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INIZIERÀ A SETTEMBRE PRESSO IL TRIBUNALE DI PIACENZA IL PROCESSO PER TRUFFA NEI CONFRONTI DEL LEGALE RAPPRESENTANTE E DUE AGENTI DI UNA SOCIETÀ DI PADOVA OPERANTE NEL MERCATO DELLE MULTIPROPRIETÀ. LA STESSA SOCIETÀ CHE NELL’OTTOBRE 2010 A VERBANIA AVEVA GIÀ PERSO UN’ALTRA CAUSA CIVILE SEMPRE PATROCINATA DA FEDERCONTRIBUENTI

16 settembre 2011: segnatevi questa data e se per caso quel giorno vi trovate dalle parti di Piacenza andate pure a farvi un giro in tribunale.

Comincerà quel giorno infatti un’altra causa che vede nel banco degli imputati il legale rappresentante (insieme a due agenti) di una società di Padova che opera nel mercato delle multiproprietà e che già con una sentenza emessa dal tribunale di Verbania il 12 ottobre 2010 aveva perso una causa civile nei confronti di due consumatori. Questa volta il PM del Tribunale di Piacenza ha ravvisato i capi d’imputazione di truffa e associazione a delinquere finalizzata alla truffa (artt. 110 e 640 c.p.). E naturalmente, oggi come allora, c’è di mezzo lo zampino di Federcontribuenti Veneto.

“Considero – dice Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti Veneto – una bella notizia quella di essere riusciti ad ottenere il rinvio a giudizio del legale rappresentante di questa società e di due suoi agenti. E questo, anche alla luce di quanto già emerso in una precedente causa già vinta con la stessa società. E anche se si tratta di due vicende diverse, il fatto che ad accompagnare i nostri associati in questo procedimento, sia sempre l’avv. Desiree Gaspari del Foro di Pinerolo (TO), la stessa che ci aveva fatto vincere il precedente processo, ci fa ben sperare in un giusto esito anche in questa circostanza”. Ma come sono andate le cose questa volta?

Il solito tranello, ovvero il consueto inganno della vincita di un pacchetto vacanze (stavolta in abitazioni in multiproprietà a Palma di Majorca) per agganciare i due clienti, l’invito a sottoscrivere un precontratto di associazione al fine di poter ottenere il pacchetto,  l’immancabile promessa di poterlo rescindere senza spese nel giro di un anno, i successivi contatti presso l’abitazione dei due malcapitati di turno, le solite frottole su dei vantaggi e sconti inesistenti (nella fattispecie: 5000 euro in meno) e naturalmente l’evidente smentita di quanto affermato al momento della stipula del precontratto vista la ferma richiesta di 500 euro in contanti e immediati per rescindere lo stesso. In sostanza, quel che hanno fatto è stato indurre all’errore i due consumatori in ordine alle reali condizioni contrattuali determinandoli a sottoscrivere in realtà un contratto per euro 16000 ed un contestuale finanziamento per 7000 euro, procurando a questa società un ingiusto profitto costituito dal valore di detto contratto con pari danno per i due sfortunati clienti.

“Se il processo che inizia a settembre 2011 – conclude Marco Paccagnella – dovesse darci ragione come quello che si concluse a ottobre 2010, si dimostrerà un’altra volta che questo tipo di cause hanno ottime possibilità di concludersi con un buona soddisfazione per coloro che hanno subito l’imbroglio. E speriamo soprattutto che la condanna, impedisca a questi “furbetti” di continuare a truffare onesti cittadini”.

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