e 328.
    Leggiamo l’ultimo brano della richiesta di archiviazione. Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna delle fattispecie penali dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in un altro ambito (amministrativo/tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in quella sede – e non in questa – lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela)).

    IN DATA 15/05/2014 HO FATTO DIFFIDA ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE DI AGRIGENTO AVENDO AD OGGETTO: LA RESA DEI CONTI

    Si diffida l’attuale direttore pro tempore e l’attuale responsabile legale della locale Agenzia delle Entrate di Agrigento a provvedere una volta per tutte alla cancellazione del mio nominativo dal registro degli evasori fiscali, la cancellazione delle ipoteche sui miei beni immobili, la cancellazione dei fermi amministrativi sui miei beni mobili, la cancellazione dei pagamenti emessi abusivamente a ruolo da codesta Agenzia delle Entrate. E di erogare la già richiesta somma di € 7.500.000,00 più interessi maturati dal 07/06/2010, come risarcimento danni per lesione alla mia immagine e al mio decoro di persona onesta e per i due sopraggiunti infarti cardiaci che hanno cagionato seriamente la mia salute.

    CON AVVERTIMENTO

    Che trascorso infruttuosamente il termine di 10 giorni dalla data di ricezione della presente diffida, mi vedo costretto, mio malgrado, a sporgere querela presso la Procura di Agrigento, nei confronti dell’attuale direttore pro tempore e dell’attuale responsabile legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento. I riceventi della mia diffida, come sempre, hanno fatto scena muta. Dando prova significativa di essere RESIPISCENTI MUTI; Dando prova significativa che il potere della Agenzia delle Entrate incriminata ha presentato per l’ennesima volta il tallone di ACHILLE. Pagine 101 – 108 file 7.
    (E mettendo in serissimi discussioni la tanto criticata Procura di Agrigento per avere fatto continuare alla Agenzia delle Entrate incriminata a reitera più reati nell’archiviare più querele per reato infondato ecc. ecc. pur essendo le querele corredate da documentazione pubblicata. Vedi querele archiviate alle pagine 45 – 191 file 1).

    Sia ben chiaro che il Leto Pietro Pasquale può fare il mafioso solo a casa sua, se la moglie glielo permette!!!. Non a casa mia, né all’interno della Agenzia delle Entrate di Agrigento, dove fin’ora gli alti vertici delle Agenzie delle Entrate d’Italia gli hanno concesso di fare il cattivo giuoco nei miei confronti. E codesta Procura, doveva e deve impedire ai dirigenti infedeli della Agenzia delle Entrate in questione il ripetersi delle scelleratezze del genere, con il rinvio a giudizio del direttore pro tempore in carica dal giorno 16/05/2014. E del responsabile legale in carica dal giorno 16/05/2014 presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento. E altri Funzionari accertatori gli accertamenti accertati a fronte d’un PVC pieno di vizi. Vedi file 2.
    E’ giusto e doveroso che ogni cittadino paghi le sue tasse, anche se poi, dai signori governati dello Sato italiano riceviamo la medaglia da imbecilli. Ma farsi estorcere del danaro da una manica di scimuniti di guerra ‘ntempu di paci annidacchiati all’interno della Agenzia delle Entrate già trasformata a postribolo di gentaglia viscida e malfamata dell’insediamento del Leto Pietro Pasquale è veramente il colmo!!!

    La storia scrive: che Giuda Iscariota dopo avere preso i trenta denari per tradire Gesù Cristo, si pentì e andò nel Tempio per restituire i trenta denari, non trovando alcun sacerdote a cui consegnarli, li ha messi a terra e si impiccò. I sacerdoti, quando entrarono nel Tempio, videro il sacchetto per terra e Giuda Iscariota che penzolava con una corda attaccata al collo. I sacerdoti, tagliarono la corda e il corpo oramai privo di vita posò a terra. Poi, raccolsero il sacchetto con i trenta denari. E visto che erano frutto di assodata tragedia finita nel sangue, e visto che le persone del mondo dovevano continuare l’insano gesta compiuto da Giuda Iscariota, hanno pensato bene di consegnare sia i trenta denari che il cadavere di Giuda Iscariota a Ponzio Pilato, raccomandandogli: che una volta arrivato a Roma con i trenta denari doveva comperare, preferibilmente in Sicilia, un vasto appezzamento di terreno, acquitrinoso, paludoso, pieno di vipere, gineprai, maccalube e sabbie mobile. E che doveva chiamarsi cimitero le CELENDE GRECHE. Per dare semplice sepoltura a: Giuda Iscariota, Nanazzi Maganzesi, Nani ballerini, Falsi teste fede, Pseudo baroni della legge scritta e parlata, Spietati Maramaldi, Marrani con l’anima nera e scimuniti di guerra ‘ntempu di paci.

