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Maxiemendamento nel mistero. Intanto rialzo dei tassi e riscossione più aggressiva. La pace fiscale? Silenzio in aula

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Maxiemendamento, il lato oscuro di una manovra che appiattirà le scarse risorse di un Paese in stato confusionario. Federcontribuenti: ”per ora poche certezze: riscossione più aggressiva già in atto; caos nella pace fiscale e fatturazione elettronica ridotta ad una messa in scena dal Garante della privacy e slittamento dei rimborsi sulle bollette a 28 giorni della telefonia mobile a data da destinarsi”.

Anche se, da oggi fino al 6 gennaio, i contribuenti sono stati – graziati – dalla pioggia di cartelle esattoriali per non guastargli le feste, ”281 mila cartelle sono pronte ad essere spedite ma, le ultime recapitate non promettono nulla di buono. Intimazione di pagamento giunta dalla Agenzia della Riscossione su notifiche che vanno dal 2001 fino al 2007 per debiti di natura fiscale maturati negli anni che vanno dal 1997 al 2002 per un importo pari a 57 mila euro; 11 anni trascorsi dall’ultima notifica dimostrano la totale prescrizione del debito. Inoltre il contribuente oggetto di tale intimazione non ha mezzi economici per saldare un debito nemmeno più dovuto e mai avrà la possibilità di ristabilirsi economicamente con questa croce che lo condanna alla pena perpetua dell‘isolamento da ogni attività economica”.

Ma la pace fiscale che fino ha fatto? Una sola certezza, pagare le tasse in ritardo costerà di più

Dal primo gennaio 2019 il tasso di interesse legale passerà dall’attuale 0,3 allo 0,8% per chi verserà le tasse in ritardo. Lo ha stabilito il Mef con un decreto a firma Giovanni Tria del 12 dicembre e pubblicato lo scorso 15 dicembre in Gazzetta Ufficiale. ”Sulla cosiddetta pace fiscale, cui testo è inserito nella Legge di bilancio 2019 ancora da approvare e in attesa di una emanazione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si sa soltanto che le domande dovranno pervenire entro il 30 aprile 2019, che sempre nel 2019 chi è rientrato nella rottamazione ter dovrà versare l’importo in 2 rate e dal 2020 in 4 rate. Sappiamo che la regolarità contributiva si perderà solo dopo 5 giorni di ritardo nel pagamento e che manca il testo sul saldo a stralcio in base all’ISEE per i soggetti in grave difficoltà economica”.

La legge prevede che il Ministro dell’economia e delle finanze possa modificare l’interesse da corrispondere «sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno».

Fatturazione elettronica.

L’Agenzia delle Entrate voleva disporre di informazioni precise sui beni e servizi acquistati così i consumi tipo pagamenti dei pedaggi autostradali, consumi energetici, biglietti aereo, pernottamenti e sui percorsi sanitari, ma il Garante della Privacy ha bocciato questo metodo che avrebbe leso la libertà individuale. Cosa è rimasto del senso che doveva assumere l’ingresso della fatturazione elettronica? ”Coloro che effettuano prestazioni sanitarie non dovranno emettere la fatturazione elettronica, quando è nel privato che l’evasione fiscale si accumula in maniera vertiginosa. Detto questo il sistema non stanerà gli evasori che continueranno ad aggirare il fisco agendo con presta nomi a vario titolo mentre aumenteranno i costi fino a 500 euro l’anno per le PMI tra chi sceglie di acquistare un software e tra chi si vedrà aumentare la parcella dal commercialista. Se si stabilisse quanto ognuno di noi, per fascia di reddito e nucleo familiare, deve versare al fisco ogni anno sarebbe tutto più semplice, rapido e senza costi poiché tutti abbiamo un codice fiscale. Basterebbe controllare chi versa le tasse attraverso una semplice procedura informatica e verificare perchè non sono state pagate da chi doveva versare”.

Rimborsi sulle bollette da 28 giorni.

Consiglio di Stato ha accolto la richiesta delle compagnie di telecomunicazioni di sospendere i rimborsi. “In sede giurisdizionale si accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutivita’ del dispositivo impugnato”. Le compagnie Telecom Italia, Vodafone, Wind e Fastweb avrebbero dovuto rimborsare gli utenti entro il 31 dicembre.

A novembre il Tar aveva confermato i rimborsi delle bollette entro la fine dell’anno.

”Abbiamo sempre fretta nel riscuotere e troppa lentezza nel rimborsare”. Paralisi totale delle funzioni di Camera e Senato, ”la verità è che in 4 conoscono i veri contenuti del maxiemendamento proibendo la democratica discussione nei luoghi decisionali e negando l’informazione agli elettori”.

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