Conversione lire – euro. I tempi di recepimento sentenza non diventino il blocco ad un diritto

Diritto alla conversione lire – euro, dalla Banca d’Italia fanno sapere che, ”subito dopo aver appreso dell’emanazione della sentenza della Corte, sono stati avviati con il MEF gli approfondimenti necessari per definire le modalità con le quali darvi esecuzione. Le richieste di conversione saranno esaminate non appena esauriti questi approfondimenti”. Ma i tempi sono stretti, Federcontribuenti pensa ad ”una istanza per interrompere la prescrizione ed invita i possessori a tutelare il loro diritto”.

”Abbiamo concesso un accettabile lasso di tempo tecnico al governo per adeguarsi alla sentenza, ma non staremo a guardare il blocco dell’esecuzione senza intervenire”, fanno sapere i legali di Federcontribuenti. Anche perchè c’è tempo fino al 5 gennaio 2015.

Inoltre.

”Non c’è niente da esaminare sulle richieste di conversione in quanto sono tutte legittime e il MEF non può inventarsi limiti o criteri che non esistevano nella norma che stabiliva come ultima data utile alla conversione il 28 febbraio 2012. Non capiamo quindi il comunicato ufficiale che parla di esaminare le richieste”.

Il timore di Federcontribuenti è che si stia studiando un piano per ‘‘limitare il diritto alla conversione una seconda volta”.

I restanti 1,2 mld di euro, il governo Monti li fece versare al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo ammortamento dei titoli di Stato, (art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in l. 22 dicembre 2011, n. 214).

In attuazione di questa norma, la Banca d’Italia non ha più potuto effettuare, dopo il 6 dicembre

2011, le operazioni di conversione richieste. La Corte Costituzionale ha ora dichiarato l’illegittimità della norma.

La Federcontribuenti invita per tanto i possessori delle lire a recarsi nuovamente in Banca di Italia e a farsi rilasciare un documento controfirmato davanti al rifiuto, ”per permettere ogni azione a tutela del diritto in futuro da far valere come interruzione dei termini della prescrizione”.