    Il Tribunale penale di Agrigento, in persona del Giudice Maria Agnello, in virtù della Sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione ha revocato la Sentenza n° 259 del Giugno 1996 che emise in virtù di un rinvio a giudizio emesso dal PM Pietro Pollidori con l’art. 416 su un presunto capo di imputazione di evasore fiscale per gli anni 1992 – 1995 partorito dalla sua instabile mente. Di mente instabile, in quanto, era certo degli errori di sommata esistenti nei fogli 16, 18, 19, 20 e che gli anni finanziari 1994 e 1995 erano nei termini della presentazione dei redditi. Quindi, questo Magistrato è da considerare come alcune persone che non sanno dove abitano di casa.

    Il su citato Tribunale penale ha riconosciuto i suoi madornali errori leggibili nella sopra citata Sentenza criticata e bocciata dalla Suprema Corte di Cassazione.
    La Procura di Agrigento che ha fatto scatenare tutto questo putiferio, sarà in grado di riconoscere i macroscopici errori commessi da più Magistrati?

    I più di 10 milioni di lettori nazionali e mondiali del mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it, dopo le dovute indagini preliminari che esperirà il PM che le viene affidato il fascicolo di questa ennesima querela. Leggeranno, che la Procura d’Agrigento ha riconosciuto i suoi macroscopici errori, o dovranno continuare a leggere sempre la stessa tiritera e continuare ad esprimere il loro parere che la Giustizia in Italia è gestita da Giudici con nani cervelli, che non capiscono che non si possono emettere Sentenze penali e Tributari nella totale illegittimità, né si possono archiviare querele corredate da documentazione pubblicata, né si può attestare che i querelati non si possono rimandare a giudizio per scadenza dei termini, quando, le querele sono state presentate presso detta Procura in continuazione e sono state tutte incamerate senza mai dichiararle improcedibile?

    Provo profondo rammarico per come si sono comportati i 6 Magistrati dell’AG di Agrigento e il Magistrato dell’AG di Caltanissetta; Giudici di primo, secondo e terzo grado penale e Giudici tributari di Agrigento e di Palermo che della legge hanno fatto di un uso, un abuso.

    PER QUANTO SOPRA SI LEGGE

    Si formula querela nei confronti del direttore pro tempore in carica dal giorno 16/05/2014. E nei confronti del responsabile legale in carica dal giorno 16/05/2014 presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento. Per: Abuso di potere; Falso in atti pubblici; Calunnia aggravata dalla continuazione dell’invio di illegittime cartelle di pagamento; Tentata estorsione continuata e aggravata; Omissione di querela nei confronti dei millantatori militari delle Fiamme Gialle, dirigenti e Funzionari infedeli della Agenzia delle Entrate di Agrigento; Omissione di auto denuncia nel caso in cui le voci di corridoio del palazzo della Agenzia delle Entrate si rivelassero vere, che il direttore pro tempore è il Leto Pietro Pasquale e il direttore dell’area legale della Agenzia delle Entrate di Agrigento è lo Spoto Stefano; Occultamento di atti di Ufficio e favoreggiamento verso i summentovati millantatori militari delle Fiamme Gialle e verso i dirigenti e Funzionari della Agenzia delle Entrate di Agrigento che hanno emesso più accertamenti in virtù d’un PVC pieno di vizi. E più cartelle di pagamento a fronte di più Sentenze Tributarie emesse da una manica di giudici privi di senso logico; Reiterazione di reato continuato e aggravato dall’invio di più cartelle di pagamento e dalla continuazione della negazione d’accoglimento delle mie su citate richieste nelle più diffide mai controverse: Né dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento, né dalla Agenzia delle Entrate di Palermo, né da Attilio Befera, né dall’Ente Fiscalità Roma, né da Mario Monti, né da Giulio Tremonti, né da Tommaso Padoa Schioppa, né dalla SERIT – Agrigento, né dai 5 PM: Olivieri Carmine, Salusti Caterina, Cameli Laura, Carnimeo Sergio, Pandolfi Antonella.

    Con costituzione di parte civile di Euro 10.000.000,00 diecimilioni nei confronti del direttore pro tempore e del responsabile legale in carica dal giorno 16/05/2014 presso la Agenzia delle Entrate di Agrigento. In solido con l’Agenzia delle Entrate di Agrigento che non ha voluto mai prendere il toro per le corna. Cioè, non ha voluto provvedere a porre fine a questa sporca faccenda di faccendieri disonesti portata avanti da una manica di veri e propri simuniti di guerra ‘ntempu di paci.

    Copia della presente sarà inviata al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Al Ministero della Giustizia Roma; Al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Roma; Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi; Al Tribunale GIP di Agrigento.
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione e inviata dove l’esponente ritenga sia di dovere. Col riserbo di produrre ulteriore documentazione.
    Allegati:
    Fascicolo contenente Copia diffida alla Agenzia delle Entrate di Agrigento del 16/05/2014;
    Copia documenti della trascrizione audio-cassetta, pagine 13;
    Copia documento estrapolato dal Sito Internet urlm.it dove figura il punteggio e la valutazione del mio Sito Internet in intestazione
    Uno CD-R della dimensione di 648 MB File 379, 85 cartelle. + uno CD-R del 16/05/2014.
    Richiesta art. 335, comma 3° c.p.p.
    Favara, li 05/08/2014
    Giacomo Sanfilippo

  17. 17

    Giacomo Sanfilippo

    GIACOMO SANFILIPPO RACCOMANDATA 14608368651-4
    EDITORE
    C/DA BAGLI 53, 92026 FAVARA (AG)
    TELEF. FAX 0922.32115 – Cell. 347.6862733
    Opera pubblicata: IGNOMINIE EPOCALI VOL. I
    clicca su: http://www.sanfilippo-editore.it
    E-mail: info@sanfilippo-editore.it
    sanfilippo-editore@libero.it

    ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO
    IL TRIBUNALE DI AGRIGENTO
    IN PERSONA DEL DOTT. RENATO DI NATALE

    OGGETTO: GIUOCO A CARTE SCOPERTE

    Il sottoscritto Giacomo Sanfilippo, nato il 24/01/1941 a Favara ed ivi residente in contrada Bagli 53, Autore ed Editore delle opere letterarie: CAINI PER VIRTU’ FAVARA 2, pubblicata nel Settembre 2001; IGNOMINIE EPOCALI VOL I, pubblicata nel Marzo 2006; GIONALE LA VOCE CHE TUONA prima edizione, pubblicata nel Febbraio 2008; GIORNALE LA VOCE CHE TUONA seconda edizione, pubblicata nel Giugno 2010; Della intervista televisiva OPINIONI di Teleacras – Agrigento del Giugno 2004 e dell’art. di giornale pubblicato dal GIORNALE LA SICILIA del Luglio 2006. Mai controverse dai nominati con nomi e cognomi nei miei incontrovertibili scritti.

    Affinché codesta Procura capitanata dal dott. Renato Di Natale faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal 12/05/94 al 21/03/2001 dai perfidi costruttori di criminali da uomini onesti, PM: Pietro Pollidori e Stefano Dambruoso.
    E dal 28/06/2002 ad oggi commessi dai ricusanti PM: Carmine Olivieri; Caterina Salusti; Laura Cameli; Antonella Pandolfi. Ricusanti, in quanto, hanno riconosciuto l’art. 21 della Costituzione e non hanno rimandato a giudizio i personaggi richiamati nelle querele.
    Il PM Pandolfi, titolare del fascicolo n° 5718/11/Mod. 21, pur non avendo in 27 mesi svolto indagine alcuna, chiese al GIP – SEDE l’archiviazione del su citato procedimento penale, e nell’ultimo brano attesta: (Ebbene, dalla ricostruzione fornita dallo stesso denunciante, non appare integrata alcuna delle fattispecie penali dal medesimo indicate, né altre condotte penalmente rilevanti ad opera dei Funzionari odierni indagati, essendo del tutto evidente che l’intera questione esaurisce il suo rilievo in un altro ambito (amministrativo/Tributario), così come peraltro dimostrato dai numerosi ricorsi intentati dal medesimo Sanfilippo avverso gli avvisi di accertamento e/o le cartelle esattoriali, e pertanto solo in quella sede – e non in questa lo stesso dovrà e potrà trovare adeguata tutela).

    Fortemente da me criticata con l’opposizione alla richiesta di archiviazione che si discuterà in Camera di Consiglio in data 29/09/2014 innanzi al GIP Alessandra Vella.
    E fortemente smentita dal Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento che attesta:
    L’esercizio di tale facoltà, infatti, è di esclusiva competenza dell’Ente Impositore, che, quale titolare del credito tributario, è l’unico soggetto legittimo (oltre, naturalmente l’Autorità Giudiziaria) ad emettere un formale provvedimento amministrativo di sospensione dell’iscrizione a ruolo e/o cartella di pagamento.

    Le invia il documento sottoscritto in data 24/04/2014 dal su citato Procuratore Armando lo Leggio. Che contrasta fortemente con le attestazione del PM Pandolfi. E degli altri PM.

    Qualora codesta Procura ritenesse che le archiviazione delle mie più querele leggibili nelle sottocartelle: 1, 5, 7, 13, cartella 6 del CD-R in allegato, siano state legittime e il documento del lo Leggio è un vero e proprio attacco alla Procura capitanata dalla SV Illustrissima. E alla più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, per mancato adempimento alle richieste che si leggono nelle più diffide, del quale documento a firma del lo Leggio e già in possesso sin dal 16/05/2014. In Udienza in Camera di Consiglio del 29/09/2014, se non prima, mi faccia avere una copia della denuncia – querela già sporta entro il 13/08/2014 per infamia ed altro, dalla Agenzia delle Entrate di Agrigento.
    E una copia della denuncia – querela sporta per infamia ed altro da codesta Procura nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio.

    In mancanza di tale documentazione attestante l’avvenute querele per infamia ed altro, da parte della Agenzia delle Entrate di Agrigento. E da parte di codesta Procura di Agrigento, sporta nei confronti del Procuratore Armando lo Leggio della SERIT Agrigento. La più volte diffidata e querelata Agenzia delle Entrate di Agrigento, in Udienza del 29/09/2014 presso la Camera di Consiglio del Tribunale GIP di Agrigento, si addossi e ci si addossino, le proprie responsabilità e codesta Procura faccia un passo indietro riconoscendo i propri errori commessi dal Maggio 1994 ad oggi. Come in effetti, il Tribunale penale di Agrigento in persona del Giudice Maria Agnello, in data 21/03/2001 nel sottoscrivere l’ordinanza della revoca della Sentenza n° 259/ 96, ha riconosciuto i suoi madornali errori.
    Che innescarono una serie di querele e codesta Procura le ha archiviate con molta leggerezza.

    AD OGNI INIZIO C’E’ UN FINE

    Il tribunale penale di Agrigento e’ caduto sulla Sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione.
    La Procura di Agrigento è caduta nel camminare per lunghi 244 mesi con due piedi in una scarpa. Cioè, nel volere far di me un criminale a tutti i costi. Nel ricusare per ben 4 volte a non iscrivere nel registro di notizie di reato ai più querelati. Altrimenti, i quattro PM summentovati avrebbero dovuto controvertere le mie pubblicazione e iscrivermi nel registro delle notizie di reato per false pubblicazioni e per vilipendio verso le Istituzioni e oscurare il mio Sito Internet http://www.sanfilippo-editore.it visitato da più di dieci milioni di persone italiane e mondiali. E sulle attestazioni del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio.
    L’Agenzia delle Entrate di Agrigento è caduta nell’emettere più accertamenti a fronte d’un PVC pieno di vizi; nell’avere nel 2003, ordito un complotto ai mie danni; nell’avermi querelato nel 2008 e nel non avere esitato le mie numerose diffide. Tranne la prima del 2004.

    Si rappresenta che la documentazione inerente al pro memoria si legge nella cartella 23 del CD-R in allegato.

    Copia della presente sarà inviata al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Sarà pubblicata sul Sito Internet in intestazione, su facebook e sarà inviata ove l’esponente ritiene sia di dovere.

    L’esponente resta a disposizione di codesta Procura per ogni pur minimo chiarimento in merito.

    Allegati:
    Copia documento del 24/04/2014 a firma del Procuratore della SERIT – Agrigento Armando lo Leggio;
    Copia inviata in pari data al Procuratore Generale della Corte di Appello di Palermo;
    Copia Pro Memoria udienza del 29/09/2014 per la deliberazione in Camera di Consiglio quanto alla mia richiesta di opposizione all’archiviazione del fascicolo 5718/11.Mod 21.
    Uno CD-R della dimensione 676 MB 414 file 94 cartelle.
    Uno CD-R della dimensione 119 MB 118 file 21 cartelle inerente al fascicolo 3694/13 mod. 21. Sanfilippo Giacomo – Lupo Rosario.

    Sicuro di un Suo benevole accoglimento, si porgono distinti saluti.
    Favara, li 01/09/2014
    Giacomo Sanfilippo

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